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Porto Palazzo

Recensione della raccolta racconti di Amarilli Varesio
di Piero Buscemi - mercoledì 19 febbraio 2020 - 1524 letture

Ci passano tutti i giorni davanti agli occhi, troppo spesso distratti. Sono i personaggi e le vite delle nostre città. A volte si ha la sensazione che si assomiglino tutti, ma ognuno di loro rappresenta una storia da raccontare. Occorre essere predisposti all’ascolto, narcotizzando qualsiasi inutile presunzione di superiorità. E’ quella che sta svanendo nella nostra percezione in un mondo in continuo cambiamento, dal quale erroneamente pretendiamo soltanto un’altra fase evolutiva. E’ quella che è rimasta soffocata dalle parole di Amarilli Varesio che si possono leggere nel suo libro di esordio, la raccolta racconti dal titolo Porto Palazzo.

Non basta l’umiltà per guardarsi intorno e cercare il proprio simile, più di quanto una bella frase strumentalizzata da un misticismo ipocrita. Occorre di più. Molto di più. Occorre che l’umanità ci tocchi l’anima, con le sue molteplici manifestazioni e ci restituisca piccoli tasselli del nostro essere dove provare ancora a riconoscersi. La giovane scrittrice, torinese d’adozione, ha scelto un pezzo di storia di questa città. Il quartiere per antonomasia simbolo di una migrazione senza sosta di cultura, di idee, di sogni interrotti da stupide ed obsolete chiusure immotivate. Porta Palazzo, il punto di ritrovo che negli anni ’60 era il punto di incontro dei siciliani, dei calabresi e di tutti quei meridionali ai quali era stato rubato un futuro e che in questa immensa piazza provavano a ritrovare una smarrita identità.

Sogni interrotti. Come quelli di una ragazza di uno dei racconti contenuti nella raccolta. Ambiziosa, ingenua, ma vivacemente vera, che interroga una moderna Sibilla Cumana nello specchio del suo cellulare, impaurita anche lei, come migliaia di altre coetanee dall’obbligo di una scelta di vita che, da sempre, non ti svelerà mai in anticipo l’esito sperato.

Ci sono i progetti, forme evolute di una specie diversa di sogni. Quella ricerca di una vita migliore, dove dignità e lavoro cancellano qualsiasi settaggio etnico, figlio di astruse statistiche d’appartenenza. I racconti racchiudono queste vite diverse, impersonali, indistinguibili dentro questo crocicchio di destino dove una babele di culture, di idiomi interpretabili, di sguardi che si incrociano, che si riconoscono, si riuniscono in umanità. L’unica vera spiegazione al mistero del vivere.

Ci si riconosce nelle storie dei personaggi descritti dalla scrittrice. Non farlo è come rinnegare se stessi. Perché nessuna particolare descrizione, dettaglio che sottolinea, muro di disagio sorretto da pregiudizio potrà mai annullare quel significato all’esistenza, qualcuno la chiama utopia, che si riduce semplicemente nel rincorrere il diritto di una vita migliore. Da qualsiasi angolo del mondo si provenga, ci sarà sempre un Porto o un Palazzo pronto ad accoglierci. Nonostante tutto. A condizione di avere il coraggio di manifestare un’idea, pronti a rinnegarla in qualsiasi momento, in cambio di un sincero contatto umano. La scelta di uno dei personaggi del libro, che avremo bisogno di emulare con maggiore coerenza.

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Porto Palazzo

Porto Palazzo / Amarilli Varesio - Torino: SuiGeneris Editore, 2019 - 264 pagine (Collana Pierre Dumayet) - EAN: 9788894848311 ISBN: 8894848310


Sinossi

Nel chiassoso quartiere di Porta Palazzo, grande mercato di Torino, e lungo le vie acciottolate del Balon, si snodano le vite di rifugiati, migranti, viaggiatori. A prescindere dalla cultura di appartenenza e dall’età, all’interno del nucleo familiare, tutti i personaggi si confrontano con aspettative molto alte. Diventare o rimanere fedeli a se stessi, quindi sentirsi liberi di agire, è un percorso difficile e ci vuole coraggio per assecondare e realizzare i propri desideri.

Due polarità attraversano le storie: l’acqua che simboleggia il desiderio di viaggiare e tagliare i legami; e la terra che è la necessità di radicamento e di stabilità emotiva. Ogni personaggio sente il bisogno di rompere gli schemi all’interno del proprio mondo ricollegandosi a una di queste due polarità, mentre prova ad aderire al sentimento più intimo e autentico che ha dentro di sé.


L’autrice

Amarilli è cresciuta tra il Monferrato e l’Etna. Grazie a questa emigrazione al contrario, è diventata una persona curiosa e aperta alla novità. Non ha perso l’occasione di vivere in Bolivia attraverso il servizio civile, di documentare con la videocamera un progetto di case in paglia ad Haiti, di intervistare i presidi delle scuole bilingui in Burkina Faso e viaggiare in bici per le strade del Marocco e della Cina. Porta sempre dietro la sua chitarra per arricchire la composizione delle sue canzoni di sonorità nuove e un computer per raccontare le storie delle persone incontrate.

Data di nascita: 08/04/1994

Amarilli Varesio è laureata in Scienze dell’Educazione e attualmente frequenta il corso magistrale di Antropologia culturale ed etnologia presso l’Università degli Studi di Torino. È cantautrice e musicista.


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