Persone: Brigitte Bardot, attrice
La sua Fondazione "annuncia con immensa tristezza la scomparsa della sua fondatrice e presidente, attrice e cantante di fama mondiale, che ha scelto di rinunciare alla sua prestigiosa carriera per dedicare la sua vita" al benessere degli animali.
"La Fondazione Brigitte Bardot annuncia con immensa tristezza la scomparsa della sua fondatrice e presidente, Brigitte Bardot, attrice e cantante di fama mondiale, che ha scelto di rinunciare alla sua prestigiosa carriera per dedicare la sua vita e le sue energie al benessere degli animali e alla sua Fondazione", si legge nel comunicato inviato all’AFP, senza specificare la data o il luogo del decesso.
Brigitte Bardot si è ritirata dalla recitazione più di cinquant’anni fa, lasciando dietro di sé una cinquantina di film e due scene entrate a far parte del pantheon del cinema: un mambo febbrile in un ristorante di Saint-Tropez in "E Dio creò la donna" e un monologo di nudo all’inizio di "Il disprezzo".
Fonte: RaiNews

- Brigitte Bardot nel 1962
È morta Brigitte Bardot
È stata una delle attrici più affascinanti, famose e discusse della storia del cinema e non solo: aveva 91 anni
È morta Brigitte Bardot, una delle attrici più celebri della storia del cinema, riferimento di stile e cantante di successo. Conosciuta anche semplicemente con le sue iniziali, B.B., Bardot rappresentò un ideale di bellezza e sensualità inedita per gli anni Cinquanta e Sessanta, e nella cultura popolare del tempo ebbe un impatto paragonabile solo a quello di attrici come Sophia Loren e Marilyn Monroe.
Recentemente era stata ricoverata due volte all’ospedale privato Saint-Jean di Tolone, nel sud della Francia, e aveva subito un delicato intervento chirurgico per una grave malattia. Aveva compiuto 91 anni lo scorso 28 settembre.
Tra le interpretazioni più riuscite e ricordate di Bardot ci sono quelle in Piace a troppi (noto anche come E dio creò la donna), Il disprezzo, La verità e Un americano a Parigi. Anche se non recitava più dai primi anni Settanta, nell’ultimo mezzo secolo si era continuato a parlare di lei un po’ per il suo impegno per i diritti degli animali e un po’ per certe posizioni controverse. Nell’immaginario collettivo d’altra parte Bardot è sempre stata vista come una diva diversa da tutte le altre: più estroversa, dissacrante e “scandalosa”, sempre pronta a ostentare opinioni contrarie alla morale comune.
Il ruolo che rese Bardot una celebrità fu quello della ragazza disinibita e sfrontata che crea un certo scompiglio nel paesino di Saint-Tropez in Piace a troppi, del 1956. Giornalisti e critici cinematografici rimasero molto colpiti dalla celeberrima scena di ballo in cui si muove come se fosse in trance, incarnando un ideale di sensualità quasi oltraggioso per i tempi, e cominciarono così a descriverla come il simbolo di uno stile di vita esuberante, disinvolto e libertino. Anche grazie all’enorme popolarità del film, Saint-Tropez diventò peraltro una delle mete turistiche più note della Costa Azzurra.
Nel 1960 Bardot recitò in La verità di Henri-Georges Clouzot, che in Francia fu un grande successo e venne candidato come miglior film straniero agli Oscar, mentre due anni dopo recitò con Marcello Mastroianni in Vita privata di Louis Malle. Un altro regista che contribuì alla sua consacrazione fu Jean-Luc Godard, che la volle come protagonista del film Il disprezzo (1963), che esaltò non solo la sua bellezza, ma anche le sue doti di attrice drammatica. Già in quel periodo alla carriera da attrice affiancò quella da cantante, collaborando soprattutto con il paroliere Serge Gainsbourg. Il loro album più famoso fu Bonnie and Clyde, pubblicato nel 1968.
Il successo di Bardot fu da subito talmente grande che per lei era impossibile farsi vedere in pubblico senza essere avvicinata da giornalisti e curiosi, o perseguitata da paparazzi che spuntavano ovunque: «So cosa si prova a essere braccati», raccontò in un’intervista al Guardian nel 2019. Bardot scelse di lasciare il cinema nel 1973, a soli 39 anni. La sua enorme celebrità l’aveva ormai «soffocata».
A differenza di altre attrici del suo tempo, come Gina Lollobrigida e Sophia Loren, Bardot non veniva dalla classe operaia. Nacque il 28 settembre del 1934 in una famiglia agiata e cattolica di Parigi, crebbe in un appartamento di lusso non distante dalla Torre Eiffel e a 13 anni cominciò a studiare danza classica. La sua vita cambiò nel marzo del 1950 quando, a 15 anni, posò per la rivista Elle: fu notata da Roger Vadim, che allora era un aspirante regista, ne restò impressionato e la convinse a diventare attrice.
Bardot e Vadim si sposarono quando lei compì 18 anni, e avevano già avviato una relazione lavorativa che culminò appunto in Piace a troppi. Si lasciarono nel 1957, ma la loro complicità artistica proseguì. Negli anni successivi lavorarono insieme in altri quattro film: Gli amanti del chiaro di luna (1958), A briglia sciolta (1961), Il riposo del guerriero (1962) e Una donna come me (1973), che fu l’ultimo film di Bardot assieme a Colinot l’alzasottane, dello stesso anno.
Bardot si sposò altre tre volte: con l’attore Jacques Charrier, da cui ebbe un figlio; con il milionario tedesco Gunter Sachs, da cui divorziò nel 1969; e infine con l’imprenditore Bernard d’Ormale, molto vicino al partito dell’estrema destra francese di Marine Le Pen, con cui rimase fino alla morte. Dopo aver lasciato il cinema continuò a vivere nella sua villa di Saint-Tropez, e si ritirò quasi completamente dalla vita pubblica.
Dagli anni Ottanta di lei si è parlato soprattutto per la sua fondazione per i diritti degli animali, per le simpatie per l’estrema destra francese e per alcune uscite omofobe e critiche dell’Islam. Bardot comunque non nascose mai di essere una conservatrice, e lontana anche dalle istanze femministe. Lo scorso maggio in una delle sue rare interviste aveva difeso il noto attore francese Gérard Depardieu, poi condannato per aggressione sessuale, e in precedenza aveva criticato anche il movimento #MeToo.
A inizio ottobre aveva pubblicato in Francia Mon BBcédaire, un libro in cui racconta la sua vita e la sua carriera. A metà anni Novanta aveva già scritto un’autobiografia, pubblicata in Italia da Bompiani nel 2003: Mi chiamano B.B..
Fonte: Il Post.
Per i 90 anni, nel 2024, era stato pubblicato da Rainews questo articolo:
Tra amori, film e moda, BB ha segnato un’epoca diventando un mito
In solo 20 anni di carriera l’attrice sex symbol ha girato film importanti per la storia del Cinema e rivoluzionato moda e costume, restando per sempre una icona di femminilità e coraggio.
Brigitte Bardot, per tutti semplicemente B.B., compie 90 anni e li festeggia nell’eremo della sua villa La Mandrague a Saint Tropez.
Parlando del proprio compleanno importante, la Bardot, che celebrò i 40 anni posando per Playboy, ha detto di recente a Le Monde: "Scorreva su di me, giorno dopo giorno, senza preoccuparmene. Non so se sono vecchia e non voglio saperlo. Continuo a vivere come meglio posso".
I suoi amori, da Jean-Louis Trintignant a Gilbert Bécaud, da Raf Vallone, Sacha Distel e Jacques Charrier (padre del suo unico figlio Nicolas-Jacques) a Glenn Ford, Günter Sachs, Serge Gainsbourg e Gigi Rizzi, hanno tenuto banco per anni sui giornali di gossip e ancora oggi c’è una grande curiosità riguardo alla vita della mitica B.B., perché, lasciato il mondo del cinema nel 1973, l’attrice ha continuato a esporsi curando i temi che ha a cuore, diventando - seppur con una vita assai ritirata - un’attivista molto influente: "Non vedo più nessuno o poca gente, e vivo con gli animali", disse diversi anni fa l’ex modella che vive a La Madrague, da dove si batte per i diritti degli animali (è vegetariana e nel 1986 ha istituito la “Fondazione Brigitte Bardot” per il benessere e la protezione degli animali, finanziata con la vendita all’asta dei suoi gioielli e di altri oggetti personali) e da dove non esita a prendere posizioni anche su temi come l’omosessualità e l’Islam.
La Bardot ha anche ricevuto diverse multe per "incitamento all’odio razziale" e ha sostenuto apertamente Putin e Marine Le Pen (l’attuale marito, Bernard d’Ormale, è un esponente del Front National).
Parlando della propria età, BB, che festeggiò i 40 anni posando per Playboy, di recente ha detto a Le Monde: "Scorreva su di me, giorno dopo giorno, senza preoccuparmene. Non so se sono vecchia e non voglio saperlo. Continuo a vivere come meglio posso".
La Bardot fu scoperta dalla rivista di moda "Elle", che nel maggio del 1949 le dedicò una copertina e un servizio fotografico, ma il primo incontro con il pubblico fu quando aveva 14 anni, in occasione di una sfilata organizzata da sua madre, proprietaria di un negozio di cappelli d’alta moda. Dopo quella occasione, fu scelta per posare per una collezione dedicata ai teen-ager dal settimanale "Jardin des modes".
Tanto forte e rivoluzionario il suo stile che ancora oggi si definisce "alla Bardot" un particolare tipo di scollatura: a collo largo, aperto, che espone entrambe le spalle. B.B ha dato anche il via ai trend dei golf lavorati a maglia e agli abiti con fantasia a quadretti. Ma soprattutto, ha sdoganato e reso famoso il bikini, indossandolo quando ancora nessuna donna osava farlo.
Tra i suoi tanti film si ricordano Le Trou normand, regia di Jean Boyer (1952), Manina ragazza senza veli (Manina, la fille sans voiles), regia di Willy Rozier (1952), Il figlio di Caroline Cherie (Le fils de Caroline chérie), regia di Jean-Devaivre (1955), Ragazze folli (Futures vedettes), regia di Marc Allégret (1955), Mio figlio Nerone, regia di Steno (1956), Miss spogliarello (En effeuillant la marguerite), regia di Marc Allégret (1956), La sposa troppo bella (La mariée est trop belle), regia di Pierre Gaspard-Huit (1956), Piace a troppi (Et Dieu... créa la femme), regia di Roger Vadim (1956), Una parigina (Une parisienne), regia di Michel Boisrond (1957), Gli amanti del chiaro di luna (Les bijoutiers du clair de lune), regia di Roger Vadim (1958), La ragazza del peccato (En cas de malheur), regia di Claude Autant-Lara (1958), Babette va alla guerra (Babette s’en va-t-en guerre), regia di Christian-Jaque (1959), La verità (La vérité), regia di Henri-Georges Clouzot (1960) con cui vinse il David di Donatello nel 1961 come Miglior attrice straniera.
E poi ancora: Il riposo del guerriero (Le repos du guerrier), regia di Roger Vadim (1962), Il disprezzo (Le mépris), regia di Jean-Luc Godard (1963), che la volle anche per il cortometraggio Bande-annonce de ’Le mépris’, (1963). Gli ultimi film sono stati Una donna come me (Don Juan ou Si Don Juan était une femme...), regia di Roger Vadim (1973) e Colinot l’alzasottane (L’histoire très bonne et très joyeuse de Colinot Trousse-Chemise), regia di Nina Companeez (1973).
Fonte: RaiNews.
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