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Pisa, 23 marzo 2026: La battaglia sulle idee woke negli Stati Uniti d’America

Censura e rimozione delle idee woke negli Stati Uniti

di Salvatore A. Bravo - lunedì 23 marzo 2026 - 647 letture

La Normale di Pisa ha acquisto il fondo Nimitz, gesto meritorio e simbolico con cui l’istituzione ha denunciato la contrazione della democrazia nella potenza mondiale che la vorrebbe esportare: gli Stati Uniti. In linea con le direttive del Governo centrale statunitense l’Accademia navale degli Stati Uniti ha eliminato dalla consultazione 381 libri rei di toccare temi “non graditi” al Governo centrale. Tematiche riguardanti la diversità e la cultura woke.

In una democrazia la battaglia culturale avviene mediante il confronto tra le idee, si è scelta invece la via della censura. Il disprezzo per gli oppositori e per le prospettive politiche differenti è il segno dello svuotamento della democrazia di ogni idealità reale.

La Normale di Pisa ha acquisito una quarantina di titoli tra quelli censurati e li metterà a disposizione degli studiosi e degli utenti. Così La Normale di Pisa ha giustificato il fondo:

"per continuare a tenere accesi i riflettori sulla situazione che scuole e accademie statunitensi stanno vivendo in questa fase"

Siamo dinanzi all’accelerazione sempre più violenta della censura di Stato e del potere. Lo Stato non è più garante, neanche formalmente, della libera circolazione delle idee, ma è strumento e mezzo delle oligarchie, è ormai “proprietà feudale” del potentato di turno. Il diritto è stato sostituito con la forza, per cui le oligarchie al potere impongono le idee funzionali alla loro egemonia culturale. Nessuna dialettica e nessuno spazio di libera discussione in quanto le oligarchie “subodorano” la vittoria definitiva delle borghesie capitalistiche, per cui possono intervenire per neutralizzare la dialettica democratica e avviare l’obbedienza ai modelli conformi al potere.

La democrazia statunitense e occidentale, e questo è il dato più inquietante, non teme le reazioni e le azioni degli oppositori e del popolo, in questi decenni il capitalismo ha iniettato il suo veleno e ha addestrato la popolazione ad accettare come “normale” la legge del più forte, la quale ha il potere di espungere testi e di filtrare le idee che devono circolare. La decadenza dell’occidente è palese e non è necessario guardare in direzione della campagna di guerra che incamera sconfitte e la conferma che il tempo del potere assoluto a stelle e strisce è finito da tempo, poiché le democrazie controllate dalle plutocrazie ormai si percepiscono assediate e prossime al tramonto, pertanto non agiscono ma reagiscono. Vorrebbero sopravvivere alla loro agonia fermando il tempo e le idee buone o cattive che siano. Si censura e si bombarda in nome della democrazia, ma ormai nessuno crede minimamente ai “valori proclamati”. Il mondo guarda con sgomento e disprezzo coloro che si dichiarano democratici e nel contempo censurano.

Mai come in questo tempo storico la democrazia come valore non è esportabile, poiché i popoli che dovrebbero democratizzarsi sono costretti a subire bombe e aggressioni, mentre l’unico modo per esportare la democrazia è la coerenza tra “i valori proclamati e la prassi”. L’iniziativa della Normale di Pisa sarà presentata il 23 marzo nell’Aula Magna di Palazzo Vegni a Firenze. In tempi di censura l’iniziativa è lodevole e si spera possa aprire un dibattito sulla normalità con cui si rimuovono i libri e le idee nell’Occidente democratico.


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