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Quando la paura fa AFD

Fin quando i difensori della democrazia continueranno a inneggiare al liberismo senza limiti e l’Europa continuerà a trasformarsi nell’Europa del censo, i partiti di destra continueranno a strappare consensi

di Salvatore A. Bravo - martedì 8 settembre 2026 - 337 letture

La vittoria dell’AFD in Sassonia è il segno della condizione insostenibile che vivono le classi medie. Non sono gli analfabeti ad aver votato l’AFD ma uomini e donne, lavoratori e lavoratrici che vivono quotidianamente l’erosione dei loro diritti, mentre liberisti e oligarchi trionfano con l’euro divenuto verità incontestabile ed eterna, o meglio è il santo gral (volutamente in minuscolo) dell’Europa di sacrifici e sangue.

Le accuse di nazismo all’AFD servono ad aggirare il problema del consenso decrescente dell’euro e dell’Europa unita e a far perpetuare l’autoreferenzialità dei partiti. L’accusa più banale che ci dobbiamo aspettare da partiti e media asserviti è la riduzione del voto di protesta a rigurgito nazista. La Germania ha leggi severissime sulla ricomposizione di partiti e movimenti nazisti, e non pochi sono stati sciolti, per cui l’AFD ha superato senza problemi gli ostacoli legali ed è giunta alle elezioni.

Ora l’accusa di nazismo non solo serve ad evitare di affrontare i problemi reali dei lavoratori, stretti tra sfruttamento e ricatti in una realtà in decomposizione in cui ci si sente sempre meno cittadini, ma è un abile modo per celare che taluni atteggiamenti fascistoidi li ritroviamo nei partiti che guardano con preoccupazione la montante marea nera delle destre. In questi decenni a guida liberista i diritti sociali sono stati privatizzati, mentre le guerre si sono moltiplicate.

I tedeschi non vogliono la guerra contro la Russia. Non sono stati ascoltati, come gli italiani e gli europei. Tutto questo è poco democratico e molto fascista. Il riarmo è stato pagato dai lavoratori con i tagli ai servizi e alle pensioni. Impedire ai meno abbienti di accedere ai servizi fondamentali per la vita come la sanità e la casa, io mi chiedo, non è da fascisti? Non si riconosce a tutti il medesimo diritto alla vita.

L’istruzione ridotta a costola del mercato dove si impara ad adattarsi ai desiderata dei padroni dei mezzi di produzione e delle banche non è fascista? La libera personalità è cancellata per l’omologazione al mercato. La turistificazione violentissima delle città divenute alberghi diffusi dove i proprietari si arricchiscono, mentre i lavoratori cercano disperatamente casa, non è postura in odore di razzismo? La casa è per pochi e per turisti, il resto si arrangiasse...

L’immigrazione di massa che conduce ad una condizione semischiavile gli immigrati e ad abbassare i salari con l’esercito dei lavoratori di riserva, non è anch’essa una forma di gerarchizzazione sociale? Il denaro fa il cittadino e se non si ha denaro niente casa, niente sanità, niente sicurezza. Nei quartieri affollati tra indigenti e migranti la sicurezza è un sogno. Tutto questo come dovremmo definirlo? La dittatura del denaro decide il destino dei singoli, e non più il sangue, come avveniva durante il nazi-fascismo, pertanto siamo dinanzi a una forma inedita di fascismo del denaro.

Fin quando i difensori della democrazia continueranno a inneggiare al liberismo senza limiti e l’Europa continuerà a trasformarsi nell’Europa del censo, i partiti di destra continueranno a strappare consensi in modo demagogico tanto più che la sinistra è incapace di porsi in modo dialettico, critico e propositivo, ma è al traino del liberismo più fanatico.

Le parole si sprecano come gli interventi dei politici nostrani ed europei sorpresi del risultato delle elezioni in Sassonia, solo “il principio di realtà” potrebbe condurre fuori dal clima psicotico in cui la politica, ormai distante dalla verità che i subalterni vivono quotidianamente, continua a proliferare tra slogan e nemici immaginari.

Senza questo ritorno alla realtà, il futuro potrebbe riservarci terribili sorprese e, di questo, dobbiamo prenderne atto. Se continueranno a fantasticare sulle influenze russe per non prendere atto della dolorosa realtà in cui tanti vivono e soffrono potrebbero tornare tempi tenebrosi.


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