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Quisquilie&Pinzellacchere. Nr. 34. Grazie Ilaria. I detrattori. Le scuse (pelose). Perché no? Ma con chi?

Gli italiani, come spesso si scrive, hanno una memoria corta quando si parla di storie e di cittadini che onorano il buon nome del nostro Paese...
di Franco Novembrini - mercoledì 6 marzo 2019 - 1127 letture

Gli italiani, come spesso si scrive, hanno una memoria corta quando si parla di storie e di cittadini che onorano il buon nome del nostro Paese. Questa settimana voglio ricordare Ilaria Cucchi la quale, per la prima volta, è riuscita difendendo la memoria del fratello, a far luce su una prassi in uso, qualche volta, in Italia. Sia chiaro che ciò non sarebbe potuto accadere senza l’aiuto di avvocati e giudici consci del loro dovere al servizio della verità.

Stefano Cucchi, fratello di Ilaria, fu fermato dai carabinieri e dopo alcuni giorni e vari trasferimenti, dal carcere all’ospedale ’’Pertini’’ (!), morì in circostanze e in condizioni che parlavano da sole. Da quel momento sono cominciati lo scaricabarile tra cc, agenti di custodia, medici e infermieri dell’ospedale, che oltre a rimpallarsi le responsabilità, giustificavano la morte con ricostruzioni francamente incredibili, ma che in molti altri casi, erano state accettate.

La volontà ferrea di Ilaria e dei suoi avvocati però in ogni circostanza riusciva a far continuare le indagini. In questi anni non sono mancate le dichiarazioni delle jene politiche della destra becera nostrana, sono state fatte minacciose riunioni sotto la casa dei Cucchi da parte di ’’colleghi sindacalisti’’ di alcuni cc incriminati che invocavano uno ’’spirito di corpo’’ che invece, se correttamente inteso, smascherare le poche mele marce che si possono annidare in qualsiasi organismo, per distinguerle da quanti (molti purtroppo) hanno dato la vita per difendere la legalità.

I DETRATTORI - In questi lunghi anni in cui Ilaria, pervicacemente, cercava la verità sulla morte del fratello, non potevano mancare i politici pronti a gettarsi su qualsiasi fatto di cronaca, dal quale poter ottenere consensi o visibilità mediatica. A frotte i soliti destrorsi con il Vangelo in una mano e nell’altra la corda della forca, si sono espressi con una violenza verbale inaudita, contro la vittima e contro chi sollevava dubbi sulle loro scellerate certezze.

I nomi? Alcuni di loro sono ancora deputati o senatori o lo sono stati lungamente. Certo molti in questi anni hanno cambiato ’’squadra’’, ed alcuni molte ’’squadre’’, ma sono ancora lì imperterriti a dettare le verità infuse loro da un ente superiore, il servilismo.

LE SCUSE ’’PELOSE’’ - Qualcuno, pochi in verità, dell’arma dei cc ha chiesto scusa per quanto è successo e di questi alcune delle scuse sono da ritenersi tardive e ’’pelose’’. La signora Cucchi, anche in questo caso, ha dimostrato una grande civiltà non atteggiandosi a vittima e sapendo distinguere le scuse vere da quelle di opportunità.

PERCHE’ NO? MA CON CHI? - Sono circolate voci di una proposta da parte del PD di candidarla alle elezioni europee. La cosa mi trova favorevole perché sono convinto che in Europa debbano andarci molte più persone determinate e non, come finora è stato fatto, ’’trombati’’ o in attesa che si liberasse un posto nel Parlamento italiano o al Senato.

Il problema è che fra gli onorevoli del pd c’è un certo Casini, in compagnia di Gasparri, Cesa, Alfano, Buttiglione e Giovanardi, soci di avventure e di partiti, che per anni si è distinto nella difesa dell’indifendibile e che ora si ritroverebbe nello stesso partito che dovrebbe eleggere Ilaria al Parlamento Europeo. Vedremo. Comunque sono e resto un estimatore di Ilaria Cucchi, cui auguro almeno un po’ di pace e serenità.



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