Poltrone&Poltrone
Forse entra in campo un uomo nuovo, sbarazzino e scapigliato. Più che una ventata di aria fresca, una gioia per i coiffeur
Bei tempi quando i monti erano tre. Ricordate il ragioniere di Sondrio Tre Monti? Altri tempi. Ora c’è un solo Monti che sarà anche sobrio ma sempre uno è. Ed ecco, allora, per non farci mancare nulla, che scenderà in campo anche Monte Zemolo. Finalmente ha quasi deciso ma lo farà con molta discrezione, con attenzione a non bruciarsi, buttando dietro i capelli e utilizzando gli stessi argomenti dell’omino gonfio e marrone.
Ciuffetto Monte Zemolo, dunque, ha chiamato a raduno i suoi in un hangar di via Tiburtina, a Roma. Posti esauriti, tutto pieno, tutti accorsi per sentire il "verbo" della chioma argentata. Lui, Ciuffetto, è ingessato dentro un abito blu e dal taschino gli esce un fazzolettino bianco. E’ emozionato, fa tenerezza, ogni tanto perde il filo del discorso e chiede alla regìa di portargli il testo scritto. E’ umano. E’ uno di noi.
Seduti ad ascoltarlo le teste più fini del nostro firmamento politico e intellettuale. Laggiù, quello con la barba chi è? Massì è Ferdinando Adornato l’ex direttore del giornale dei giovani comunisti, poi abbagliato dalla luce che proveniva da Arcore ed oggi dall’azzurra Udc. E quello bianco di capelli? E’ Santo Versace che parla con Giustina Destro. Ma non stavano con Berlusconi? Sì, una volta, però. E poi ci sono i cattolici, le Acli, la Cisl con Raffaele Bonanni, la Comunità di Sant’Egidio con il ministro Andrea Riccardi, il Premio Strega Edoardo Nesi, le delegazioni di Udc e Fli, lo staff di Passerotto Inquisito, la moglie dell’ex ministro Ds Bassanini, l’ex maoista Linda Lanzillotta, ora Pd. Il Pd è presente anche con Castagnetti, ci sono i renziani Gentiloni, Ceccanti e Tonini, c’è il migliorista Umberto Ranieri e tanti altri. E, soprattutto, c’è la presenza dei giornaloni che rappresentano i poteri forti, Corriere, La Stampa e anche l’Avvenire.
Insomma, un bel gruppone composto da persone che sino a questo momento hanno vissuto su un’altra galassia, non compromessi con i poteri che si sono succeduti nel nostro Paese e, certamente, non responsabili delle nefandezze dei governi passati e presente.
La scena, però, è giustamente tutta per Ciuffetto. Anche lui è un "uomo nuovo" e come tale si può permettere di parlare male dei politici. Lui è sempre stato estraneo al sistema marcio che sta deflagrando. Per 65 anni ci ha pensato ed ora ha deciso. "Siamo qui ‒ afferma dal podio Monte Zemolo ‒ perché vogliamo che il Paese reale, i cittadini e le migliaia di eccellenze che costituiscono il nerbo della nostra nazione, abbandonino le tribune, vadano in campo e riportino l’Italia a giocare in attacco e a vincere". Ora che Ciuffetto conosca il Paese reale ho i miei dubbi. Ma ciò che mi mette in ambasce è il fatto che "le eccellenze" abbandonino le tribune e "vadano in campo e riportino l’Italia a giocare in attacco e vincere". E poi chi sono queste eccellenze? Non è che vorrà far giocare all’attacco Flavio Briatore? Oltretutto, in mutande, non è un bel vedere.
Ma Ciuffetto, incurante del ridicolo, consapevole che gli italiani dimenticano in fretta e già una volta hanno premiato un plurinquisito, si lancia in una critica memorabile: "Siamo qui perché ciascuno di noi, nel corso di questi vent’anni perduti, ha almeno una volta provato vergogna nell’essere italiano e perché nessuno di noi vuole, mai più, ripeto, mai più, provare questo sentimento. Mai più accetteremo di vedere l’Italia derisa e disonorata. Mai più proveremo l’umiliazione di essere commissariati o di essere l’anello debole in Europa e nel mondo. E mai più, quindi, firmeremo deleghe in bianco alla classe politica".
A forza di "mai più" ci saremmo aspettati di sentire anche "mai più polenta e osei" o cose del genere. E invece il nostro Luca che fa parte di una ventina di consigli d’amministrazione, l’amico del piduista Luigi Bisignani, quello che ha diretto, male, Italia 90, quello che Romiti cacciò dalla Fiat, ebbene lui, proprio lui parla di "vent’anni perduti". In realtà lui in questi ultimi vent’anni si è piazzato sempre bene e non ha mai criticato l’omino marrone, né ha avuto parole di solidarietà con il "Paese reale", quello che viene licenziato dalle fabbriche, quello che va sulle torri a protestare, con i pensionati sempre più violentati non solo nel portafogli. Non ha mai solidarizzato con coloro che sono sfrattati, con coloro che si bruciano perché hanno perso tutto, forse anche la dignità, con i piccoli imprenditori a cui le banche (anche la "sua" Unicredit) non danno aiuti. Al massimo a lui poteva capitare che mentre si sedeva su una delle sue numerose poltrone, cascasse addormentato.
Ma Luca grida il dolore di tutti e a voce alta afferma indignato che "Chi evade è un ladro!". Un altro indignados. Non si riesce a trovare più nessuno che sia d’accordo a non pagare le tasse. Allora è lui il nuovo leader degli indignados? No! Monte Zemolo ci deve pensare ancora perché 65 anni sono brevi. E intanto che ci pensa lancia un altro monte, quel Mario che da un anno ci sta deliziando con la sua sobrietà. Monti, sempre secondo il nostro Ciuffetto sapientemente spettinato, può fare il lavoro di ricostruire l’Italia: "Ammetterlo non è un segno di debolezza ma un’assunzione di responsabilità. Vale per me, che pure ho avuto qualche esperienza di successo nella vita, dovrebbe tanto più valere per chi è in politica da decenni con i risultati che ogni giorno vediamo".
Traduzione: ora non mi candido ma preparate la poltrona, anche uno strapuntino, perché io che ho avuto successo sto arrivando.
Come vedete i cercatori di nuove poltrone sono tanti. E così per portarsi avanti con il lavoro, la presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, ha pensato bene di cambiare le poltrone poste in un salotto dove si tengono le riunioni ristrette. Costo: 13 mila euro, neppure tanto per 20 poltrone.
La Rai, che ha un buco fra i 600 e gli 800 milioni di euro, pensa a cambiare le sedie o, meglio, le poltrone. Tarantola poteva chiedere a Ciuffetto. Sì perché Monte Zemolo, fra tanti consigli di amministrazione a cui partecipa, è presente anche in quello della Poltrona Frau che ha acquistato nel 2003. Magari gli faceva lo sconto.
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