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Q&P n. 183: Gli orrori delle guerre

In questi giorni si fa un gran parlare degli orrori della guerra. Lo fanno in Italia giornali e tv quasi unanimemente...

di Franco Novembrini - mercoledì 25 maggio 2022 - 1560 letture

In questi giorni si fa un gran parlare degli orrori della guerra. Lo fanno in Italia giornali e tv quasi unanimemente facendo scorrere per centinaia di volte le stesse scene e parlando di questi orrori come se fossero solo di una parte, quella delle truppe di Putin. Io ho gli anni per ricordare i bombardamenti della seconda guerra mondiale e della guerra fratricida che vide una parte di italiani schierarsi con i nazisti ed indicare loro gli ebrei, i comunisti e tutti quelli che resistevano e combattevano per un’Italia libera e democratica. Ho conosciuto alcuni partigiani che hanno combattuto e debbo dire che l’espressione più alta di questi combattenti la si ebbe con il presidente Pertini con le sue parole che oggi sarebbero definite putiniane di svuotare gli arsenali di guerra e riempire i granai. Chi ha dovuto uccidere o ha dovuto mandare a morire dei giovani per la nostra liberazione cercherà in tutti i modi di lottare contro la guerra. E se ricordate bene quelli che gridavano slogan guerreschi e dicevano di seguirli se avanzavano ed ucciderli se indietreggiavano, la fine che hanno fatto a Dongo.

Quello che mi preme però e che spie americane (Luttwak) e giornalisti nonché ex ministri, uno ha ammesso di essere stato a libro paga della CIA, scrittori in cerca di pubblicità scoprano ora che nelle guerre ci sono anche gli stupri. Grande spazio viene dedicato a quello che stanno facendo le truppe di Putin ed è giusto che lo si dia. Quello che non funziona è però che lo stupro di guerra non è una invenzione moderna ma esiste, purtroppo, fino dagli albori della "civiltà". Ma in questi millenni sembra che niente sia cambiato, anzi. Per farla breve nell’altro secolo ci furono quelli dei giapponesi a Nanchino, nella seconda guerra mondiale quelli sulle giovani ebree da parte di tedeschi, rumeni, ucraini ed anche italiani. Nella stessa guerra, per la legge del contrappasso, le truppe marocchine lo ebbero come ricompensa da parte degli ufficiali francesi e molte vittime furono molte donne italiane. I fatti rimasero sconosciuti per anni e, una volta scoperti, vennero definite "marocchinate".

Alla fine del secolo scorso numerosi casi di violenze commesse nelle cosiddette missioni di pace sfociarono nel 1992 in quella guerra in Somalia, ipocritamente chiamata "Restaurare la speranza" (Restore Hope) alcuni paracadutisti della Folgore, ripeto alcuni, stuprarono e torturarono diversi somali, esistono le foto. Una giovane venne legata ad un blindato e stuprata usando un proiettile illuminante cosparso di marmellata. Questo i giornali che per giorni ne scrissero non lo ricordano e Putin era ancora una normale spia del KGB in una capitale europea. Non vorrei passare per bacchettone ma in tempi di guerra e di carestia considererei stupro anche quei rapporti ottenuti con il ricatto di fornire alimenti a donne che debbono sfamare la famiglia e che si sacrificano, lo dico perché nei miei ricordi e in certi libri ho letto quello che succedeva nella pineta di Tombolo (Livorno) e nella città di Napoli dove arrivavano i rifornimenti americani.


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