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Quaderni del Cirpet - L’Ungheria

L’Ungheria costituisce un mercato ragguardevole ed è il più avanzato dei paesi in transizione dal punto di vista economico e istituzionale. Come mentalità, struttura produttiva e posizione geografica offre agli operatori italiani molte opportunità. Chi investe in Ungheria deve affrontare la barriera linguistica e il deterioramento di alcuni aspetti dell’attrattività del paese, a causa degli aumenti salariali e dell’indebolimento di molti incentivi esistenti

di Emanuele G. - sabato 8 marzo 2008 - 1623 letture

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L’Ungheria

Il “modello ungherese”. L’Ungheria è il paese che ha attuato più coerentemente un modello di transizione al mercato basato sull’apertura nei confronti degli investimenti esteri.

Fin dai primi anni ’70 una parte consistente della sua classe politica ha assunto una posizione radicale e coraggiosa che affermava la necessità della cooperazione con le imprese estere per ristrutturare le imprese nazionali; di qui l’importanza di attrarre investimenti esteri diretti, considerati la base della cooperazione internazionale e dello sviluppo nazionale.

Quello che è ormai noto come “modello ungherese” costituisce l’esempio di maggior successo di gestione della transizione. Per questo, tale modello è stato imitato dagli altri paesi dell’Europa centro-orientale, inizialmente recalcitranti, o ancora incapaci di attrarre massicci investimenti esteri.

Per il resto del documento sull’Ungheria si prega consultare l’allegata scheda in formato *.doc.

Contributo di Federico Mallone

CIRPET Centro Interdipartimentale di Ricerca sui Paesi Emergenti e in Transizione - Università di Torino

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