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Quisquilie&Pinzellacchere n. 136 - Espulsi ed espulsori

di Franco Novembrini - mercoledì 3 marzo 2021 - 803 letture

"La situazione politica in Italia è tragica ma non seria’’ come ebbe a scrivere Ennio Flaiano ed è tuttora di una attualità riscontrabile giorno per giorno nel nostro disastrato Paese. L’ultima trovata il governo dei migliori di ogni partito che hanno fatto parte di ogni governo e con ogni personaggio, bugiardi, spergiuri, finti cattolici e molto altro. Mancherebbe solo Cetto La Qualunque ma non è detto che non sia possibile anche una sua inclusione nelle truppe dell’amorevole compagnia. Ci sarebbe da ricordare che fine abbiano fatto le dichiarazioni di fuoco che per anni sono state lo stigma di molti gruppi di potere che ancora si ostinano a chiamarsi partiti o movimenti con i nomi più fantasiosi che vanno dai Fratelli italioti, all’Europa(+), all’Italia viva o morta che nascondono interessi di bottega o di poltrona.

Certo l’avanzare dei selfie e dei like ne favorisce il dilagare, sostituendo alla ragione ed alla discussione un "webeto’’ click. In questa situazione ognuno può dire ciò che vuole e smentirlo pochi minuti dopo. Se a ciò si aggiunge un mostro come la burocrazia che in Italia ha raggiunto vette inimmaginabili dai nostri padri costituenti anche se a dire il vero i burocrati europei non scherzano. Se andaste controllate quali erano i sogni dei firmatari del "Manifesto di Ventotene’’, scritto da sognatori confinati nel 1943 nella piccola isola, vi accorgereste che i loro sogni sono stati largamente traditi dai banchieri e dai monetaristi europei, compreso San Mario Draghi, al quale solo una cieca e stupida ma potente classe politica attribuisce poteri taumaturgici sull’economia, sull’econoloro dei banchieri. Poteri miracolistici gli vengono attribuiti anche sulla pandemia e sullo spread, nel senso che se scende i giornaloni e tv gridano al miracolo e se invece sale tacciono. e omettono.

Ci sono anche i piazzisti del "Verbo di Draghi’’ che come tante Vannemarchi ne scandiscono la giornata fatta di colazioni uscite con il cane, Dpcm non più improvvisi e inutili, ma necessari e tempestivi. Che dire di un segretario di un partito che parlando alla radio ricorda le origini comuniste e poi si dice dispiaciuto di una eventuale chiusura di una trasmissione gestita e diretta da Barbara d’Urso che del pettegolezzo e della disinformazione ha fatto la sua cifra ma che secondo il segretario pd parla alla gente. Infatti oltre a lui sono spesso ospitati i due Mattei, Sgarbi ed ora anche le rentrèe Casalino. Già Casalino, spuntato direttamente da una di queste trasmissioni che si ispira alla intuizione di George Orwell nel libro "1984. Il Grande Fratello’’, sull’uso della televisione e della distruzione della memoria, profetizzandone l’uso che ne sarebbe stato fatto non solo nell’Urss come prevedeva lui, ma che ha avuto grande diffusione in tutto il mondo ed in Italia è assurta addirittura come una università per i futuri pensatori della attuale classe politica, francamente qualunquistica.

Il "nostro’’ personaggio imposto, con stipendio stratosferico, come portavoce del primo ministro, pochi giorni dopo la cacciata di Giuseppe Conte, in una intervista televisiva ed una giornalistica ha commentato la sua permanenza nella carica con lamentazioni per la gran mole di lavoro cui era sottoposto. Due di questi lamenti non mi convincono, a meno che non sia dotato di super poteri o di doppia personalità. Il primo, essendo portavoce del presidente del Consiglio, doveva difenderlo dagli attacchi e spiegare quali erano i suoi intendimenti, ma Casalino ha affermato, senza dare le dimissioni, che non parlava con i giornalisti i quali quasi tutti lo odiavano. Mica male per un portavoce, che definirei più un portachiacchere. La seconda incongruenza è che afferma di aver praticamente dedicato tutto il suo tempo alla "causa’’, di aver lasciato affetti e molte ore di sonno. Mi domando come si fa a pochissimi giorni dalla cacciata ad affermare ciò, con un libro sottobraccio che parla del periodo trascorso, come portavoce? Quando ha avuto il tempo di scriverlo? Nel tomo sono ribadite le sue lamentazioni, allora perché se non gli piaceva non si è dimesso? Inoltre sostiene che Conte a volte prendeva i suoi appunti e poi non li usava. Forse perché non ne aveva fiducia? Certo che ora la sua presenza nei talk show politici è molto richiesta e sembra che alcuni siano disposti a pagarla a peso d’oro. Uno sostenitore di Casalino è Di Maio, che ora fa finta di non conoscerlo. Luigi di Maio campione di coerenza propone Giuseppe Conte come dirigente di quel che resta, tolti i delusi, dli emarginati e gli espulsi, del Movimento, del quale sono sostenitore e lo sarei meglio se tutti quelli che lo hanno diretto, vista anche la scadenza del doppio mandato, dessero spontaneamente le dimissioni invece di organizzarsi per bande.

Ultima dolorosa notazione riguarda Grillo del quale ho apprezzato le idee fin dal famoso Capodanno alla Bussola, delle denunce contro i socialisti e delle sue battaglie verdi. Mi ha fatto una pessima impressione vederlo con il casco in testa in maniera che considero buffonesca e fuori dal tempo. Non vorrei facesse come Benigni ed alcune personalità dello politica-spettacolo i quali non si sono non si accorti che certi atteggiamenti "rivoluzionari’’ oggi poi possono scadere nel ridicolo. Un esempio? Che ne direste se oggi Bertinotti e Benigni in un convegno in un salotto romano disquisissero di lavoro e di pace sociale?


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