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Precariato selvaggio: la mobilitazione dei lavoratori Tim - Telecom - Atesia

di Gaetano Mangiameli - martedì 9 dicembre 2003 - 5834 letture

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato dei COBAS relativo alle condizioni di lavoro e alle iniziative di lotta previste da lunedì 8 a lunedì 22 dicembre.

119 VALIDE RAGIONI PER CONTINUARE LA NOSTRA MOBILITAZIONE

1.. La turnistica che l’azienda ci ha proposto è un’offesa alla nostra dignità di lavoratori/trici.

2.. L’azienda ha tutto l’interesse a disincentivare la presenza di lavoratori/trici ancora "garantiti".

3.. Come lavoratori/trici full time riteniamo inaccettabili dei turni che non lasciano alcuno spazio alla nostra vita privata.

4.. L’azienda ha tutto l’interesse a subordinare la nostra vita al suo profitto.

5.. Come lavoratori/trici part time siamo stanchi di attendere il passaggio a una condizione contrattuale che ci renda meno precari.

6.. L’azienda ha tutto l’interesse a mantenerci part time perché in tale collocazione contrattuale siamo più produttivi rispetto ai "full time".

7.. Buona parte del nostro lavoro è stato esternalizzato e alcuni di noi, part time, lo vanno a svolgere ad Atesia.

8.. La "nostra" azienda è padrona anche di Atesia.

9.. Come lavoratrici/tori part time che hanno scelto questo orario, vorremmo utilizzare senza problemi i nostri permessi "Tim mamma/papà".

10.. L’azienda deve concederci tali permessi che sono stabiliti a norma di legge e non frutto di sua "magnanima" elargizione.

11.. Come lavoratori/trici part time al 75% non possiamo accettare una turnazione che investe tutta la nostra giornata lavoro.

12.. L’azienda tiene conto solo delle propria volontà di disincentivare la nostra presenza.

13.. Alcuni di noi hanno parenti ed amici che fanno il nostro stesso lavoro ad Atesia ma hanno uno stipendio che è meno della metà del nostro.

14.. Sono sempre gli stessi i padroni sia di Tim/Telecom che di Atesia.

15.. Sono aumentati a dismisura i carichi di lavoro.

16.. I salari no.

17.. E’ aumentato il nostro stress, la nostra stanchezza.

18.. Sono aumentati a dismisura i loro profitti.

19.. Stanchi, spesso non riusciamo a essere solidali tra di noi, ci controlliamo, non ci aiutiamo. E’ una guerra tra poveri.

20.. La guerra tra poveri conviene sempre al ricco.

21.. I sistemi non funzionano per svolgere il nostro lavoro nei confronti dell’utenza.

22.. I sistemi funzionano per il "loro" lavoro di controllo.

23.. Per sopperire ogni volta ai duemila problemi che ci troviamo ad affrontare di fronte all’utenza, utilizziamo la nostra coscienza, la nostra "testa". A torto o a ragione siamo gli "zerbini" dei clienti e ci e li difendiamo come meglio possiamo.

24.. L’azienda non aspetta altro. E’ un surplus di impegno psico-intellettuale che ci viene di fatto estorto nostro malgrado.

25.. Siamo privati della possibilità di usufruire delle nostre ferie sotto Natale.

26.. Loro non sono privati della possibilità di godersi lauti premi durante i banchetti natalizi.

27.. Per raggiungere i loro obiettivi siamo oggettivamente costretti a fare carte false.

28.. Loro ne traggono beneficio.

29.. Il nostro processo di lavoro è sempre più un processo di "soddisfazione delle loro statistiche".

30.. Il loro "lavoro" è ancora quello di godere di queste "statistiche".

31.. Chiudiamo sbrigativamente le pratiche in nome della produttività.

32.. Loro godono dei nostri risultati.

33.. Sopportiamo di tutto e di più, per ore al telefono senza nessun supporto formativo e spesso senza la benchè minima possibilità di intervenire.

34.. A loro interessano solo i tempi, la qualità è un mero specchietto per le allodole.

35.. Ancora, non riceviamo uno straccio di formazione, e se riusciamo a lavorare lo facciamo grazie all’aiuto reciproco che ci diamo, nei pochi attimi di respiro che ci rimangono.

36.. Loro ci guadagnano sempre più.

37.. Diversi di noi hanno un livello contrattuale ben al di sotto della mansione che davvero svolgono.

38.. Vedi punto 36.

39.. Siamo stressati da ore e ore di telefono ...

40.. Loro ci propinano corsi "fish": Sfogatevi lì e poi zitti! Non si cambiano le condizioni di lavoro, bisogna solo imparare a sopportarle.

41.. Ma fino a quando? Fino a che punto? Fino a che prezzo?

42.. Loro ci dilettano con biliardini, poltrone massaggianti e bambinate simili.

43.. Siamo lavoratori/trici maggiorenni e seppur con tutti i nostri limiti, siamo oramai responsabili. Siamo già padri e già madri, e non siamo più disposti a giocare la nostra vita alle loro regole.

44.. Ci trattano come bambini di un kinderheim, a botte di barattoli di nutella e concorsi interni.

45.. Siamo sottoposti ad uno snervante balletto di out e in , sempre in nome della produttività.

46.. Loro sono ben felici di saturare il nostro tempo di lavoro .. Non sia mai che ci prendiamo un minuto di respiro!!!

47.. Quando torniamo a casa dai nostri parenti e amici, ci rendiamo conto che tutti sopportiamo, seppur diversamente, una mole di soprusi inaudita nei diversi posti di lavoro.

48.. Guarda caso l’azienda è parte integrante della Confindustria e abbiamo tutti la stessa controparte.

49.. Per arrivare al lavoro e tornare a casa perdiamo ore preziose della nostra vita, incastrati in lamiere di metallo.

50.. L’azienda non ha interesse ad aprire sedi diversificate per rendere più agevole la vita al lavoratore, anzi da qualche annetto siamo costretti pure a prenderci le E.F. a blocchi di mezz’ora.

51.. E ancora abbiamo dovuto vedere molti colleghi/e ceduti ad altre aziende, buttati via come limoni spremuti. Ed è solo l’inizio.

52.. Loro hanno tutto l’interesse nel cedere interi settori a società terze, contenitori creati ad hoc.

53.. Siamo lavoratori interinali che da anni vengono presi e ripresi, con la carotina di una possibile assunzione, ma con la certezza di essere ricacciati alla fine nella precarietà.

54.. L’azienda oramai, alla luce anche delle nuove forme "contrattuali" atipiche, ha tutto l’interesse nell’utilizzare i co.co.co a cottimo.

55.. Siamo lavoratori interinali che hanno iniziato a lavorare in Tim fin dal ’98, ma che ad oggi ancora hanno un contratto a part time.

56.. L’azienda come al solito ci ha guadagnato.

57.. E ancora delle segreterie cgil cisl e uil non ci fidiamo. Troppi accordi firmati contro i nostri interessi.

58.. Ma siamo noi tutti assieme "i delegati" dei nostri diritt,i perché solo la nostra determinata mobilitazione può darci la forza per arginare il peggioramento delle condizioni di lavoro.

59.. Perché solo la nostra mobilitazione potrà ostacolare ANCHE LA NOSTRA ESTERNALIZZAZIONE. Se succede agli altri perché non dovrebbe capitare anche a noi?????

60.. E ancora siamo stanchi di essere precettati, di essere privati del nostro sacrosanto diritto di sciopero.

61.. Siamo stanchi di dover pagare solo con la nostra libertà i diritti dell’utenza che vengono in realtà principalmente disattesi dall’azienda.

62.. Siamo stanchi. BASTA!!!

E potremmo ancora continuare fino a 119 o andare oltre.

MA CI FERMIAMO A 62 . E SU QUESTA BASE....

CI VOGLIAMO ANCHE FERMARE PER DUE ORE AL GIORNO A FINE TURNO (FULL TIME) E PROPORZIONATO PER I PART TIME

DALL’8 DI DICEMBRE AL 22 DI DICEMBRE.

SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE.

P.s: ogni lavoratore e ogni lavoratrice ha libertà di scegliere i giorni in cui fare sciopero.

COBAS DEL LAVORO PRIVATO S.N.A.T.E.R

Settore Comunicazione tel. 06/36894852 06/27800816

fax 06/36892500 06/27800817

cell. 339/6155375 333/4432950

e-mail: tlc@cobas.it snater@tin.it


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