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Rapporti Inail e Istat: un uno/due che mette ko lavoratori e famiglie

Raccolta firme per le leggi di iniziativa popolare su salario minimo ed omicidio sul lavoro.

di Redazione Lavoro - mercoledì 11 ottobre 2023 - 655 letture

Sono uscite in contemporanea il 4 ottobre la relazione annuale INAIL sulle morti, gli incidenti sul lavoro e sull’attività ispettiva dell’Ente assicurativo pubblico e i dati Istat, l’Istituto nazionale di statistica sul potere d’acquisto e sul risparmio delle famiglie italiane. Da tutte e due le relazioni emergono non solo dati preoccupanti ma anche una tendenza che lo è ancora di più.

L’Inail annuncia una flessione delle morti, definitivamente accertate, rispetto all’anno precedente ma che è dovuta principalmente alla quasi totale scomparsa delle morti dovute alla Covid mentre crescono, e non di poco, gli infortuni sul lavoro. Vengono scoperti 43.550 lavoratori irregolari di cui 2.200 in nero (notare che si definiscono irregolari i lavoratori e non le aziende che li fanno lavorare senza tutele!)

L’Istat conferma la inarrestabile discesa del reddito disponibile delle famiglie, un’ulteriore perdita del potere d’acquisto dei salari, una consistente erosione del risparmio delle famiglie e l’aumento della spesa per i beni di prima necessità e di largo consumo.

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Salario minimo contro lavoro povero

Insomma in poche righe consegnate alla stampa due fra i più blasonati enti del Paese annunciano la vittoria per KO dello sfruttamento e del profitto sulle condizioni di lavoro e sui salari delle famiglie dei lavoratori.

Una tendenza che non scopriamo oggi e che ha già prodotto livelli di povertà come non si vedevano dal dopoguerra e l’esplosione di una vera e propria guerra alle condizioni di lavoro e alla salute dei lavoratori.

Ci sono in campo due iniziative cui la USB partecipa e promuove e che vanno proprio nella direzione opposta della tendenza al consolidamento dello sfruttamento e del profitto che i dati odierni confermano. Due proposte di Legge di Iniziativa Popolare, in campo già da mesi, ben prima che anche i partiti dell’opposizione e i sindacati concertativi le scoprissero, che puntano ad introdurre il salario minimo a 10 euro e il reato di omicidio sul lavoro e lesioni gravi e gravissime.

Due proposte semplici, comprensibili a tutti, che sicuramente non annullamento lo sfruttamento e non abbatteranno il capitale ma che possono indicare la strada di una ripresa di protagonismo da parte dei lavoratori e delle famiglie dei ceti popolari

Unione Sindacale di Base

Sul sito leggeomicidiosullavoro.it è possibile accedere anche alla raccolta firme online per la legge di iniziativa popolare che introduce il reato di omicidio sul lavoro


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