"Si arriverà a una sanità privata, ma privata di tutto"
Policlinico G. Martino di Messina, analisi e considerazioni. Intervista a Rosa Lisitano, dirigente sindacale USB.
Parlare di sanità in Italia è come sfatare un tabù o, se preferite, aprire un vaso di Pandora con il quale scaricare sull’utenza, malati per essere precisi, il vento delle contraddizioni sulle belle e prolisse parole spese sul nostro SSN e gli addetti che ne fanno parte e, più realistica, una condizione di lavoro che non consente di offrire un servizio, garantito dall’art. 32 della Costituzione che, per i distratti, riportiamo di seguito: L’articolo 32 della Costituzione italiana tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività. La Repubblica garantisce cure gratuite agli indigenti e nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario se non per legge, che non può violare il rispetto della persona umana.
Un confronto con la realtà quotidiana che fa dell’Italia, uno dei Paesi più discutibili sul rispetto di questo diritto del cittadino, spesso non solo bistrattato, ma privato dei finanziamenti sufficienti atti a garantire un servizio efficiente e gratuito.
In ambito siciliano, abbiamo voluto scambiare qualche opinione con Rosa Lisitano, da 18 anni Dirigente Sindacale USB, fa parte del Coordinamento Nazionale e Regionale USB, Componente dell’Esecutivo della Federazione di Messina, che gentilmente ci ha rilasciato una breve intervista.
Girodivite: Il Policlinico di Messina è stato oggetto negli anni di diverse ispezioni, legate a svariati motivi di disservizio per l’utenza. In cosa sono stati utili e quali le negligenze effettive che sarebbe stato utile evidenziare?
Rosa Lisitano: Il Policlinico di Messina ha recentemente ricevuto attenzione per diverse ispezioni legate a motivi di disservizio per l’utenza, come ad esempio le problematiche relative al pronto soccorso pediatrico. Il Comitato di Difesa del pronto soccorso pediatrico ha chiesto ispezioni regionali per affrontare queste criticità, le lacune nell’organizzazione e nella gestione dei servizi offerti dal Policlinico sono ormai agli occhi di tutti. Bisogna migliorare la qualità delle cure e dei servizi offerti ai pazienti. Assicurare che il Policlinico operi in condizioni di sicurezza per i pazienti e il personale. La carenza di personale e risorse impattano sulla qualità dei servizi offerti. La mancanza di procedure o protocolli adeguati portano tante volte a errori o ritardi nella gestione dei pazienti.
Girodivite: I tagli alla Sanità, operati negli ultimi anni da qualsiasi governo si sia succeduto, hanno portato disagi e disservizi, dimostrando come l’esperienza della Covid non abbia insegnato nulla. A livello locale, quali conseguenze si sono registrate al Policlinico di Messina?
Lisitano: I tagli alla sanità a Messina hanno avuto conseguenze gravi e preoccupanti. Il Policlinico di Messina ha subito riduzioni significative nei fondi destinati alla messa in sicurezza degli ospedali, con oltre sette milioni di euro sottratti. Questo ha portato alla riduzione della qualità e accessibilità delle cure, la mancanza di fondi ha compromesso la qualità delle cure e l’accessibilità dei servizi sanitari.
Questo è un rischio per la sicurezza dei pazienti e del personale. La situazione è critica e richiede un’azione concertata per garantire un servizio sanitario pubblico e universale di qualità.
Girodivite: Dall’ultimo comunicato stampa diffuso dalla Usb, si evidenzia una gestione sommaria e sicuramente migliorabile del Policlinico di Messina. Puoi descriverci nel dettaglio le problematiche e le priorità che dovrebbero essere attenzionate?
Lisitano: Al Policlinico di Messina purtroppo negli ultimi tempi si registra una gestione che sicuramente dovrebbe essere migliorata. Il personale è alla frutta. Non si riesce più a lavorare in sicurezza. La mancanza di determinate procedure nella gestione degli appoggi in altri reparti di pazienti per il sovrannumero dei ricoveri, mette in pericolo sia il personale che l’utenza. In tanti reparti non ci sono medici di notte e nei festivi, come in chirurgia pediatrica, il personale infermieristico è costretto anche a lavorare da solo con grande rischio. Ed è successo che sia arrivato un ricovero di un pazientino in appoggio dall’ortopedia pediatrica senza il medico di riferimento, proprio perché non esiste una procedura e ognuno fa quello che vuole. La mancanza di personale si ritrova in tutte le categorie e i lavoratori sono costretti a turni esasperati con grave rischio di eventi avversi.
Girodivite: Nella generalità di giudizio della Sanità isolana, le lacune emergono da qualsiasi realtà. La vicenda di Trapani e la continua minaccia della chiusura del reparto di cardiochirurgia pediatrica di Taormina, quali prospettive future fanno presupporre sulla gestione pubblica della sanità siciliana, ma anche nazionale?
Lisitano: La sanità siciliana, ma anche nazionale sta affrontando diverse sfide legate alla gestione pubblica. La vicenda di Trapani e la minaccia di chiusura del reparto di cardiochirurgia pediatrica di Taormina evidenziano alcune lacune nella gestione sanitaria pubblica, le prospettive future per la gestione pubblica della sanità siciliana, dipenderanno dalla capacità di affrontare le sfide legate allo sviluppo delle competenze, all’innovazione e alla gestione delle risorse. È fondamentale investire nelle aree più critiche e promuovere la collaborazione tra enti per garantire un sistema sanitario pubblico efficiente e di alta qualità. Noi avevamo una sanità pubblica che tutto il mondo ci invidiava, ora gli interessi privati prevalgono, e si arriverà a una sanità privata ma privata di tutto.

- Rosa Lisitano
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