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Q&P n. 160 - Semestre nero dopo le Olimpiadi. Le mie Olimpiadi e le loro.

I ricordi delle mie Olimpiadi si può dire che partano da quelle di Roma dove nascono storie e miti. Quella di Livio Berruti...

di Franco Novembrini - mercoledì 11 agosto 2021 - 742 letture

1960 - I ricordi delle mie Olimpiadi si può dire che partano da quelle di Roma dove nascono storie e miti. Quella di Livio Berruti, duecentista straordinario con occhiali che vinse l’oro battendo i temibili americani e poi occupò per mesi le prime pagine dei giornali per la rivoluzionaria, per quei tempi, storia che ebbe con una campionessa Usa di colore. Il flirt, secondo Berruti non ci fu ma certo ci fu uno scambio di tute con relativo tenersi per mano in giro per la città E, dati i tempi, non era poco. Ma il mito per me fu l’etiope Abebe Bikila che vinse la maratona togliendosi le scarpe e gareggiando scalzo. Ora non sarebbe più possibile a causa degli sponsor.

1972 - I pugni guantati di nero di Tommie Smith e John Carlos, il loro gesto poteva essere inteso come un momento di lotta contro il razzismo che tuttora avvelena non solo la società USA ma anche gran parte dell’Europa, Italia compresa. Non fu colta l’occasione pacifista e furono squalificati loro. Del reso il CIO non ha mai brillato per democraticità.

1976 - Purtroppo le Olimpiadi di Monaco saranno ricordate per la strage degli atleti israeliani dovuta a terroristi di "Settembre nero’’ e alla incapacità delle teste di cuoio tedesche che non seppero trattare e scelsero un intervento militare. Il gruppo terroristico di "Settembre nero’’ prende il nome dalle stragi che miliziani siriano-libanesi, con la complicità degli israeliani, fecero nei campi profughi di Sabra e Chatila. In tre giorni uccisero migliaia di profughi, donne e bambini compresi. Ma questo non giustifica per niente l’attacco agli sportivi israeliani che erano la parte migliore di quel paese. Da allora le Olimpiadi sono diventate il mercato di scarpe, magliette e tute firmate ed anche un palcoscenico per i politici, e affaristi che inaugurano stadi faraonici e lasciano debiti altrettanto grandi ai paesi che scioccamente ospitano i giochi. Questi giochi.

LE LORO OLIMPIADI - Vorrei anche parlare delle olimpiadi che si stanno svolgendo in Italia e che dureranno almeno fino alla fine del settennato di Sergio Mattarella, al quale una sempre più nutrita schiera di giornalisti che vanno dalle redazioni quasi al completo di Repubblica, Corriere della sera e La Stampa implorano il bis. Alla schiera si è unito, sorprendendomi e preoccupandomi, Ferruccio de Bortoli, un bravo giornalista solitamente bene informato. La cosa mi preoccupa per due motivi, la prima è quella che una elezione a presidente della durata di 7 anni è più che sufficiente e lo scellerato esempio inaugurato da re Giorgio 2 mandati dovrebbe essere di monito per la situazione nella quale ci ha lasciati, oltretutto ora aggravata dal Covid. La seconda è quella che de Bortoli essendo, come dicevo, solitamente bene informato non sappia di manovre ancora coperte del partito quirinalizio o dei servizi che molti chiamano ancora deviati e che, invece, come scrive Paolo Rossi nel suo ultimo libro "Meglio dal vivo che dal morto’’ sono invece ben indirizzati e spesso sono a guida USA, ragione per la quale sarebbe meglio un usato sicuro, anche se piuttosto grigio. Del resto è nella miglior peggiore tradizione italiana fare un governo, anche se in questo caso si tratterebbe del presidente della Repubblica, come del resto il precedente, cioè a scadenza breve che definiremmo balneare e che non riuscirà certo a fermare l’onda nera. Ora se Mattarella fosse riconfermato Draghi potrebbe governare ancora per due o tre anni e poi salire al Quirinale. Io provocatoriamente dico che se Sergio Mattarella non dovesse accettare il secondo mandato si potrebbe far eleggere il fratello Antonino, detto "Nino’’, avvocato a Roma il quale sicuramente accetterebbe. Sarebbe una specie di staffetta, come alle Olimpiadi.

Altri atleti della politica sono di Maio che si sta specializzando, imitando gli errori di d’Alema in una gara di resistenza al potere, qualunque tipo di potere, frequentando i peggiori salotti romani come Bertinotti e la sora Lella. Le foto lo ritraggono nel salotto di Marisela Federici, a colloquio con Gianni Letta. o accompagnato dalla fidanzata alla Virginia e poi la stessa Virginia che sta su un palco, forse per intervistarlo, con Luigi Bisignani quello dei mille intrighi e dei mille ricatti, appartenente alla loggia P4. A voi non so ma a me sembra che non stia facendo un favore al nuovo segretario Conte. Di Vito Crimi, altro dirigente dei Movimento 5stelle, che brilla di un grigiore proprio, parlerò la prossima settimana.



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