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Quisquilie&Pinzellacchere. Nr. 99. Monumenti da imbrattare e i ’’Sentinelli’’ della notte.

di Franco Novembrini - mercoledì 17 giugno 2020 - 691 letture

Non avessimo altri problemi da affrontare ci mancavano i ’’Sentinelli’’ che vogliono rimuovere o imbrattare alcuni monumenti da loro definiti indecenti e c’è da credergli in quanto esperti del ramo. La cosa ha assunto valenza nazionale per l’attacco a quello dedicato a Indro Montanelli. Le ragioni portate dagli eroici imbrattatori si riferiscono al Montanelli giovane ufficiale in Africa che avrebbe ’’sposato’’ e portando in dote alla famiglia della quattordicenne 500 talleri e doni vari. La cose allora andavano così e certamente non sono giustificabili oggi in uno stato libero e democratico.

Oggi grazie ad alcune leggi che molti benpensanti avversarono, come il divorzio ed ora difendono il monumento al giornalista, una difesa però che gli negarono in vita quando Berlusconi voleva mettergli la mordacchia come editore di un quotidiano che non lo incensava abbastanza. I difensori delle virtù di cento anni fa lo attaccano in effigie dimenticandosi che il monumento, per me discutibile per bellezza ed utilità, è stato messo in quel luogo perché altri difensori dei popoli oppressi, cioè le BR, lo ferirono gravemente in quel luogo perché anche loro non erano d’accordo con quello che qua scriveva.

Io non sono delle stesse idee di Indro Montanelli che ritengo però un apprezzabile giornalista che ha saputo emendarsi dai propri errori, ed infatti fra coloro che ne hanno preso le difese mi fa piacere citare Angelo Del Boca che ha polemizzato con lui per anni perché si rifiutava di accettare che tra i misfatti dei fascisti in Africa ci fosse il bombardamento indiscriminato con gas asfissianti. Dovette ricredersi e si scusò con Del Boca. Nel campo degli avversari che secondo me lo avrebbero difeso, mi piace annoverare Fortebraccio (Mario Melloni), che non gli ha certo risparmiato critiche feroci su circostanze ed amicizie di ben altro spessore.

Fra i miei ricordi ce ne sono alcuni risalenti agli anni nei quali ho lavorato, come operaio a l’Unità di Milano facendo una carriera al contrario per mia scelta, mi ricordo la doppia morale di certi giornalisti e funzionari di partito, alcuni molto critici per i comportamenti del giornalista toscano, i quali quando si trattava di andare nei ’’paesi amici’’, Cuba e paesi dell’Est europeo, partivano con una valigetta piena indumenti intimi femminili, che certamente sarebbe servita per incrementare l’amicizia fra i popoli. Non mi risulta, dai racconti che ne facevano che avessero mai chiesto l’età delle ammiratrici di questi soggetti. Un po’ come anni prima avevano fatto i ’’liberatori’’ americani a Napoli e nella pineta di Tombolo a Livorno.

Chi ricorda la vicenda di Franca Viola, che si ribellò al suo stupratore e non volle sposarlo, come era uso in Sicilia fino ai primi anni 60 e fu costretta ad emigrare perché non trovò molta solidarietà anche nella sinistra? Altresì bisogna avere memoria delle difficoltà incontrate da Pier Paolo Paolini con i dirigenti del PCI, ala migliorista, specialmente quando scriveva articoli critici e dirigeva film scomodi? Dopo morto invece è stata tutta un’altra storia. Più recentemente bisogna ricordare una certa sinistra ’’terrazziera’’ romana che, inflessibile nei diritti delle donne, certo con alcune eccezioni, fra le quali ci sono grandi registi internazionali, i quali non destano scandalo per i loro comportamenti che contraddicono quanto sostengono nei loro film o nei loro libri.

E che dire dei politici da loro tanto declamati? Pensate che cosa avrebbe detto la nostra intellighensia se la vicenda della scrivania dello studio ovale della Casa Bianca, protagonista Clinton, fosse avvenuta in un altro paese e con un altro presidente? Che dire poi della famiglia Kennedy con il loro scambio di amanti e le corna alle mogli fatte in maniera industriale, e la vicenda di Chappaqquidick Island di Ted Kennedy. Dove invece, giustamente, la sinistra romana si è scatenata è stata contro le vicende amorali di Berlusconi che fra i suoi supporter passavano per cene eleganti con nipotine internazionali.

Una ultima notazione circa Montanelli: fu fascista, ma ne uscì prima della guerra e fu ricercato e condannato per questo. Abbiamo avuto ’’altissime’ personalità anche loro le distanze dal fascismo, ma non dalle cariche e dalle prebende statali, solo dopo il 25 Aprile.



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