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Quisquilie&Pinzellacchere. Nr. 61. Chi ci governa? Dalla ’’Terra dei cachi’’ a ’’L’esercito del selfie’’.

di Franco Novembrini - mercoledì 18 settembre 2019 - 447 letture

Data la mia poca istruzione, ’’diploma’’ di quinta elementare dimostrabile, tendo a far coincidere i governi italiani con i tormentoni musicali che imperversano, particolarmente in estate. Nel n. 59 di Q&P citavo ’’La terra dei cachi’’ di Elio e le Storie tese, per indicare alcuni governi dell’epoca di re Giorgio I, e speriamo unico, iniziati dal loden verde di Mario Monti e che sono terminati con il governo del ’’conte’’ Paolo Gentiloni Silveri. Ora siamo nel secondo governo di Giuseppe Conte. Del primo, caduto nella calura estiva di agosto, si potrebbe abbinare una canzone degli italianissimi Takagi & Ketra che si intitola ’’L’esercito del selfie’’, adattissima al periodo e di cui cito una strofa profetica, più di cento articoli di fondo dei giornali e degli ’’esperti’’ frequentatori di talk televisivi:

...Siamo l’esercito del selfie / Di chi si abbronza con l’iPhone / Ma non abbiamo più contatti / Soltanto like a un altro post...

Credo veramente che non ci sia miglior definizione di ciò che è stato il ’’Conte I’’. A chi avesse dubbi in proposito, vorrei ricordare le sbracate dichiarazioni dalla spiaggia, delle felpe e, appunto, delle code per farsi un selfie con il politico che capitava a tiro. Ci ricorderemo anche delle ’’balconate’’ e delle dita a V in segno di vittoria, delle dichiarazioni circa la sconfitta della povertà, che invece è viva e vegeta e spesso degenera nella miseria materiale e morale, cosa assai più grave della povertà, che si può portare con una certa dignità.

Che dire poi della sceneggiata della tessera n. 1, cosa che mi ricorda, pur con meno seguito televisivo, la consegna della ’’n. 1’’ del PD, all’ing. Debenedetti, che ora l’ha resa. Il Conte II, da cui prendo le distanze, non facendomi incantare dai toni da fine del mondo, sul dopo di lui, e ricordando che un re francese usò una frase simile ma non ebbe fortuna. L’unica cosa che noto e la ’’furbata’’ del ’’Genio di Rignano’’ che è stato il primo sostenitore di questo governo, ma con l’intento, secondo me, di ottenere la spaccatura del PD, creare un altro gruppo, che senza andare alle elezioni possa ricattare il governo in ogni momento facendogli mancare i voti. E qui la memoria vola all’impareggiabile Bertinotti, il quale, con la regia occulta di D’Alema fece cadere il governo Prodi?

Qualcosa di simile potrebbe succedere ora. Renzi e i suoi accoliti hanno preso a pretesto il fatto che, nel governo, non compaiono toscani, intendendo però solo della provincia di Firenze, per cui, una volta radunate le truppe mercenarie, che in Italia non mancano mai, sarà arbitro, magari con l’altro Matteo, di una crisi che vedrà vittime il PD, ma sopratutto il Movimento 5 stelle, i cui elettori tante speranze avevano riposto per cambiare l’Italia. Una domanda a Di Maio & C.: ricordatevi che potete dare anche le dimissioni. Non è proibito, anche se poco usato da noi.



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