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Q&P n. 173 - Mi Vergogno delle procedure

di Franco Novembrini - mercoledì 26 gennaio 2022 - 1056 letture

Da lunedì ha avuto inizio la lugubre parodia della elezione del presidente della Repubblica con le sceneggiate del corteo di macchine per far votare i grandi elettori "positivi’’ al virus. Già questa definizione di "grandi elettori’’ affibbiata ad una compagine di arte varia che sarebbe stato meglio definire "piccoli’’ per il modo di alcuni di interpretare il ruolo costituzionale assegnatogli.

Non parliamo poi delle interviste da strada che molti capibastone rilasciano appunto per strada e delle cose incomprensibili che dicono poi tradotte da giornalisti che ne danno interpretazioni se non fumose almeno che possano essere negate. A questo bailamme si aggiungono i talk show con le maratone alle quali partecipano direttori di giornali e editorialisti disposti tutto pur di far bella figura, almeno così credono.

Alcuni poi sfiorano il ridicolo per la protervia con la quale giurano di sapere cose che sono l’esatto contrario delle certezze immutabili enunciate poche ore prima. Certo che vedere la signora Scheda Bianca trionfare nelle votazioni dove una catena di massime autorità dello Stato si passa le schede di mano in mano prima di essere conteggiate non è un bell’esempio circa la loro pagatissima utilità.

Quello che distingue però le elezioni italiane poi sono quelle che francamente definirei ingerenze dei vari paesi che si esprimono con dei diktat su chi vorrebbero che fosse il nuovo presidente e come dovrebbe dirigere l’Italia. Numerose direttive riguardano anche il governo che dovrebbe nascere se alla presidenza della Repubblica dovesse andare Draghi. Ovviamente senza passare per le elezioni che potrebbero non coincidere con i loro desiderata.

Molti giornali economici e moltissimi banchieri ovviamente tifano per Draghi, il "migliore’’ di tutto e di tutti, dando degli incapaci ai politici che fanno finta di non accorgersi della disistima nei loro confronti ed anzi oche giulive che sperano di arrivare alla scadenza del 2023 ed il raggiungimento dei benefici pensionistici e dei privilegi per la loro opera parlamentare. Speriamo in bene ma io rimango sfiduciato dallo spettacolo di arte varia finora visto e sentito.


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