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Q&P n. 166 - "Chi salva una vita salva il mondo’’

di Franco Novembrini - mercoledì 6 ottobre 2021 - 763 letture

"Chi salva una vita salva il mondo intero’’, questa frase di antichissime origini che si fanno risalire al Talmud di Babilonia, viene usata da molte religioni oltre che l’ebraismo e, recentemente, è divenuta famosa per essere stata usata nel film "Schindler’s List’’. Ritengo però che sia valida come aforisma civile e si attagli meglio alla vicenda narrata nel libro che parla delle gesta di Giorgio Perlasca a Budapest durante la seconda guerra mondiale, per le quali Israele lo ha onorato come uno dei Giusti i quali, appunto, salvando una vita ha salvano il mondo. Perlasca alla domanda del perché aveva corso quei rischi, lui che fra l’altro aveva una storia di uno che aveva combattuto nella guerra di Spagna per i franchisti come volontario italiano, rispose: "Perché andava fatto’’.

Questa premessa per spiegare le ragioni che mi trovano dalla parte dell’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano, il quale ha fatto quello che h fatto con la stessa motivazione. Purtroppo la giustizia italiana non ha leggi complessive, si viene giudicati per ogni singolo eventuale reato, come al supermercato dove ogni articolo ha un prezzo che poi va nel totale della spesa. La vicenda è spinosa e i giudici hanno applicato le leggi che il Parlamento ha emanato. Flaiano moti anni fa scriveva che per gli italiani le leggi si applicano ma per gli amici si interpretano e i potenti e i politici in Italia sono mici di molti. Comunque una condanna a13 anni e 2 mesi di carcere per una persona che per sé non ha tenuto un euro ed ha salvato molti uomini dalla morte, civile e fisica a volte, nei campi dove comandano i caporali o dallo spaccio di droga delle mafie è una aberrazione legale e non certo il trionfo della Giustizia.

I disperati che la UE dice di voler accogliere a parole o facendolo molto selettivamente, al momento gli afghani perché così vogliono gli USA, gli altri una volta salvati in mare dalle ONG, vengono rinchiusi in certi campi eufemisticamente chiamati di accoglienza e dimenticati, quindi facile preda di chi li voglia usare per i loro loschi traffici. Mimmo Lucano aveva ideato un sistema per ripopolare e far rinascere Riace, comune noto agli italiani solo per i due bronzi, che versa in un pauroso abbandono, con metodi discutibili e finanziamenti ottenuti da vari enti anche in modo non dovuto, aveva creato in venti anni un modello di integrazione nel quale convivevano una sessantina di etnie e dove lo spaccio e il razzismo sembravano scomparsi. Basterebbe confrontare il numero dei reati che si sono commessi a Riace, che si trova in Calabria, non certo una regione tranquilla, e quello delle migliaia di profughi che abitano le baraccopoli di città e paesi italiani i quali sono divenuti in questi anni il bersaglio di un razzismo appoggiato e sfruttato da alcune formazioni politiche. Interrompendo il tentativo di Lucano si preferisce che questi disperati salvati dal mare vengano a vivere in modo infame nel nostro paese a disposizione di ogni e qualsiasi sfruttatore fra i quali includo alcuni politici ed onorevoli che una volta difesi i loro diritti verbalmente si dimenticano di assumerli come collaboratori o che pretendono da loro una semischiavitù sotto la minaccia di un foglio che ne attesti il diritto a vivere con dignità. In Italia la burocrazia è famosa per le sue invenzioni che ha chiamato permesso di "soggiorno’’ un foglio rinnovabile che pare fatto per clienti che soggiornano in hotel stellati come se fossero turisti.


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