Quando c’è "la sede vacante"

Che cosa prevede la legislazione cattolica in caso di "Sede vacante"
di Redazione - venerdì 1 aprile 2005 - 3946 letture

La legislazione voluta da Giovanni Paolo II per il periodo della ’Sede vacante’, la ’Universi dominici gregis’, stabilisce che alla morte del Papa, tutti i capi dei dicasteri della Curia decadono dalle loro cariche, ad eccezione del cardinale Camerlengo di Santa romana Chiesa, lo spagnolo Eduardo Martinez Somalo, del penitenziere maggiore, card. James F. Stafford, e del vicario per la citta’ di Roma, card. Camillo Ruini. Restano in carica anche il sostituto della segreteria di Stato, mons. Leonardo Sandri, e il ’ministro degli esteri’, mons. Giovanni Lajolo.

Il Camerlengo

Il Camerlengo e’ colui che in qualche modo garantira’ il periodo di ’Sede vacante’, Sandri e Lajolo continueranno a mandare avanti affari interni ed esterni della Santa sede. Solo l’ordinaria amministrazione. Il Camerlengo ha il compito di accertare la morte del Papa. Secondo quanto prescritto, dunque, sara’ il settantottenne cardinale Camerlengo Martinez Somalo che compira’ l’accertamento della morte del Papa. Oggi un atto formale, dopo la dichiarazione del medico. Egli porra’ poi i sigilli allo studio e alla camera da letto di Giovanni Paolo II e dara’ comunicazione del decesso al cardinale vicario di Roma, al quale ufficialmente spettera’ "renderla nota al popolo". Sara’ dunque il Vicario cardinale Camillo Ruini ad annunciare ufficialmente la morte del Papa. In piazza San Pietro saranno invece i rintocchi mesti delle campane della Basilica a diffondere la notizia del decesso di Giovanni Paolo II. Subito dopo saranno tutte le campane delle chiese sparse in tutto il mondo a rintoccare a morto. Una voce non confermata dice che la prima chiesa da cui partira’ l’annuncio funebre con il rintocco delle campane sara’ la Cattedrale di Cracovia, a testimonianza del grande legame tra quella citta’ e Karol Wojtyla, da dove l’allora 58enne cardinale parti’ per diventare Papa.

Subito dopo lo stesso Camerlengo prendera’ possesso dei palazzi apostolici del Vaticano, del Laterano e della residenza di Castel Gandolfo e provvedera’ a far "annullare" l’anello del Pescatore (quello che porta il papa) e il sigillo che si appone sui documenti papali. E’ a lui che spetta curare, con il consenso dei cardinali, "tutto cio’ che le circostanze consiglieranno per la difesa dei diritti della Sede Apostolica e per una retta amministrazione di questa". Lo fara’ con l’aiuto dei tre cardinali assistenti, estratti a sorte uno per ciascun Ordine (vescovi, preti e diaconi), tra i cardinali elettori gia’ venuti a Roma, premesso, "una volta per le questioni meno importanti, e tutte le volte per quelle piu’ gravi, il voto del collegio dei cardinali".

Il Collegio cardinalizio

Le decisioni le prendera’, a maggioranza, il Collegio cardinalizio, riunito in due congregazioni, una Generale e l’altra Particolare. Ad esse e’ affidato il governo della Chiesa" per "gli affari ordinari o quelli indilazionabili", mai comunque su questioni spettanti al Papa. La Congregazione generale comprende l’intero Collegio cardinalizio. Alle Congregazioni generali devono partecipare tutti i cardinali "non legittimamente impediti, non appena sono informati della vacanza della Sede Apostolica". La Congregazione particolare e’ costituita dal Cardinale Camerlengo e dai tre cardinali assistenti. Il loro ufficio cessa al compiersi del terzo giorno, ed al loro posto, sempre per sorteggio, ne succedono altri con il medesimo termine di scadenza.

Le esequie

Primo impegno della Congregazione generale, sara’ di predisporre "tutto il necessario per le esequie del defunto Pontefice, che dovranno essere celebrate per nove giorni consecutivi": sono i novendiali. L’inizio di esse deve essere fissato in modo che "la tumulazione abbia luogo, salvo ragioni speciali, fra il quarto e il sesto giorno dopo la morte". Essi stabiliranno dunque anche cio’ che riguarda la sepoltura del Papa, "a meno che questi, da vivo, non abbia manifestato la sua volonta’ a tale riguardo". Disposizioni di tal genere sono normalmente contenute nel testamento del Papa. Fino ai funerali, infine, coloro che abitano l’appartamento pontificio (i segretari e le suore che accudiscono la casa del papa) potranno continuare a restarci. Ma non nelle sue stanze private. Le riaprira’ il successivo Papa.


Fonte: Rainews24


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