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Quisquilie&Pinzellacchere. Nr. 71. ’’I nuovissimi mostri’’. Confindustria e prescrizione.

di Franco Novembrini - mercoledì 4 dicembre 2019 - 700 letture

Mai come in questi tempi si sente la mancanza di tre grandi registi italiani: Dino Risi, Mario Monicelli ed Ettore Scola. I tre sono stati i registi di due famosi film ad episodi "I mostri" del solo Risi e ’’I nuovi mostri’’ con la firma di tutti e tre. Sono film che resteranno nella storia del cinema italiano, per la lungimiranza e per il cast stellare diegli artisti che ne interpretarono gli episodi. Purtroppo i registi non ci sono più ed allora non rimane che immaginare cosa avrebbero potuto fare con alcuni fatti accaduti in questi mesi.

I NUOVISSIMI MOSTRI - La famiglia Benetton, padrona della società Autostrade per l’Italia, dopo il crollo del ponte Morandi, che ha provocato la morte di 43 persone e danni incalcolabili per la già disastrata Genova, non ritenne opportuno sospendere la mega festa a Cortina il giorno dopo la caduta del ponte e con le vittime ancora sotto le macerie. Il motivo fu una agghiacciante risposta che affermava che la festa era stata prevista da tempo. Nei mesi successivi ci fu una insistenza a voler far partecipare la loro società alla ricostruzione del manufatto e quando uno dei fratelli morì alcuni giornalisti (!?!) scrissero che la causa era da attribuirsi al dispiacere per le vittime e qualcuno lo assimilò alla 44esima vittima. Dopo un annoci fu il ’’licenziamento’’ del direttore Angelucci, con liquidazione milionaria ed una specie di copertura di protezione legale. Il fratello superstite Luciano in questi giorni ha fatto sapere tramite i giornali che il suo staff dirigenziale lo ha tradito avendo usato, come si dice a Genova, il ’’braccino corto’’ nelle opere di manutenzione dei viadotti e che lui nulla sapeva dei raggiri dei suoi dipendenti che gli facevano guadagnare milioni con simili risparmi uniti agli aumenti automatici dei costi per ’’adeguamenti tariffari’’ dei pedaggi ogni anno. I tre registi non ci avrebbero creduto. Voi che ne dite?

CONFINDUSTRIA E PRESCRIZIONE - In Italia molti industriali fanno parte di Confindustria che, storicamente, è stata una questuante nei confronti dello Stato promettendo sempre che se i vari governi, di ogni colore, gli avessero garantito agevolazioni e sconti sulle tasse il nostro Paese sarebbe diventato ’’più bello e più ricco che pria’’. Alcuni anni fa molti italiani scoprirono che il giornale della Confindustria Sole 24 ore aveva avuto uno sviluppo editoriale di notevole e sospetta entità che lo portava ad essere uno dei maggiori percettori di fondi dallo Stato, grazie ad una legge sulla stampa assai discutibile ed ora, finalmente, in via di estinzione. Il fatto era che il direttore Napoletano aveva taroccato i numeri della diffusione e intascando lui e il giornale indebiti finanziamenti.

I datori di lavoro, gli industriali, ovviamente e italianamente niente sospettavano. Ora, dopo aver chiesto l’abbassamento delle tasse, cosa augurabile per tutti, quando hanno saputo che il Governo cerca di approvare una legge che dovrebbe sospendere la prescrizione dopo il primo grado di giudizio e la galera per i grandi evasori hanno elevato tramite il loro presidente Boccia alte grida e adombrato la sovietizzazione delle leggi italiane. Come sappiamo o dovremmo sapere l’Italia gode di due primati: il primo è quello dell’evasione delle tasse in Europa e il secondo che abbiamo il minor numero di carcerati per evasione fiscale nella UE. Nelle lamentazioni degli industriali figura anche il concetto che gli italiani debbono far fronte ad una concorrenza dovuta a paesi che hanno una tassazione più bassa. Non gli passa per la mente che i loro colleghi italiani che fanno i ’’furbi’’ li danneggiano molto di più facendo in modo che lo Stato non possa abbassare le tasse? Perché non capiscono o fanno finta di non capire che non sono i poveri cristi che ricorrono fino al terzo grado di giudizio, ma sono molti loro colleghi, con stuoli di avvocati che hanno fatto della prescrizione un titolo di merito?



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