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Quando la canna può far bene

intervista a Claudio Cappuccino, membro del Consiglio Direttivo e del Comitato Scientifico di ACT
di Ugo Giansiracusa - mercoledì 7 aprile 2004 - 25097 letture

Quando e come nasce l’Associazione per la Cannabis Terapeutica?

Nasce nel marzo 2001 per iniziativa di un gruppo di malati, medici e altri cittadini interessati.

Quali sono gli scopi dell’Associazione?

Gli scopi sociali sono indicati sia dallo statuto che dalla carta di intenti, presenti nel nostro sito web http://medicalcannabis.it. In particolare le finalità statutarie della associazione sono:
- a. agevolare, promuovere e sostenere la ricerca scientifica sulla Cannabis e sui cannabinoidi (endogeni, naturali o di sintesi) a fini terapeutici
- b. intraprendere e condurre iniziative di divulgazione e di aggiornamento scientifico all’interno del mondo medico-sanitario, per diffondere le conoscenze sugli usi terapeutici dei cannabinoidi;
- c. svolgere opera di informazione e sensibilizzazione nei confronti della popolazione in generale e delle autorità pubbliche in particolare sul rilievo medico e sociale della ricerca scientifica sui cannabinoidi e sui loro usi terapeutici;
- d. agevolare l’accesso alla terapia con cannabinoidi dei pazienti che ritengano di averne bisogno per la loro malattia; sostenerli in eventuali azioni, anche legali, a difesa del proprio inalienabile diritto alla salute e al benessere, anche a fronte di carenze o ostacoli di natura legislativa e normativa;
- e. promuovere tutte le iniziative individuali e collettive atte a modificare, nel senso più utile ai pazienti, le norme di legge e le disposizioni ministeriali che ostacolano o limitano l’accesso alla terapia medica con cannabinoidi, o la rendono di fatto non equivalente ad altre terapie farmacologiche;
- f. promuovere e favorire la raccolta di dati epidemiologici, sociali e scientifici sugli usi terapeutici dei cannabinoidi.

In quali ambiti medici l’uso della Cannabis sembra avere utilità?

La Cannabis come tale, oppure i singoli principi attivi (cannabinoidi) e i loro eventuali futuri derivati di sintesi potrebbero essere utili in diversi campi della medicina, soprattutto per alleviare i sintomi di molte malattie. I campi più importanti di utilizzo secondo le attuali conoscenze sono:
- nausea e vomito (in particolare nel corso di chemioterapie antitumorali)
- anoressia in stadi avanzati di malattie che provocano deperimento (in particolare nell’AIDS)
- spasticità muscolare in malattie neurologiche, in particolare nella sclerosi multipla, e nelle lesioni traumatiche del midollo spinale
- alcune forme di dolore cronico, eventualmente in associazione ad altri analgesici
- alcune forme di epilessia farmaco-resistente
- alcune forme di glaucoma La Cannabis contiene oltre 60 cannabinoidi potenzialmente attivi, e potrebbe avere numerosi altri effetti terapeutici, tra cui un effetto neuroprotettivo nelle lesioni ischemiche del sistema nervoso centrale (ictus e traumi), un effetto antiasmatico, e altro. Per informazioni più dettagliate si veda il nostro sito http://medicalcannabis.it e l’appendice 2 del nostro: "Libro Bianco sugli Usi Terapeutici della Cannabis" che si può scaricare da http://www.fuoriluogo.it/quaderni/8/index.html e che presenta una sintesi della storia degli usi medici e le evidenze attuali. Sullo stesso sito, il Quaderno n. 6 è il rapporto sugli usi medici della Canapa del Comitato scientifico della Camera dei Lord inglese. Entrambi i quaderni hanno un gran numero di riferimenti alla letteratura scientifica internazionale.

Ci sono studi medici italiani o internazionali che provano l’efficacia di trattamenti a base di Cannabis, dei suoi derivati o dei suoi principi attivi?

Certamente. La Cannabis è stata studiata in campo medico - anche se con mille difficoltà per la difficoltà di trovare i finanziamenti in un campo così "politicamente sensibile" - da più di 30 anni. I principali lavori scientifici sono elencati sia sul nostro sito che nei documenti indicati più sopra. Una ricerca sulle principali banche dati mediche (come Medline) fornisce la bibliografia aggiornata. Da un anno circa è uscita una nuova rivista scientifica dedicata alla materia, il "Journal of Cannabis Therapeutics" (ISSN 1529-9775).

Esistono medicinali che sfruttano i principi attivi della Cannabis?

Attualmente esistono due specialità farmaceutiche basate su un analogo sintetico del delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), il principale e meglio conosciuto principio attivo della Cannabis:
- Marinol (dronabinol, prodotto dalla Unimed, USA, e venduto anche in molti altri paesi; http://www.marinol.com).
- Cesamet (nabilone, prodotto dalla Eli Lilly, GB, e ICN Pharmaceuticals, Canada). Il dronabinol è anche venduto all’ingrosso (solo alle farmacie) dalla ditta THC Pharm Gbmh di Francoforte (http://www.thc-pharm.de). Il Bureau voor Medicinale Cannabis olandese cura la fornitura di Cannabis a farmacie e ospedali in Olanda. La GW Pharmaceuticals inglese sta sperimentando diversi prodotti in forma di spray sublinguale su autorizzazione del governo inglese.

Si possono trovare in Italia questi farmaci?

Per ora purtroppo no. Una delle cose che ACT chiede è di renderli immediatamente disponibili per i malati.

Quali sono le barriere legislative che impediscono, attualmente, l’uso medico della Cannabis?

In teoria nessuna, visto che la Cannabis e i cannabinoidi sono ancora presenti nella Farmacopea Ufficiale italiana. In pratica, il fatto che non esistono sul mercato italiano prodotti a base di Cannabis e derivati.

Esistono possibilità legali di aggirare le normative vigenti al fine di usufruire dell’uso della Cannabis o dei medicinali a base dei suoi principi attivi a scopi terapeutici?

Non è corretto dire "aggirare". Sempre in teoria, secondo le norme vigenti sarebbe possibilissimo importare legalmente dall’estero, in particolare da altri paesi dell’U.E., questi prodotti, naturalmente su prescrizione medica. In pratica - a parte il fatto che i medici italiani nella stragrande maggioranza non conoscono la Cannabis e quindi non la prescriverebbero - nei pochi casi in cui si è tentato, la procedura è finora risultata impossibile da portare avanti fino in fondo, se non su ordine del magistrato o per iniziativa della farmacia di un grande ospedale.

Ci sono proposte di legge a favore di una liberalizzazione della Cannabis a scopi terapeutici?

Sì, una proposta preparata da ACT, e presentata separatamente da esponenti di diverse forze politiche, è attualmente in attesa di esame alla Commissione Sanità della Camera.

Avete in programma delle iniziative per pruomovere la Cannabis terapeutica?

ACT ha organizzato un primo convegno scientifico all’Università La Sapienza di Roma nel 2001, ha in programma di organizzarne un altro sulla sclerosi multipla nell’autonno 2002 a Teramo. Ma oltre a queste iniziative rivolte essenzialmente ai medici e ai ricercatori, noi continuamente cerchiamo di "fare informazione" per i medici, i giornalisti, i politici e il pubblico. Prima ancora di fondare effettivamente l’Associazione, il gruppo dei fondatori ha preparato e consegnato all’allora Ministro della Sanità prof. Veronesi il "Libro Bianco" già citato sopra, con una "lettera aperta" dei malati al Ministro. Una seconda lettera aperta è stata indirizzata al nuovo Ministro della Salute prof. Sirchia. Ogni mese ACT pubblica una "newsletter" che si riceve gratuitamente via posta elettronica. Inoltre, partecipiamo volentieri a tutti i convegni e incontri pubblici su questo tema a cui siamo invitati.

Quali sono le speranze di avere, in tempi brevi, la possibilità di sfruttare la Cannabis a scopi terapeutici?

Se ci si basa sul clamore sollevato recentemente dai diversi casi finiti sui giornali, e dalla mozione approvata dalla Regione Lombardia, ora in discussione in forma simile in altre Regioni, sembrano molto migliori di solo un anno fa, alla nascita di ACT.

Cosa possono fare i lettori per aiutare l’Associazione per la Cannabis Terapeutica e agevolare i suoi scopi?

Associarsi ad ACT versando un minimo di 25.82 Euro (L.50.000) sul conto corrente bancario n.410618055 del Banco di Sicilia di Palermo, agenzia 21 (Codice ABI 01020 Codice CAB 04621), ovvero sul conto corrente postale n.80554009, entrambi intestati Associazione per la Cannabis Terapeutica, specificando nella causale del versamento : adesione ACT Scrivendo a rappresentanti politici, ministro della salute, presidente del consiglio, giornali, radio, televisioni, ecc. chiedendo di facilitare l’uso medico della Cannabis e dei cannabinoidi, di attivare la ricerca scientifica in questo campo, e di rendere disponibili in Italia i farmaci già disponibili in altri paesi.


Rispondere all'articolo - Ci sono 2 contributi al forum. - Policy sui Forum -
> Quando la canna può far bene
23 agosto 2005

Mi viene solo una piccola ma insignificante domanda...

Ma non Le è venuta l’idea di domandare quali possano essere gli effetti negativi? Mi sembra strano.. visto e considerato che non si fa altro che parlare degli aspetti dannosi della medicina comune.. Non le è venuto in mente.. una domanda così banale

grazie

    >scopo
    8 novembre 2005

    voglio scopare
    > Quando la canna può far bene
    15 maggio 2006, di : oggicisono

    Degli effetti negativi ne parlano già tutti, sia quelli che hanno conoscenza che quelli che non ne hanno

    Però sarebbe interessante un forum per stabilire un dialogo anche su questo, visto che per alcuni aspetti e per alcune situazioni personali tanto bene non fa

Quando la canna può far bene
7 giugno 2006

mia zia ha la sclerosi multipla , e io vorrei ke guarisse quindi sbrigatevi a mettere in commercio la cannabis.grazie
    Quando la canna può far bene
    8 novembre 2006, di : Subitodate

    La canna può fare bene SEMPRECHE’ utilizzata con moderazione. Effetti collaterali?
    - poca memoria
    - paranoia
    - sonnolenza
    - emidrasi
    - stanchezza fisica Riuscire a legalizzare la canapa potrebbe risultare un colpo davvero duro alla criminalità organizzata....alla MAFIA. Per questo non viene legalizzat....e pensare che lo stato potrebbe così incassare molti soldi, cercando di risollevare il debito pubblico. MA QUESTA PURTROPPO E’ FANTASCIENZA