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Q&P n. 172 - Che fine hanno fatto?

di Franco Novembrini - mercoledì 19 gennaio 2022 - 770 letture

Le elezioni del nuovo /vecchio Presidente della Repubblica sono ad un livello parossistico e coprono in compagnia di Omicron la palestra per tenzoni oratorie di ogni tipo. Purtroppo a queste discussioni partecipano virologi che vogliono fare i politici e politici che vogliono fare i virologi e se a questi si aggiungono quelli che vogliono fare i presidenti della Repubblica il caos è servito. A me ora interessano gli scomparsi o i ricomparsi sotto altre spoglie. Fra gli scomparsi metterei per primi gli europeisti che anni fa paventavano che una eventuale brexit dall’UE era un suicidio e profetizzavano che l’Inghilterra (la perfida Albione), non sarebbe sopravvissuta. Non era vero tanto che non solo non è fallita ma si può permettere di sopravvivere anche con un pessimo governo, quello di BoIo, e una monarchia che vede fra gli eredi dei pessimi personaggi.

Ricordate quelli che avendo fatto i giornalisti a Londra ne annunciavano la scomparsa non se ne ha più notizia. Come non ricordare quelli che per 20 anni hanno predetto la scomparsa del mini gigante di Arcore e delle sue malefatte, scomparsi come critici ma tornati come menopeggisti per una sua eventuale ascesa al Colle. Come dimenticare Eugenio Scalfari che ad una domanda su chi preferiva tra Di Maio e Berlusconi sproloquiava preferendo il pregiudicato di Arcore. Ora Scalfari avrebbe il modo di difendere la sua preferenza di allora in quanto il pentastellato ad una domanda sulla sua preferenza fra lui stesso e B. forse risponderebbe come il fondatore de la Repubblica perché se B. diventa presidente salva la sua pensione e la carriera. De Benedetti che sparava a palle incatenate sui 5stelle da poco ha fondato un quotidiano che invece fiancheggia, più o meno, le loro idee.

Comincia, solo dopo pochi mesi, il logoramento del governo dei "migliori’’ di mattarelliana volontà e gli incensatori di san Mario Draghi cominciano a cercare nuovi santi i quali rivolgersi a seconda del risultato delle elezioni sia del presidente della Repubblica che di quelle ricattatorie minacciate dal pregiudicato di Arcore. Qualcuno comincia persino a criticare il povero Figliuolo, generale a 4 stelle come lo furono Eisenhower e MacArthur, solo che il nostro generale ha una collezione di nastrini che gli permetteranno di aprire una merceria dopo la pensione. Non ne azzecca una, annuncia improbabili vaccinazioni di massa con i soldati che sarebbero andati in ogni dove a stanare i non vaccinati, ma spesso lo fa senza avere a disposizione ne le strutture ne le dosi necessarie. Del resto quello della logistica è sempre stato un punto debole dell’esercito italiano. Ma non ci voleva molto per i giornalisti e i politici capire la inadeguatezza del personaggio che va in giro per ospedali e centri vaccinali in tuta mimetica e cappello con penna bianca. I nomi che si fanno oltre a B. sono per la sinistra Amato, Pera, Casini, Cartabia e Draghi. E il Mago Otelma no?


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