Referendum: Meloni senza giornalisti
Aggredita troupe di Report – Sciopero giornalisti – Compie 30 anni «Io donna» – Giornalisti per la Costituzione – Nuovo progetto editoriale – Sciopero a «CityNews» – Chiude «Cbs News Radio»
REFERENDUM: MELONI SENZA GIORNALISTI. SOLO SOCIAL – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, attorno alle 17 di lunedì 23 marzo ha postato sui social una sua dichiarazione dove afferma che «rispetta la decisione dei cittadini». Dichiarazione scontata, inutilmente ribadita. Non rispettarla sarebbe un colpo di Stato. Ma è rammaricata perché «è stata persa un’occasione per modernizzare l’Italia». Evidentemente la maggioranza degli italiani non vuole essere modernizzata attraverso lo “scassamento” di ben sette articoli della Costituzione. Intanto ci ha fornito una buona notizia: continuerà a lavorare «per il bene della nazione». Sei donna, madre, cristiana. Datti da fare. La prossima volta, però, invita i giornalisti.
AGGREDITA TROUPE REPORT – Con un bastone di ferro è stata aggredita la troupe di Report. Il tutto è avvenuto a Monzambano, in provincia di Mantova. Mercoledì 18 marzo, attorno alle 15, la troupe stava effettuando un servizio presso il macello Mario Troni. Secondo quanto dichiarato da Sigfrido Ranucci, la giornalista Giulia Innocenzi e il videomaker Giovanni De Faveri avevano terminato di fare delle domande al titolare del macello Raoul Troni. Poi si erano recati nel retro del macello dove era in corso lo scarico delle vacche dal camion verso la linea di macellazione. «Mentre il videomaker stava riprendendo fuori dal cancello, una persona non identificata da dentro il macello lo ha colpito con un bastone di ferro, centrando la videocamera, che si è spezzata in due, con l’obiettivo caduto a terra – continua Ranucci –. Innocenzi e De Faveri si sono immediatamente recati presso la caserma dei carabinieri di Monzambano per sporgere denuncia. Una pattuglia si è recata immediatamente presso il macello dove ha svolto accertamenti». La Rai ha espresso solidarietà ai giornalisti coinvolti e «respinge con fermezza ogni tentativo di ostacolare il lavoro del Servizio Pubblico e di impedire una corretta informazione ai cittadini».
SCIOPERO CITY NEWS – Da ieri e per 48 ore sciopera il gruppo Citynews. Sono ben 57 le edizioni locali di Today.it. Il tutto parte nel 2010 dopo che Luca Lani e Fernando Diana lasciano Banzai per dedicarsi a un nuovo progetto. L’idea è costituire una rete di giornali locali online. Il primo nucleo è costituito da cinque testate (Il Piacenza, RomaToday, MilanoToday, NapoliToday, Il Pescara). Poi arrivano le testate a Torino, Firenze, Parma e Foggia. Nel marzo 2012 arrivano soldi freschi grazie a 3 milioni di euro da parte di due fondi di venture capital e nel giro di pochi mesi partono le edizioni di Brescia, Padova, Salerno, Catania, Palermo, Pisa e Vicenza. Poi tante altre per arrivare, come detto, a oggi con 57 testate con una audience di utenti unici di 30 milioni e 280 milioni di pagine viste al mese. Ora lo sciopero, causato dal licenziamento senza preavviso di 5 dipendenti, al pari di interruzioni e rimodulazioni (anche accettate) che hanno interessato in tutto 21 rapporti di lavoro, 6 a tempo indeterminato e 15 collaborazioni, anche di lungo corso.
CHIUDE CBS NEWS RADIO – La statunitense CBS News taglierà il 6% dei 1.100 dipendenti. Questo significa che chiuderà la CBS News Radio che esiste da cento anni. CBS News Radio coinvolge 700 stazioni affiliate e interromperà il servizio il 22 maggio. Il taglio rientra in una ristrutturazione del gruppo motivata dal fatto che il settore dei media è interessato da profondi cambiamenti. Si sono incentivate uscite incentivate e dimissioni fi rime molto importanti come il corrispondente giudiziario Scott MacFarlane o del celebre volto di 60 Minutes, Anderson Cooper.
COMPIE 30 ANNI IO DONNA – Il settimanale femminile del Corriere della Sera festeggia i 30 anni di vita. Come ha spiegato la direttrice Danda Santini ci sarà un ricco palinsesto di iniziative editoriali, culturali e artistiche che si svolgerà per tutto il 2026. Ieri, 24 marzo, serata-evento al Teatro Alcione di Milano con una cena a inviti con la partecipazione della direttrice e dell’editore Urbano Cairo. In progetto anche un numero speciale del settimanale per sabato 28 marzo di 164 pagine. La diffusione prevista è di circa un milione di copie.
SCIOPERO GIORNALISTI – Il contratto dei giornalisti è scaduto da 10 anni ma non viene rinnovato. Per protesta i giornalisti si asterranno dal lavoro il 27 marzo e il 16 aprile. Secondo Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi, il sindacato dei giornalisti, «Parlare di rinnovo del contratto – ha dichiarato Costante – senza parlare di come normare l’impiego dell’intelligenza artificiale nelle redazioni significa fare un danno a tutta l’informazione. Proporre di ridurre i compensi (li vorrebbero ridurre del 20%) e i diritti dei giornalisti di oggi e di domani significa che non si crede nel futuro dell’informazione». La segretaria generale della Fnsi ha anche ribadito la forte preoccupazione per le cessioni in corso delle testate del gruppo Gedi, La Stampa e Repubblica, ricordando poi l’ingresso di Leonardo Maria Del Vecchio alla guida dei quotidiani di Editoriale Nazionale e auspicando che «l’arrivo di un editore giovane possa spingere le aziende a ripensare l’informazione in maniera moderna, ma garantendo – ha concluso – la dignità dei giornalisti e del giornalismo».
NUOVO PROGETTO EDITORIALE – Marcello Foa, ex presidente Rai, ha lanciato un nuovo progetto editoriale chiamato Liberti Media. Si tratta di un progetto editoriale basato su video che non assumerà solo la voce e il volto dell’ex presidente Rai, ma ci saranno opinionisti, analisti e intellettuali. Il 90% della testata appartiene allo stesso Foa. Il restante 10% a Enrico Skabic, esperto di comunicazione digitale. Il nuovo progetto propone appuntamenti quotidiani curati dalla giornalista e saggista Enrica Perucchietti e dal giornalista e autore televisivo Giorgio Valleris, con interviste a collaboratori fissi come Gianandrea Gaiani, Giorgio Gandola, Alberto Contri, Giuseppe Liturri, Maurizio Milano, Giacomo Gabellini. Non mancherà un approfondimento settimanale dedicato alla salute.
GIORNALISTI PER LA COSTITUZIONE – Il 18 marzo scorso presso la sede di “Libera” di Roma si è tenuto il primo incontro della «Rete delle giornaliste e dei giornalisti per la Costituzione». Ci sono già 250 adesioni. Il manifesto di intenti parte dal fatto che «La libertà di stampa è un bene costituzionale primario su cui poggia la democrazia. E sempre più vediamo che in Italia c’è un gigantesco problema di libertà di informazione... L’Italia è discesa al 49/o posto nel ranking internazionale, il più basso in Europa occidentale; molti spazi di informazione dei principali network, Rai e Mediaset, sotto influsso diretto di Palazzo Chigi; numerose testate quotidiane in mano a politici dell’area di governo; il diritto di cronaca sempre più limitato per legge; le querele temerarie bavaglio in aumento, usate dalla politica per intimidire e limitare il giornalismo di inchiesta; la mancata tutela delle fonti e giornalisti spiati con Paragon, senza che nessuno da un anno dica da chi e perché; le regole europee disattese, dal Media Freedom Act alla direttiva anti-Slapps; una Authority chiamata a vigilare sul sistema, da ripensare per garantirne un’effettiva indipendenza. E poi c’è un grave problema di sicurezza: 516 reporter minacciati – record europeo – 270 sotto tutela e 29 sotto scorta. Con un aumento delle minacce del 78% nel 2025. E ancora: la crescita di precari e autonomi sottopagati».
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