Pigmenti - Analisi p-XRF (fluorescenza a raggi X portatile)

di Redazione Zerobook - martedì 13 settembre 2022 - 1647 letture

Un’ispezione in situ e non distruttiva delle pitture murali è stata effettuata utilizzando la p-XRF al fine di identificare gli elementi cromofori e ottenere informazioni sulla composizione degli strati pittorici. In totale sono state eseguite 11 misurazioni su aree selezionate delle rappresentazioni pittoriche murali. Sono stati acquisiti sei spettri XRF dal polittico Teoria dei Santi (ESM 4A-B) e cinque dalla Madonna del Latte (ESM 4C-D). I risultati dell’analisi XRF con le composizioni chimiche relative ai diversi colori sono riassunti nella Tabella 1.

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Tab. 1

Tabella 1 Risultati dell’indagine in situ p-XRF delle pitture murali della Grotta del Crocifisso, i codici dei campioni, punti di misura, colori analizzati colori analizzati, elementi rilevati e pigmenti pigmenti dedotti; tr, tracce

I colori esaminati sono i seguenti: rosso, giallo, verde, marrone e blu scuro. Nella rappresentazione pittorica della Madonna del Latte sono stati indagati i pigmenti rossi, gialli e blu: rispettivamente il blu scuro del manto della Madonna, il giallo dell’aureola della Madonna e il verde dell’abito del Bambino Gesù. Per quanto riguarda la rappresentazione della Teoria dei Santi, sono stati esaminati il pigmento rosso dei manti di S. Elisabetta e di San Nicola, il giallo dell’aureola della Madonna Odigidria, il marrone dei capelli di San Giovanni Battista e il pigmento blu scuro dei fondi di San Leonardo e di San Nicola.

Il calcio e il ferro sono gli elementi più abbondanti che caratterizzano i pigmenti, insieme a tracce di P, S e K. Le tracce di P potrebbero essere genericamente attribuite all’attività biologica o a una contaminazione organica relativamente più recente. Piccole quantità di S e K possono essere ragionevolmente attribuite alla presenza di prodotti secondari dell’alterazione (gesso, nitrato di potassio e solfato di solfato di potassio) che si sono formati nel corso dei secoli sia sulle aree sia sulle aree dipinte che direttamente nel corpo dell’intonaco di supporto.

La presenza di Ca può essere attribuita al legante calcareo della pellicola pittorica, mentre il Fe è stato identificato come il principale elemento cromoforo nei pigmenti rossi, gialli, marroni e verdi; era infatti presente in quantità considerevoli, insieme a tracce di Mn. Questi ultimi elementi caratterizzano notoriamente le "ocre" che sono tra i pigmenti minerali naturali più utilizzati nelle pitture murali (Siddall 2018). Al contrario, secondo le misure p-XRF, nel caso del pigmento blu non sono stati evidenziati elementi cromofori specifici, a parte quantità trascurabili di Fe e tracce di P e K (ESM 4D).

Sono state quindi prese in considerazione ulteriori metodologie diagnostiche per un’indagine più approfondita e alcuni microframmenti rappresentativi del pigmento blu scuro sono stati raccolti per essere analizzati mediante SEM-EDS, FTIR e RS.


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