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Quando a Lampedusa a morire sono i bambini

Lampedusa, costa dirlo, assume sempre più le vesti di un cimitero. Recente la morte di Karol, una bambina di appena diciotto mesi...
di Marco Ferrone - martedì 29 agosto 2006 - 3001 letture

Lampedusa: una piccola isola degna di essere visitata per la sua incomparabile bellezza. Purtroppo, la sua posizione geografica, se da un lato la rende una località turistica, dall’altro lato, diventa, suo malgrado, il punto di arrivo di gommoni e di navi, pronti a scaricare quotidianamente centinaia di immigrati clandestini. Una situazione di fatto insostenibile, tanto da mettere a dura prova il cpt (centri di permanenza temporanea) dell’isola, ormai non più in grado di ospitare altri immigrati irregolari.

Lampedusa, costa dirlo, assume sempre più le vesti di un cimitero. La recente notizia della morte di Karol, una bambina di appena diciotto mesi, della Sierra Leone, morta e poi abbandonata in mare dai suoi genitori nel canale di Sicilia durante la traversata dalla Libia a Lampedusa, ha gettato nello sconforto tutti noi.

La piccola in compagnia della propria famiglia, è morta pochi giorni fà su di un gommone, partito dalle coste libiche per raggiungere Lampedusa. Durante la traversata, a causa di un incidente al motore del gommone, hanno incominciato a vagare. Finiti i pochi viveri e l’acqua, i più piccoli hanno cominciato a soffrire e poi a morire. A morire sono stati prima i due figli dell’altra coppia che era con i genitori di Karol. Raccapricciante deve essere stata la decisione dei giovani genitori, di comune accordo, di gettare a seguito del decesso della bimba, il corpo senza vita in mare. Una scelta fatta anche per necessità: evitare al fratellino di Karol, l’incresciosa situazione di vedere il corpo esanime della propria sorellina.

Un viaggio costato una cifra ai poveri genitori, che per ragranellare i soldi hanno dovuto chiedere il supporto economico di amici e parenti. Non si tratta certo di genitori sciagurati, anzi, ma di genitori mossi dal solo desiderio di rimboccarsi le maniche e regalare ai propri figli un futuro diverso da quello che vivono le famiglie della Sierra Leone. Una storia terribile.

Alla morte di karol e degli altri due bambini presenti sul gommone, sarebbe il caso di ricordare la morte di Iris, provocata per salvare la vita della bambina italiana che accudiva come baby sitter. La povera Iris era clandestina e attendeva che l’istanza spedita dal suo datore di lavoro venisse presa in esame dallo Sportello Unico per l’Immigrazione allo scopo di ottenere il tanto agognato permesso di soggiorno. Purtroppo così non è stato. E’ morta anzitempo senza vedersi recapitare il permesso di soggiorno e soprattutto muore da clandestina, nonostante abbia fatto di tutto pur di salvare la bambina italiana che accudiva amorevolmente come baby sitter.

Queste due storie accomunate dalla disperazione, fanno da sfondo ad un paese come il nostro che in un recente passato aveva conosciuto l’emigrazione. Oggi, che il nostro Paese si è felicemente “imborghesito”, purtroppo le nostre coste, quotidianamente sono terra di sbarco e le istituzioni faticano ad accogliere gli immigrati clandestini. A ciò si aggiunge che la legge Bossi-Fini, non sembra altro che dare adito a vibrate polemiche tra il governo e l’opposizione, circa la sua efficacia. Fatto stà, che la povera gente oltre a trovare la morte o la desolazione nelle nostre coste, si indebitano fortemente per pagarsi il viaggio della speranza. A nulla valgono le considerazioni se la legge in questione è buona o meno, se le istituzioni non lavorano alacramente per combattere lo sfruttamento della immigrazione clandestina (severamente punito dalla legge) e collaborare seriamente con il governo libico per contrastare questi viaggi con gommoni o navi trasandate allo scopo di bagnare ulteriormente di sangue il mediterraneo e dunque le nostre coste.

Intanto, le cronache della giornata di oggi riferiscono che il ministro del neonato ministero della solidarietà sociale, Ferrero, pur di calmare le acque ha promesso che entro l’anno tassativamente a seguito di accordi con i patronati, gli sportelli unici per l’immigrazione dovranno evadere le istanze volte al rilascio dei nulla osta e quindi di concedere il permesso di soggiorno agli stranieri, desiderosi di lavorare nel nostro paese. Questo allo scopo di ridurre sensibilmente l’alta presenza di clandestini presenti nel nostro Paese. Nel frattempo, però, si registra che le coste siciliane, sono oggetto di drammi ed orrori. E la bella Lampedusa, è sempre più circondata da gommoni e carrette del mare, pronte a portare storie di vita sempre più impregnate di dolore e disperazione.


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