Politici ballerini e giornali seri. Per fortuna c’è papa Francesco

Per il "Corriere", Casini è “elegante”. Per "La Stampa" a Conte manca “l’anima”. "Repubblica", invece, scrive che la piega dei capelli era “impeccabile”. Per papa Francesco, giornali e notiziari Tv sono tutte “fotocopie” mentre "Il Sole" splende sempre meno
di Adriano Todaro - mercoledì 3 febbraio 2021 - 619 letture

Casini con eleganza – Viviamo tempi difficili, ma per fortuna abbiamo dalla nostra i giornali che ci illuminano d’immenso e ci fanno capire la crisi e la differenza che esiste fra un politico senza dignità e un Casini. Il Corriere della Sera, mentre il governo traballa, ha pensato bene di sentire Pierferdinando. Una scelta, quella del Corriere, che dimostra la grande volontà dei giornali seri di farci comprendere la crisi del governo Conte e non solo. Intanto ci presenta il personaggio che è «Elegantissimo, sbarbato». Pensate come l’avrebbe descritto se il Pierferdinando si fosse presentato con i vestiti sgualciti, un barbone da clochard, un po’ puzzolente. Ma poi il giornale di via Solferino ci fa sapere che il suddetto ex presidente della Camera «conosce ogni ballo: tango, valzer, rock». Sono soddisfazioni. Perché voi non lo sapete ma per un politico che si rispetti, saper ballare il rock è indispensabile e poi ha un’altra qualità: «i cronisti politici lo adorano». Infatti, quando lo intervistano, sono sempre in ginocchio, in adorazione. E la politica? Calma e gesso perché il Corriere è mica girodivite. «Conte – afferma il Casini fra un valzer e un rock – ha sbagliato tutto». Ma va! E noi, tapini, pensavano che Conte fosse uno capace e serio. Infatti Conte si è «intestardito» e ha cercato i voti di tutti. Insomma, il mercato delle vacche a cui lui, lo “sbarbato” Pierferdinando è del tutto avulso. Ma anche quelli eleganti hanno sussulti di dignità e pontificano contro il «teatrino della politica». E te pareva! Il “teatrino” è sempre nominato dai politici forse perché ne sono protagonisti. E, puntuale, l’uomo adamantino afferma con sicurezza: «Io non voglio essere tirato dentro questo teatrino imbarazzante, nonostante ne abbia viste tante e sia l’ultimo a potermi scandalizzare». Anche noi ne abbiamo viste tante e ancora, invece, ci scandalizziamo. Lui, per esempio, è contro il mercato delle vacche eppure è stato nella Dc, nel Ccd, si è alleato con Berlusconi, nell’Udc, ha appoggiato Monti, Letta, Renzi e Gentiloni. Ultimamente è stato eletto a Bologna nel Pd. Ora è vero che il Pierferdinando dal ballo facile fa il suo mestiere, ma il Corriere della Sera

Conte stanco e padrino della cresima – Marcello Sorgi è un grande giornalista. Ha diretto il TG1, La Stampa, ha scritto libri e tanto altro. Insomma, un intellettuale un maître à penser, un santo maestro del pensiero che dopo il discorso di Conte alla Camera ci fa sapere che lo stesso è «stanco». Chissà se Conte, come Casini, è un ballerino. Non credo perché in quel caso non sarebbe “stanco” perché allenato. E poi, sempre secondo il grande giornalista, negli interventi del presidente del Consiglio «manca l’anima». Chissà dove sarà. L’ha lasciata a casa, in auto, l’ha venduta a qualcuno? Boh! Non è dato sapere. Per fortuna arriva Repubblica che in un profondo articolo non spiega dov’è l’anima di Conte, ma in compenso scrive che la piega dei capelli era «impeccabile», mentre la mise era da «testimone della sposa» o, meglio ancora, da «padrino della cresima». Dopo aver letto queste cronache, Giuseppe Conte ha deciso di dimettersi e di non andare più dal parrucchiere.

Il papa e la stampa – Andare e vedere, consumare la suola delle scarpe, stare sul campo per raccontare la realtà guardandola con i propri occhi. L’ha affermato papa Francesco al termine dell’Angelus nel giorno in cui si celebra San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Sul tema dell’informazione Francesco denuncia il rischio di un appiattimento, in «giornali fotocopia o in notiziari tv e radio e siti web sostanzialmente uguali, dove il genere dell’inchiesta e del reportage perdono spazio e qualità a vantaggio di una informazione preconfezionata, di palazzo, autoreferenziale, che sempre meno riesce a intercettare la verità delle cose e la vita concreta delle persone, e non sa più cogliere né i fenomeni sociali più gravi né le energie positive che si sprigionano dalla base della società». Chissà se Bergoglio pensava a certi giornali.

Il Sole splende poco – La scorsa settimana vi avevamo ragguagliato sulle imprese dell’ex direttore del Sole 24Ore. Oggi parliamo ancora del Sole, organo della Confindustria, che ha deciso, improvvisamente di chiudere il mensile IL. Sembra a causa del calo dei ricavi pubblicitari in conseguenza al Covid. In realtà, molti giornalisti pensano che c’è una volontà di dirottare gli inserzionisti verso il quotidiano considerato che anche lì la pubblicità è diminuita. Nello scorso aprile era stato fatto anche un restyling del mensile e annunciato che IL avrebbe continuato a raccontare «l’Italia di straordinaria bellezza». I tre redattori che facevano il mensile, sono stati messi in cassa integrazione a zero ore per due anni. C’è stato uno sciopero di solidarietà da parte dei giornalisti del quotidiano che hanno sottolineato che il gruppo di Confindustria ha fatto ricorso a «tutte le misure straordinarie di sostegno pubblico». In particolare lo scorso maggio il gruppo ha avanzato la richiesta di cassa Covid e a luglio è stato finalizzato un prestito da 37 milioni di euro erogato da un pool di banche ma garantito dal ministero del Tesoro tramite Sace e pertanto con tassi di interesse particolarmente vantaggiosi. Fin dallo scorso novembre i giornalisti avevano votato la sfiducia al direttore Fabio Tamburini il quale, nel frattempo, ha annunciato che il 16 marzo prossimo il Sole cambierà formato. Diventerà un tabloid “lungo”.


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