Quest’anno festeggiamo due volte Natale?

di Ugo Giansiracusa - domenica 22 marzo 2020 - 1525 letture

Quest’anno festeggiamo due volte Natale? O magari una festa di primavera. Noi siamo una famiglia un poco fuori dagli schemi e dai canoni, lo ammetto. Io ancora di più. Credo sia un fattore genetico ereditato da avi scellerati mix di normanni e africani.

Ho deciso di festeggiare il secondo natale dell’anno. E no. Non è una mancanza di rispetto verso chi soffre e muore.

È un modo per esorcizzare il dolore e la paura. Per passare del tempo in allegria con i figli. Per far girare un poco di economia. Senza esagerare che non sguazziamo nel lusso.

Perché comunque ci sono diversi negozi locali che si sono attrezzati con consegne a domicilio.

E con un regalino a testa non andrò in bancarotta, anche in un momento in cui rischio la cassa integrazione.

Quindi?

Ecco il piano. Ripesco in cantina albero e addobbi. Senza uscire di casa. Passo un paio di ore con i pargoli a sistemare tutto. Occuperemo un poco di tempo a scegliere e ordinare i regali. Organizzo una cena con la nonna, per quando ci potremo muovere. E faremo festa. Di baci e abbracci.

Non dimentico chi adesso sta soffrendo. Chi sta lottando. Chi ha subito un lutto. Io lotto anche per loro e con loro. Con le armi che ho a disposizione. In questo caso un albero, luci e regali. Per rendere tutto questo più sopportabile. Per sentire meno la voglia di uscire. Per regalare sorrisi ai miei bimbi. Che insieme ai malati e agli anziani sono quelli che più soffrono questa situazione.

Mi sembra che il piano sia perfetto, sotto ogni punto di vista. Manca solo un dettaglio.

Devo convincere mia moglie.


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