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Perché gli animali interessano agli esseri umani?

Nella stessa arca : storie di anime animali / aa.vv. ; a cura di Alessandra Calanchi. - Senigallia : Ventura edizioni, 2025. - 356 p. - (Spiaggia Libera). - ISBN 979-12-82196-18-5.

di Alberto Di Capua - lunedì 14 luglio 2025 - 683 letture

L’etologo Desmond Morris (La scimmia nuda e L’animale umano) ha spesso analizzato il comportamento umano da una prospettiva zoologica. Per quanto riguarda il rapporto tra umani e animali domestici, Morris suggerisce che gli animali possono effettivamente colmare alcune delle lacune emotive e sociali che gli esseri umani possono sperimentare. Per molte persone, infatti, soprattutto coloro che vivono da soli come gli anziani, o chi ha difficoltà a stabilire legami sociali, gli animali domestici rappresentano una fonte vitale di conforto, connessione e, sì, una forma di intimità che arricchisce notevolmente la loro vita.

NELLA STESSA ARCA. STORIE DI ANIME ANIMALI è proprio questo! Un libro leggero e collettivo dove molti animali (si fa per dire) fanno conoscere la propria storia di amicizia, di affetto, di relazione con gli esseri umani. Consigliato per tutte le età, a chi sta al mare, in montagna, o rilassato nell’amaca del suo terrazzo. Si legge bene durante il giorno o prima di addormentarsi, e poiché ogni racconto non supera in media le 10 pagine, il tempo di lettura è veloce e al contempo invita sempre alla riflessione personale. È una piccola “fattoria” dove gli animali parlano e si raccontano, si conoscono e fanno amicizia. Non hanno velleità di diventare grandi scrittori perché desiderano solo di cimentarsi nella scrittura di brevi brani spesso autobiografici. Sono attenti, scrupolosi e con il desiderio di continuare dopo questa prima avventura.

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Copertina di Nella stessa arca, a cura di Alessandra Calanchi

Voglio in primo luogo ringraziare Ventura Edizioni, che ha avuto l’idea di raccogliere questi piccoli brani di saggezza tematica, valorizzando e promuovendo piccoli e sconosciuti autori e autrici del nostro tempo, mettendoci l’energia e il tempo per realizzare sulla pagina i loro sogni. E dovrei dire “nostri”, perché anche io faccio parte della raccolta, e questa recensione vuole essere una prova anticonvenzionale di una collaborazione innovativa che mette insieme autori e autrici, editrice, recensore (e speriamo lettori e lettrici) senza che nessuno sovrasti l’altro, ma anzi con lo spirito di una vera comunità.

NELLA STESSA ARCA è un volume di una trentina di racconti che, come ricorda l’autrice della Prefazione (Alessandra Calanchi), si colloca a pieno diritto nel recente campo degli animal studies, disciplina ombrello che riconosce e restituisce all’ambiente e ai suoi abitatori il legittimo spazio nella catena dei viventi come protagonisti e non come semplice sfondo. In questa ottica l’animale non viene considerato un mero accessorio, o un essere inferiore, ma un personaggio a tutti gli effetti, un agente vero e proprio, corresponsabile ma anche degno di cura e dotato possibilmente di punto di vista....

Per capire meglio i contenuti di questo testo cooperativo è utile a questo punto citare alcuni racconti e fare qualche breve commento. I racconti di Roberta Lommi (La svolta) e quello di Jara Vernarecci (Fiammifero e la Signora Bianca) mettono in evidenza quanto sia importante la presenza degli animali nella vita delle persone con disabilità o anziane. Quello che colpisce in particolare quanto sia difficile valutare l’impatto di questi animali su tali persone. Lo rivela Davide con il volpino, o Fiammifero che addirittura riesce a imporsi all’attenzione di Bianca (realtà o fantasia?) … certo l’opera di mediazione di una persona competente sembra necessaria, ma si rivela spesso complessa e non sempre fruttuosa. Per esempio, alcune persone molto anziane, pur amando gli animali e in particolari i gatti, hanno sempre detto di no ad accoglierne uno. Loro affermano: preferiamo la compagnia degli esseri umani. Ma questa è un’altra storia…

I racconti di Carla Giacometti (Raccolta differenziata) e quello di Diana Sinigaglia (Quell’un percento) hanno in comune i rifiuti. Gli animali in questi due racconti non hanno un ruolo determinante perché la raccolta differenziata e lo spreco sono l’una antitesi dell’altra e noi umani siamo assoluti protagonisti. Carla dice che la sua vita sembra spazzatura scandita dalla raccolta differenziata, attività che lei considera utile, gradita e soprattutto civica perché connessa alle altre esistenze. Invece il racconto di Diana è uno schiaffo a chi non ha nemmeno il cibo per nutrirsi. E lo dimostra attraverso uno di questi rituali orribili che sono i safari, le crociere, le vacanze in albergo dove non si aspetta altro che riempirsi smisuratamente gli occhi, i piatti e la pancia e cercare un angolo dove non essere disturbati. Il primo racconto rivela educazione civica, il secondo indignazione all’indifferenza verso lo spreco e lo scarto, figli della nostra economia capitalistica.

I racconti di Camilla Pazzaglia (M’è dolce naufragare in questo Mare) e di Marta Costantini (E io?) sono molto simili perché entrambi pongono la questione della propria esistenza al centro di una famiglia. Mare (un gatto) spera di farsi accogliere dalla nuova famiglia essendo lui un trovatello, e Giorgia (una cagna gelosa) vede con preoccupazione la venuta nella sua famiglia di Mattia (un cucciolo). Quello che accomuna i due esemplari è l’attesa. Un’attesa paziente, rispettosa delle decisioni della famiglia, mai insofferente e che in entrambi i casi si risolve positivamente. Insomma, quasi un verdetto che spesso somiglia a quello che noi umani ci troviamo a vivere quando attendiamo l’esito delle altrui decisioni sul nostro futuro.

Il racconto di Francesco Trombetta (Memoria di gatto), infine, è di grande ispirazione. Struffolo, un cagnolino ferito, che torna nel sacco del vecchio carrello della spesa, dove era nato, conferma che la memoria non è di tipo dimensionale (più sei grande e più ne hai) ma rigenerativa. Ossia lui torna all’origine della sua esistenza per ritrovarsi e poi ripartire con nuove ragioni di vita. Il sacco ricorda quel fumetto di Corto Maltese (Hugo Pratt) dal titolo “La Corte Sconta detta Arcana”, in cui la Corte sconta è il cortile chiuso della sua Venezia dove l’eroe ama rifugiarsi per stare veramente da solo e trovare nuove energie per nuove avventure. La nostra memoria è costruita così, come un entrare e un uscire da spazi intimi che solo noi abbiamo potuto conoscere.

La prospettiva di Desmond Morris, descritta all’inizio, è dunque valida… e gattini, uccellini o cagnolini possono fungere effettivamente da surrogati dell’intimità per gli esseri umani, colmando alcune delle loro lacune emotive e sociali. Ma non solo, perché molti animali ci fanno scoprire, attraverso alcune loro caratteristiche comportamentali, che addirittura sono imitati dagli stessi esseri umani. È il caso del paguro Bernardo, della falena Antonia e del gamberetto Tiziano descritti in Bifore dal sottoscritto, Alberto Di Capua.

Impariamo molto dagli animali, dunque, perché ci aiutano a capire meglio noi stessi, allargando la prospettiva e di conseguenza l’attenzione verso un mondo animale, spesso maltrattato e ancora molto sconosciuto.

Chiedo scusa agli autori e autrici che non ho citato, ma i racconti sono veramente tanti ed è giusto che i lettori e le lettrici possano scoprirli aprendo le pagine di questo volume con la dovuta curiosità e meraviglia – fin dalla copertina, veramente efficace, a opera di Claudia Del Curto.


Autori e autrici: Roberto Campagnacci, Alessandro Cannata, Marta Costantini, Gianni Darconza, Ivana De Nardo, Alberto Di Capua, Giampaolo Feligioni, Silvana Ferretti, Carla Giacometti, Antonia Lalandre, Orione Lambri, Mariangela Lando, Roberta Lommi, Roberta Melchiori, Jacopo Mengarelli, Alessandra Molinari, Alessandra Montali, Alessio Paša, Camilla Pazzaglia, Alessia Pellegrini, Fabrizio Petrolati, Diana Maria Rosati, Diana Sinigaglia, Francesco Trombetta, Jara Vernarecci, Graziano Zambarda.



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