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Q&P n. 193

Gli spoltronati...

di Franco Novembrini - mercoledì 28 settembre 2022 - 1121 letture

Le elezioni le ha vinte la destra, una destra che non è certo fra le migliori in Europa e quindi pericolosa essendo oltretutto molto litigiosa. Oltre alla Meloni si è piazzato bene anche Berlusconi che probabilmente chiederà di essere nominato presidente del Senato, cioè un gradino sotto il presidente della Repubblica ed otterrà poteri dii interdizione di leggi, molte leggi, a lui non gradite. Insomma un pericolo reale per la democrazia in quanto con i suoi senatori può mettere in crisi il governo.

La vittoria della destra parte da lontano fin dai tempi dei mandati di Napolitano che ha fatto di tutto e di più per ostacolare i risultati delle elezioni facendo disamorare molti giovani dalla politica, la sua politica intendo e dopo facendosi rieleggere con manovre di palazzo. Sette lunghi anni non gli erano bastati. Come non ricordare le sue baggianate sui populisti, sul rifiuto ad accettare alcuni ministri secondo lui non abbastanza proni ai voleri degli Usa, preferendo personaggi tutti provenienti dalla scuola di Sabino Cassese. Anche Mattarella non ha scherzato rifiutando dei ministri sgraditi a Bruxelles ed alla Nato, quindi agli Usa. Anche lui degno continuatore di re Giorgio 2 mandati, dopo aver giurato che non avrebbe accettato un secondo mandato. Come è finita la conoscete.

Ma queste elezioni hanno numerosi perdenti fra i quali le televisioni e i giornali nel loro complesso, che purtroppo hanno gli stessi padroni. Dicevano che gli italiani impazzivano per Draghi e la sua misteriosa agenda ed i politici erano felici di stare in una ammucchiata indecente dalla quale si sono sottratti solo la Meloni e Conte, quest’ultimo secondo i "migliori" ed anche alcuni dirigenti del Movimento 5stelle, ne sarebbe stato l’esecutore testamentario. I risultati ottenuti in pochi mesi certificano un’altra verità. Molti giornalisti avevano scambiato i desiderata dei loro padroni con le intenzioni di voto degli italiani. In queste elezioni però ci sono stati anche finalmente degli "spoltronati", fra i quali due ministri uno, tale Renato Brunetta, che sembra aver ricevuto un ridimensionamento politico alle sue ambizioni che pare averlo ridotto a dimensioni molto modeste. L’altro, Luigi Di Maio, che dopo aver predicato dai balconi e dagli studi tv di aver eliminato la povertà con scene che avrebbero fatto impallidire Ettore Petrolini si è prestato ad una sporca operazione per far defungere il Movimento 5stelle, cioè su evidente input dei "migliori" ha fatto una scissione per assicurarsi una poltrona ministeriale garantita da Mario Draghi, sicuro vincente delle elezioni anche se ufficialmente non vi partecipava. Lo affermava anche Bruno Vespa, il che è tutto dire.

Il tradimento di Di Maio secondo il costume degli americani lo avrebbero classificato con il neologismo to badogliate. Mal gliene incolse e nel tentativo disperato di restare imbullonato alla poltrona si offrì con una sua lista all’odiato Pd, quello che alcuni mesi prima era la parola d’ordine da lui spesso usata: "E allora il Pd a Bibbiano?". Ricordo che in questi mesi stanno arrivando le prime condanne per i fatti nei quali alcuni dirigenti di quel partito sono invischiati. Il nostro eroe domenica è stato bocciato sonoramente ed a me saperlo ramingo per l’Italia senza arte né parte viene da dargli qualche consiglio: il primo è quello di farsi assumere come impasto da pizza da quella pizzeria nella quale il personale dopo averlo festeggiato lo lanciava in aria per poi riprenderlo al volo, insomma una variante di quello che alcuni pizzaioli fanno facendo volteggiare l’impasto facendogli assumere la forma desiderata. Certo non è garantita la presa al volo, ma qualche rischio si deve pur correre.

Il secondo tentativo potrebbe essere di fare domanda di assunzione alla SGI (Società geografica italiana), vantando nel curriculum di aver ricoperto la poltrona di ministro degli Esteri, dunque un conoscitore dei confini geografici degli stati non solo europei ma anche della Russia che alcuni sostengono, malignamente, confini da secoli con l’Europa. Se credete che gli auguri di tornare a fare il bibitaro vi sbagliate, non lo farò mai.


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