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Q&P n. 169 - Troppe trappole

di Franco Novembrini - mercoledì 27 ottobre 2021 - 1196 letture

Come previsto per il semestre bianco, si sta colorando se non di nero almeno di opaco e si stanno preparando numerose trappole, forse in quantità mai viste nelle scorse elezioni presidenziali. I giornaloni, cioè tutti i quotidiani in mano ad affaristi e palazzinari italiani, sono schierati per Draghi presidente, ma il problema principale però è che non sanno come aggirare alcuni ostacoli temporali. Se lo eleggono a gennaio debbono poi nominare un presidente del Consiglio, perché la Costituzione vigente salvatasi dal referendum del "genio di Rignano’’ ancora non prevede che una persona possa ricoprire entrambi gli incarichi. In futuro si vedrà.

I logaritmi costituzionali alla Cassese e alla Violante sono stati sonoramente bocciati dalla Corte costituzionale ed allora penso che uno dei trappoloni ai quali molti poco onorevoli eletti, interessati più ai benefici di parlamentari dei restanti due anni di legislatura, stiano pensando ad un rinnovo pro tempore come fece Re Giorgio Due Mandati, riconfermando Mattarella con la scusa che l’Europa invoca la stabilità per l’Italia. La stessa stabilità che la UE non invoca per la Francia, la Germania, la Polonia ed altri paesi. Sappiamo tutti che è una balla di prima grandezza ma dalla Meloni a Salvini e Berlusconi da una parte e da Letta jr a Calenda e Di Maio sono pronti a giurare, come molti di loro hanno fatto sulla nipote di Mubarak, che è cosa da fare. A nessuno viene in mente che in un Paese di 60 milioni di abitanti i "migliori’’ della casta non abbiano un nome decente e spendibile per rappresentarli. Vogliono evitare le elezioni e tirare a campare.

Moltissimi italiani si asterranno dal votare facendo vincere le lobby personali chiamate partiti, con sempre minor voti ma con maggiore protervia dei politici politicanti che ci hanno ridotto in queste condizioni. Ho sperato che il MoVimento 5 stelle a guida Conte potesse fare il miracolo di rinnovare il modo di fare politica nel nostro Paese ma vedo che i maggiori nemici del rinnovamento si trovano proprio nelle vicinanze di Conte, appunto. Dovrebbe essere messa in campo una poderosa campagna per la elezione di persone di specchiata onestà che vanno dalla senatrice Segre, a Zagrebelski ed, a Conte e, per finire a Bersani, ma sono certo che quelli che hanno portato il MoVimento a cifre elettorali da prefisso telefonico si sbraneranno per ottenere una riconferma magari sotto altre bandiere ed altri slogan.


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