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Quando gli editori andavano in rosso

Giorgio Bertani editore ribelle / a cura di Marc Tibaldi. - 1 ed. - Milano : Milieu, 2020. - 143 p., [1] : br. ; 21 cm. - (Ombre rosse ; 30). - ISBN 978-88-31977-60-9.

di Sergej - giovedì 31 dicembre 2020 - 1612 letture

La vicenda di Giorgio Bertani è intimamente legata al Settantasette - il periodo della storia italiana succeduto al Sessantotto e che è contraddistinto da forti tensioni sociali, da un conflitto anche (parzialmente) “militare” in un clima di pre-guerra civile, e insieme di ristrutturazione economica - nel quadro più generale della Guerra Fredda che vede l’Italia terra di confine (ma schierata con la NATO) tra i due imperi. È legata ai “movimenti”, ovvero quelle organizzazioni politiche e gruppi che nascono a destra e a sinistra delle due maggiori forze sociali si opposizioni della Sinistra parlamentare (il PCI soprattutto, e il PSI) nel momento in cui queste due forze si avvicinano a forme di cogestione del potere, di fronte e approfittando della situazione di crisi del Paese.

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Giorgio Bertani editore ribelle - copertina del libro edito da Milieu

Anche grazie alle figure degli editori impegnati di quegli anni, il Settantasette può essere storia non solo di sangue e ragazzi con le pistole in mano che sparavano e si facevano sparare. Editori come Savelli, Donzelli, e appunto Giorgio Bertani - che a un certo punto tentano anche di associarsi in una Lega dell’editoria democratica (comprendente anche i “maggiori” Einaudi, Feltrinelli, Editori Riuniti, Zanichelli, Marsilio, Mazzotta, Boringhieri, Guaraldi… [1]).

Lo storico Gian Carlo Ferretti inserisce la vicenda di Bertani all’interno di un capitolo intitolato “Un’opposizione perdente” [2]:

Un’impostazione esplicitamente ideologico-politica e un orientamento dichiaratamente extraparlamentare, spesso contiguo ai movimenti del ‘77, ha la casa editrice di Giorgio Bertani a Verona, con saggi, dossier, “manifesti” su lotta di classe, femminismo, imperialismo, ruolo sociale della scienza, pedagogia e didattica, vita militare, condizioni di lavoro in fabbrica, “guerriglia urbana”, con gli “Scritti sull’arte e la letteratura” di Rosa Luxemburg, con le opere narrative e critiche antiborghesi di Paul Nizan, con il teatro politico di Dario Fo, e con romanzi e racconti “di opposizione” d’uno scrittore-intellettuale come Luciano Della Mea e di uno scrittore-operaio come Ferruccio Brugnaro” [3].

Ovviamente se esistevano così tante (piccole e grandi) case editrici era perché esisteva un pubblico di lettori che quei libri acquistava, leggeva, si passava di mano in mano. Un mondo in fermento, in cui dal bisogno di determinate cose (idee, conoscenze, spazi di discussione) nasceva anche il ruolo di lettori che si facevano editori che a loro volta si dovevano misurare con i problemi della strutturazione economica (che non è solo “il mercato”). Un fermento che era indice di un progresso complessivo della società italiana, che certamente si trovò poi a un collo di bottiglia - per ragioni interne ed esterne (non dobbiamo mai dimenticare quanto nella vita interna del Paese ha agito la “collocazione internazionale” del nostro Paese) - in cui le contraddizioni non sono state risolte, non sono deflagrate (per fortuna), hanno portato la storia di questo Paese in direzione inedita e imprevista dai più.

Per chi come me “fa” anche editoria, è di estremo interesse accostarmi alla storia di queste persone, di questi editori: come Formiggìni, come Bertani appunto, o a Catania Nicola Torre, a Lecce Piero Manni, Paolo Finzi della rivista A. Sono persone che nel loro “piccolo” hanno illuminato i decenni in cui sono stati attivi, consentendo la diffusione delle idee e delle conoscenze anche presso quei ceti e quei gruppi che, per sorte sociale, non avrebbero mai potuto accedere a quelle idee e quelle conoscenze. Editori “democratici”, sociali (ma persino e a modo suo Franco Maria Ricci). Parte di un flusso, intellettuali che hanno costituito l’humus e la sostanza della vita culturale del mondo. Il sale della terra.

Il libro curato da Marc Tibaldi e dedicato a Giorgio Bertani, edito da Milieu, è accompagnato da un DVD (Verona city lights) in cui appaiono molti compagni e amici di Bertani e non solo, che provano a trasmettere non solo la vicenda individuale di Bertani, ma anche il contesto - intellettuale e sociale - in cui Giorgio Bertani era immerso e di cui era parte. È una caratteristica di questi ultimi anni, il "ritorno in pista" della generazione del Settantasette che ora, da nonni o vecchi zii, prova a storicizzare il passato (si pensi a DeriveApprodi o a Carmilla online, o al gruppo Wu Ming).


Sinossi editoriale

Nel gran proliferare di espressioni editoriali (riviste, librerie, case editrici) che hanno caratterizzato il periodo dal ’68 fino ai primi anni ottanta, un posto particolare spetta all’editore Giorgio Bertani, per la capacità che ha avuto di ospitare nel suo catalogo le voci più significative del pensiero critico di quegli anni.

Frutto di un lungo lavoro di ricerca tra archivi e storia orale, questo libro ripercorre la storia di una casa editrice e della città in cui è nata, Verona, all’epoca laboratorio di culture antagoniste, al pari di Milano, Bologna e Padova, all’interno delle tensioni culturali e politiche che animavano questa sorta di triangolo. Tra testi eretici, successi editoriali, premi Nobel, censure poliziesche, ristampe e incontri internazionali, vengono raccontate la vita e le passioni di un editore che diventano specchio di un’epoca di ribellioni. Da Dario Fo a Horst Fantazzini, da Georges Bataille a Franco Berardi Bifo, da Paul Nizan a Jacques Derrida, dai Tupamaros all’IRA, da Giangiacomo Feltrinelli a Felix Guattari, dal Vietnam alla Cina, da Franca Rame a Gilles Deleuze… e così ancora per altre vie di fuga in una prospettiva vertiginosa che attraversa fuochi del pensiero e insorgenze sociali, questo è Giorgio Bertani editore ribelle.

Un libro e un docufilm, un intreccio di testimonianze che vuole raccontare quegli anni senza indugio alla nostalgia, per mettere in moto desideri, critiche e creazioni.

Il libro contiene un’ampia rassegna a colori delle copertine più significative del catalogo Bertani e i contributi di intellettuali e scrittori che hanno fatto parte di quella stagione come militanti e che continuano ad animare il panorama culturale ancora oggi, come Antonio Moresco e Carlo Rovelli. Il docufilm Verona city lights, con interviste inedite allo stesso Giorgio Bertani e a tutti i protagonisti di quella stagione, è arricchito dalle musiche inedite di Claudio Fasoli.

Marc Tibaldi ricercatore autonomo e giornalista, collabora con Agenzia X, “Carmilla” e “il manifesto”. È autore di Metix babel felix. meticciamento, passing, divenire e conflitto, di cui prossimamente uscirà l’edizione ampliata.


[1] Cfr. Storia dell’editoria letteraria in Italia (1945-2003) / Gian Carlo Ferretti. - Torino : Einaudi, 2004. - p. 238.

[2] Cit. G.C. Ferretti, p. 232 e seguenti.

[3] Cit. G.C. Ferretti, p. 234


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