Quotidianità del cottimo in Italia

Il meccanismo è sempre lo stesso, basato su un sistema di subappalti e sullo sfruttamento sistematico dei lavoratori pagati pochi euro e costretti a turni infiniti. Esternalizzare il lavoro, abbattere i costi, massimizzare i profitti.

di Luigi Boggio - mercoledì 16 luglio 2025 - 1670 letture

Non solo creativi nel concepirle, ma anche nello sfruttamento dei lavoratori attraverso il metodo dell’appalto a cascata nelle fasi di lavorazione delle stoffe per montare degli abiti da sogno.

Un metodo di ore di lavoro non pagate e di sfruttamento bestiale, dove la dignità dei lavoratori viene piegata ad accettare quelle condizioni e alla fine schiacciata. Una merce come tante altre da sfruttare e buttare, mentre quella merce tirata fuori con cura, se si sbaglia sono dolori anche fisici, per il mercato assume un valore sempre crescente tra sfilate, party e musiche.

Un mondo che si ritrova per esaltare la creatività degli stilisti, la bellezza degli abiti e di chi li indossa, mentre non faranno mai sfilare chi quegli abiti l’ha cucito, montato, stirato con cura e nei suoi minimi particolari.

Anche nei processi industriali più spinti ci vuole molta professionalità. Per esperienza ho visto quelle macchine muoversi per l’abilità delle operaie addette, in prevalenza tutte donne. Ed era una fabbrica sindacalizzata con tutti i diritti contrattuali e di legge, ma non era così in altre realtà e chi lavorava per conto terzi. Non era come tante delle scene viste ultimamente a Prato o Milano, ma la pratica del cottimo spingeva a ritmi produttivi insostenibili, in particolare durante i mesi caldi, quando la temperatura si aggirava attorno ai 50 gradi, con il risultato tanti pezzi, tanti soldi, spesso in nero.

Da quelle mani uscivano dei capi dei brand del lusso belli e costosi. Il meccanismo è sempre lo stesso, basato su un sistema di subappalti e sullo sfruttamento sistematico dei lavoratori pagati pochi euro e costretti a turni infiniti. Esternalizzare il lavoro, abbattere i costi, massimizzare i profitti.

Un sistema che ultimamente la procura di Milano ha fatto emergere con Loro Piana, prima però con altri importanti griffe. Anche se il Foglio ha dedicato un articolo sul magistrato, che si occupa di queste indagini, di creatività giuridica non essendoci una legge per gli appalti a cascata. Ma questi dove sono stati e dove sono per schierarsi per una legge contro gli appalti a cascata e la responsabilità del committente? Non si vedono perché loro sono per la deregolamentazione in ogni settore economico. Tutti liberi a fare quello che vuole. Scusate, dimenticavo, ma loro non sono liberisti anti litteram.


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