Premi per tutti
Propongo targhe e medaglie ad alcuni amministratori pubblici particolarmente distintisi
In Italia, solo il sottoscritto non ha mai ricevuto un premio, chessò una croce, un cavalierato, una nomina a Gran o Piccolo Ufficiale che sia fa lo stesso, una targa della bocciofila. Nulla. Io però non dispero e siccome sono altruista, intanto chiedo a re Giorgio di Savoia di tener in mente alcuni amministratori pubblici da premiare.
Oscar Lencini ‒ Ricordate il sindaco di Adro, delizioso paese in provincia di Brescia, in Franciacorta, famosa per i suoi vini? Quello che aveva fatto disegnare l’emblema leghista del "Sole delle Alpi" nelle scuole? Certo, non solo questo. L’Oscar della Franciacorta è quel sindaco che aveva proibito, a coloro che non potevano pagare, la mensa scolastica. D’altronde, niente soldi nisba mensa. Così bisogna fare; basta con il buonismo dei cattocomunisti! Ora è ai domiciliari. Secondo l’accusa avrebbe taroccato un appalto pubblico per 1,2 milioni di euro. Ma non è vero niente e la giustizia trionferà. Da una nostra piccola inchiesta abbiamo scoperto che i giudici erano di Caltanissetta. Per lui propongo "l’Oscar della Coerenza". Il sindaco è stato difeso dai vertici della Lega. Oddio! Dire vertici forse è un po’ azzardato. Comunque, Matteo Salvini segretario in pectore della Lega ha affermato: "Lancini, da buon leghista, ha lavorato per favorire la nostra gente". Speriamo che non ci favorisca più.
Vito Damiano - Al sindaco di Trapani gli darei il "Premio Antimafia". Classe 1952, fa parte del Popolo della Libertà. Talmente libero che ha pensato bene di prendere l’auto blu "per andare a vedere le partite allo stadio". Ora io dico che male ha fatto il povero Vito per finire su tutti i giornali. Dopotutto, visto che la macchina c’era, tanto valeva utilizzarla perché, come tutti sanno, a tenerle ferme, le auto si rovinano. Ma non poteva andare con la sua? Certo che sì. Ma lui deve aver pensato che è il sindaco di tutti i trapanesi, sempre, sia quando è in funzione istituzionale e sia durante il tempo libero. Vito, però, è anche famoso per altro. Anni fa si doveva girare un documentario su Mauro Rostagno, il giornalista ucciso dalla mafia. Embè? Il nostro Vito ha negato il patrocinio gratuito del Comune. Non si può certo dire che Vito non abbia le idee chiare. Infatti, all’incontro con una scuola iniziò il suo discorso con queste parole: "Non bisogna parlare di mafia perché si rischia di darle soltanto troppo importanza". Un genio!
Alfredo Celeste ‒ E’ il sindaco Pdl di Sedriano, 11 mila abitanti, alle porte di Milano. Il suo comune è il primo, in Lombardia, sciolto per mafia. Il Celeste si autodefinisce "incorruttibile" ma intanto è stato tre mesi ai domiciliari con l’accusa di corruzione perché, secondo, gli inquirenti avrebbe asservito "sistematicamente le proprie funzioni pubbliche agli interessi dei privati corruttori”. Volete una prova che il Celeste è contro la ’ndrangheta? Afferma in un’intervista l’Alfredo Celeste: "Io mafioso? Ma se abbiamo dedicato tre vie a Rosario Livatino, don Pino Puglisi e Peppino Impastato". A questo suggerirei di dare il "Premio alla Toponomastica".
Gianbattista Maiorano ‒ Per restare al Nord, terra dove, come risaputo, non c’è mafia, a soli 21 chilometri da Sedriano c’è Buccinasco comune di circa 27 mila abitanti. L’amministrazione è retta dal Pd, Sel, Lista Civica: Per Buccinasco, Fed.verdi-com.italiani-rif.com, Di Pietro e G.B. Maiorano è il sindaco. Sindaco e assessore hanno avuto un avviso di garanzia per una presunta corruzione in affari urbanistici. Ma non ci sono solo gli affari urbanistici di mezzo. C’è anche l’accusa, per gli amministratori inquisiti, di aver avuto rapporti con la principale famiglia del luogo processata per ’ndrangheta. Recentemente, il Pd ha tenuto le elezioni per la segreteria milanese. A Buccinasco si è presentato anche David Gentili, presidente della Commissione antimafia di Milano. Risultato della votazione per Gentili: zero voti. Naturalmente solo un caso. Ha detto di se Giobatta: "Svolgere con dignità la funzione di Sindaco per me significa impegnarsi a realizzare il bene comune, ascoltare tutti e accettare da tutti una mano, usare sobrietà ed equilibrio, rispettare l’avversario e dire sinceramente la verità perché in politica, oggi più che mai, della verità c’è un gran bisogno". A lui darei una medaglia con raffigurata una mano. Con il motto: "Accettare da tutti una mano".
Emanuel Cerciello ‒ Antefatto. Agosto 2013, esterno giorno. Un venditore abusivo piazza l’ombrellone sulla spiaggia di Grosseto ed espone la propria mercanzia. Non ha fatto però i conti con il vicino ombrellone sotto al quale si ripara dal sole nientepopodimenoche l’assessore alla Pianificazione Commerciale ed Attività Produttive del comune rosso di Grosseto. Il quale chiama subito la Polizia urbana. Gli altri bagnanti protestano ma incredibilmente non contro il venditore ma contro l’assessore in mutande che di nome fa Emanuel Cerciello. Classe 1975, scopre la politica appassionandosi prima nelle file del Ccd e poi nell’Udc. Ora che un giovane si possa appassionare a questi partiti è qualcosa di soprannaturale perché è come appassionarsi ad una patata lessa. Comunque sia, il nostro Emmanuel Kant, che di mestiere fa l’agente di viaggi, entra nella Giunta retta dal sindaco Emilio Bonifazi. E’ una giunta composta da Pd, Lista civica ecc. Ora una lettera sul Fatto Quotidiano denuncia che un senegalese che da 10 anni è posizionato fuori da un supermercato, a Grosseto, con le sue povere cose da vendere, è stato fatto sloggiare. Non faceva nulla di male, non disturbava, non sporcava. Ma, a quanto dice la lettrice, uno zelante assessore l’ha fatto sloggiare. Ora noi siamo certamente dalla parte dell’assessore (che sia Emmanuel?) perché il lavoro prima di tutto va dato agli italiani. Per questo propongo che ad Emmanuel sia dato il "Premio alla legalità in mutande".
Vasco Errani ‒ Vasco Vasco, cosa mi combini? La Guardia di finanza sta indagando sui viaggi in auto del presidente della Regione Emilia-Romagna, il Pd Vasco Errani. Fa politica "da sempre", ha sulle spalle quattro mandati, è stato vice di Bersani. Essendo presidente ha a disposizione un’automobile con due autisti. Costo 100 mila euro. Ma, secondo la GdF, fra il 2010 e il 2011 ha fatto pesare sui cittadini dell’Emila-Romagna una seconda auto, essendo consigliere regionale. Vasco che in Guascogna significa "spaccone" ma anche "corvo", ha risposto tranquillo: "Una cosa sono gli impegni da presidente, altra cosa sono quelli da consigliere regionale nel gruppo Pd. Altra cosa ancora gli impegni di partito". Dal che si desume che ci dovrebbe essere una terza auto. Infatti, la mattina, quando si prepara per andare a lavorare, la moglie gli dice sempre: "Vaschino che giacchetta metti oggi?". "Quella da consigliere", risponde il presidente. "Bene ‒ ribadisce la moglie ‒ ma ricordati di prendere l’auto giusta. Non fare come ieri che hai preso quella da presidente". Che premio gli possiamo dare al "corvo spaccone"? Ah, un momento. Il Pd regionale ha speso in ristoranti 145 mila euro. Nel 2010, per le festività natalizie, ha speso 8 mila euro in regali. Non sono mica democratici per niente. E in 19 mesi, 85 mila euro fra auto blu e taxi. Gli darei il "Premio Rally alla Carriera Automobilistica".
- Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -