Perché bisogna essere contro la guerra e la povertà

Tutte le criticità stanno emergendo con gli investimenti del Pnrr per fare decollare i progetti. Difficoltà nel progettare, nelle gare d’appalto, nella revisione dei prezzi e nella rendicontazione...

di Luigi Boggio - martedì 19 dicembre 2023 - 1011 letture

Fame di potere, occupazione, agitazione, urla, paura dell’avversario e di quelli che scrivono liberamente di mafia e di corruzione. La signora degli anelli non sa più cosa fare per mantenersi in equilibrio per soddisfare famiglie e gruppi corporativi che non vogliono mollare nulla. Non mollano, ma mollano perché lasciati a se stessi senza protezione e diritti i poveri e i precari per le loro condizioni umane.

Ci si accanisce con provvedimenti che esprimono rabbia e veleno, non ultimo lo stravolgimento del reddito di cittadinanza con quello di inclusione che ha lasciato fuori 900 mila famiglie. Uno strumento contro la povertà che andava meglio affinato soprattutto con l’apporto dei servizi sociali dei Comuni. Senza il loro coinvolgimento e quello delle associazioni che operano nelle aree periferiche delle città non potrà mai venire fuori un quadro attendibile dei bisogni. Non si tratta solamente di far emergere la povertà assoluta, ma anche le tante altre povertà che portano all’esclusione e all’emarginazione le persone e in particolare le nuove generazioni. Ma i Comuni li abbiamo abbandonati a se stessi a causa della politica di austerità e del blocco del turnover.

Tutte le criticità stanno emergendo con gli investimenti del Pnrr per fare decollare i progetti. Difficoltà nel progettare, nelle gare d’appalto, nella revisione dei prezzi e nella rendicontazione. Una difficoltà dopo l’altra perché manca il personale specializzato in grado di sapere come muoversi e come usare la tecnologia.

Un fine analista ha parlato che il successo del Piano nei prossimi tre anni è legato alla realizzazione degli investimenti sul territorio. Lo dovremmo vedere anche noi nel nostri Comuni. Non solo vederli ma operare che si realizzino con delle iniziative di verifica e di controllo delle forze sociali e sindacali. E’ una sfida che bisogna cogliere con realismo e impegno mettendo da parte però l’ideologia del Pnrr come risolutore di tutti i nostri mali. Sono delle opere pubbliche che hanno un inizio e una fine. Ci sono quelle che creano del lavoro temporaneo e altre stabile. Su queste ultime occorre la massima attenzione per preparare le forme di gestione per evitare la distruzione post con l’abbandono e l’incuria.

A Lentini ce ne sono in bella vista che sguardi distratti possono confondere con i reperti archeologici sparsi sul territorio. Un passato che incrocia il presente di scarso amore per la città e di mala politica che continua. Su queste opere c’è più attenzione e attesa rispetto alla favola del Ponte sullo stretto in quanto bisogna rispettare i tempi per vederli realizzati nel giro di tre anni.

I tempi in politica sono fondamentali anche per cercare di frenare l’emorragia dell’emigrazione che fa perdere energie e intelligenze. Le statistiche ci dicono che siamo scesi sotto i 59 milioni di abitanti con una tendenza alla diminuzione. Si muore e non si nasce per equilibrare. Ci voleva il ricco miliardario americano Musk per dirci che bisogna fare figli con Giorgia in lacrime per la commozione. Dopo però alcune cose glieli potevano spiegare, ma non hanno avuto tempo, forse voglia.

Alla prossima sempre che ci sia del tempo. Un tempo trascorso in un mare di gente che muore in acqua e sotto le bombe. Non lontani da noi, che non vedono, per questo bisogna essere contro la guerra e la povertà.


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