Rai, di tutto una schifezza in più
Nessuna riduzione del canone così Mediaset non s’intristisce. Nuovi nomi per la presidenza partitica. I dirigenti Rai ringraziano per le auto di lusso e la benzina
IL FATTO – Scontro e maggioranza battuta in Commissione bilancio al Senato. L’emendamento Bergesio (Lega), che prevedeva la riduzione del canone da 90 a 70 euro è stato respinto con 12 voti contro 10. Intanto fumata nera per la nomina a presidente Rai della candidata di destra Simona Agnes. E spuntano Roberto Natale e Luisa Todini.
IL COMMENTO – Non è propriamente uno scontro tra titani quello fra Salvini e Tajani, quanto piuttosto uno scontro ben più modesto, uno scontro d’interessi politici ed elettorali. Come al solito, uno scontro sulle nostre spalle che ha come territorio la prateria Rai e, come al solito, penalizzerà solo noi cittadini e abbonati Rai. Ma questo scontro è la dimostrazione di ciò che “da sempre” andiamo ripetendo e cioè che fin quando le segreterie politiche avranno il controllo della Rai, non ci potrà essere nessuno sviluppo di questo “corpaccione” che è anche, così si dice, «la più grande industria culturale del nostro Paese». Perché questa battaglia sul canone Rai? Per interessi elettorali, certo, e anche per interessi di bottega che poi sono la stessa cosa. La raccolta pubblicitaria della Rai non può superare, per legge, il 6%. È il residuato degli inciuci di anni fa quando destra e “sinistra” si accordarono per dividersi la torta Rai. Se dovesse passare la diminuzione del canone Rai, i 430 milioni mancanti si dovrebbero trovare aumentando la raccolta pubblicitaria. Ma questo, ovviamente non va bene a Mediaset che oggi può usufruire felicemente che la Rai non può ricevere più pubblicità. Naturalmente, tutto ciò non lo dicono i contendenti Lega e FI. Anzi, cercano di minimizzare. Sentite un po’ come si esprime Deborah Bergamini vice segretario nazionale di Forza Italia: «Nessun terremoto, nessuno scuotimento, nessun cambio di grammatica nel confronto con gli alleati, ma semplicemente una scelta di coerenza… che risponde alla nostra visione di politica fiscale e degli obiettivi». Chiaro? No? Sentite allora Salvini: «Stiamo lavorando per abbassare le tasse, il canone Rai è una di queste, ma non è la nostra attività centrale. Abbassare il costo del canone è da sempre un obiettivo non della Lega ma del centrodestra. Forza Italia non lo vuole? Mi dispiace per gli italiani. Ma se sarà così, lavoreremo su altri fronti». Probabilmente abbiamo capito male, ci siamo sbagliati. Nel dibattito è entrato anche Maurizio Lupi (ex CL e deputato di FI) che vuole un ministero e che è stato indicato come sindaco di Milano alle prossime amministrative suscitando le ire di suor Letizia Maria Brichetto Arnaboldi, vedova Moratti che quel posto lo vuole lei. Comunque il leader (sic!) di Noi Moderati fa, giustamente, il moderato cioè una botta di qua e una di là: «Non mi sembra che il canone della Rai sarà l’elemento che manderà in crisi il governo. È una battaglia della Lega, sia noi che Forza Italia abbiamo detto che il tema non sono i 20 euro ma è il servizio pubblico”. Bel colpo. Parole chiare e appropriate.
Intanto, la presidenza Rai è ancora vacante. La candidata di destra Simona Agnes non passa e così spuntano altri nomi. Uno è Roberto Natale ex sindacalista dell’Usigrai, cioè il sindacato dei giornalisti Rai ed ex portavoce della presidente della Camera, Laura Boldrini. Natale, che è già dentro il CdA della Rai per conto di Avs, non dispiace né al Pd e neppure ai 5 Stelle. Per la destra spunta il nome di Luisa Todini che gestisce l’azienda familiare di costruzioni e che è stata eurodeputata per FI e nominata, su proposta di Matteo Renzi, presidente di Poste Italiane.
Comunque è vero che la Rai ha pochi soldi ma questi si trovano sempre per i manager. Apprendiamo con grande gaudio che 300 dirigenti avranno a disposizione una serie di automobili di grande prestigio pagando pochi euro al mese e, inoltre, benzina a gogò. La cosa funziona così: tu, manager Rai, scegli un’automobile tipo Bmw, Tesla, Mercedes ecc. io Rai contribuisco per il canone di affitto a lungo termine per 1.050 al mese. Se affittare una Tesla, ad esempio, costa 2.234 euro mensili, compreso di tutto, assicurazione ecc., al manager verrebbe a costare, mensilmente, 1.184 euro. Vuoi risparmiare? Prendi allora la Bmw X5 Drive45E pagherai solo 196 euro al mese. Vuoi risparmiare ancora? E allora scegli la Mini Cooper Countryman. Di euro, ogni mese, ne pagherai solo 91. Senza dimenticare che hai anche 2 mila litri di carburante l’anno.
Eppure gli esosi sono gli operai che vogliono, pensi un po’ signora mia, anche i salari aumentati e i rinnovi dei contratti.
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