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Quisquilie&Pinzellacchere. Nr. 24. Servi, servitori e terrazze

Molti si domandano perché in Italia è così difficile governare e far applicare leggi giuste approvate dal Parlamento...
di Franco Novembrini - mercoledì 19 dicembre 2018 - 1958 letture

Molti si domandano perché in Italia è così difficile governare e far applicare leggi giuste approvate dal Parlamento. Gran parte delle ragioni di questa situazione è da ricercare nei poteri di una burocrazia vecchia e corrotta che abbiamo ereditato dai Savoia e dal fascismo e che, complici gli USA sotto la cui influenza l’Italia dipende, hanno lasciato nei modo di agire ed anche nei nomi di voltagabbana che nell’ombra hanno continuato a prosperare.

In un articolo dell’ottobre del 1979 (40 anni fa!), il giornalista Massimo Fini denunciava i salotti e le terrazze romane di essere fonte primaria di molti mali che affliggono la politica italiana e che molti politici, per ignavia e incapacità, hanno lasciato prosperare. In Italia si parla spesso di ’’poteri forti’’, ma non credo che ci siano poteri più forti del familismo amorale che si respira in certi salotti. Ogni carica che va dal gran commis statale ai posti di rettore nelle università fino al portiere della medesima e nella miriade di enti inutili o dannosi di cui non ricordano neanche le sigle ma che hanno la capacità di bloccare una legge con mille cavilli (esempi: l’autocertificazione è stata fermata per 30 anni e la carta di identità elettronica per 20).

I governanti che hanno cercato di cambiare le cose sono stati spesso fagocitati con lusinghe e prebende indecenti che hanno fatto perdere loro ogni capacità di vedere le cose se non dai balconi e dalle terrazze romane, Il linguaggio di questi burosauri poi è quanto di più bizantino si possa immaginare ed al cui cospetto l’oracolo di Delfi è un campione di chiarezza e di affidabilità.

In questi giorni per l’assegnazione della presidenza dell’Antitrust, il presidente del Consiglio ha dovuto cedere sul nome da lui proposto per un nome che veniva sponsorizzato da nomi che evidentemente contano più di lui. Uno di questi è il costituzionalista Sabino Cassese, grande amico di Giorgio Napolitano, scrive lettere personali per far confermare una sua allieva alla segreteria della Consob. Chissà in quale articolo della Costituzione, che lui ed altri volevano manomettere, ci sarà scritto che possa fare certe sponsorizzazioni, che non saranno illecite, ma certamente inopportune lo sono.

ASSALTO DELLE IENE- Le iene, quelle vere, godono di pessima fama in gran parte ingiustificata. Il loro modo di cacciare è una strategia per poter sfamare loro e la loro prole. Nei giorni scorsi un killer spietato arruolato, si dice, nelle file dei terroristi islamici, ha ucciso per ora cinque giovani di varie nazionalità che erano andati al mercatino di Natale di Stoccarda affollatissimo di turisti e curiosi.

Uno di essi era un italiano, Antonio Megalizzi di 28 anni, aspirante giornalista di una radio universitaria per seguire i lavori dell’Europarlamento. Per una tragica fatalità le cinque vittime, ma il numero potrebbe aumentare, si sono trovate sulla linea di tiro di un folle omicida. Ebbene anche in questa occasione alcune iene politiche italiche hanno sentito il bisogno di far propaganda su un morto che aveva idee certamente europeiste ma non certo simpatie per il movimento Più Europa della Bonino (2.5%) alle elezioni, o del genio di Rignano che tende a far credere che Antonio non sia morto per una tragica fatalità ma per colpa di chi non la pensa come lui circa l’Europa, questa Europa da cui, presumo, prenderebbero le distanze anche i compilatori del Manifesto di Ventotene. Queste figure cercano di sfruttare questa disgrazia per avere qualche voto in più alle prossime elezioni europee.

Come definirle?



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