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Per la riconquista dei programmi nazionali e la difesa della libertà d’insegnamento

I nostri interventi, che hanno toccato aspetti differenti della didattica di questa disciplina, sono partiti da un punto di vista comune: noi non accettiamo i contenuti e la scansione dell’insegnamento della storia che sono delineati nelle "nuove" indicazioni nazionali di Fioroni e che riprendono la stessa impostazione già promossa dalla Moratti.

di www.foruminsegnanti.it - mercoledì 7 novembre 2007 - 4885 letture

Proposta a tutte le scuole per preparare insieme un "incontro nazionale per la riconquista dei programmi nazionali e la difesa della libertà d’insegnamento"

Cari colleghi, cari genitori,

siamo insegnanti di diverse città e di tutti gli ordini di scuola. Oggi, 17 ottobre 2007, siamo stati i relatori di una Tavola rotonda che si è tenuta presso l’Università di Bologna sul tema dell’insegnamento della storia, organizzata nell’ambito della Festa della Storia.

I nostri interventi, che hanno toccato aspetti differenti della didattica di questa disciplina, sono partiti da un punto di vista comune: noi non accettiamo i contenuti e la scansione dell’insegnamento della storia che sono delineati nelle "nuove" indicazioni nazionali di Fioroni e che riprendono la stessa impostazione già promossa dalla Moratti.

In esse infatti si prevede un curricolo unico di storia, i cui contenuti vengono affrontati in modo lineare dalla terza elementare alla terza media, semplicemente sommando le conoscenze e facendo così in modo che un bambino esca dalla scuola elementare senza mai aver affrontato gli ultimi due millenni e un ragazzino delle medie non riprenda mai più la storia dell’antichità. Noi sosteniamo che ciò non tiene conto delle tappe dell’età evolutiva, del fatto che l’apprendimento avviene a spirale, cioè ha bisogno di continui ritorni. L’astrazione, la simbolizzazione, il modo di studiare, le possibilità di approfondire di un bambino sono profondamente diversi da quelli di un ragazzino, e proprio per questo è necessario un ritorno ciclico a livelli più approfonditi, per ripensare e scoprire nuovi orizzonti nelle proprie conoscenze e nelle proprie idee. L’idea che sottende il curricolo unico, invece, è quella del "bambino-contenitore", uguale dagli otto ai tredici anni, da riempire di conoscenze in modo unidirezionale (e infine nozionistico).

Lo studio della storia, affrontato in questo modo alla scuola elementare e media, avrà ripercussioni fortemente negative su tutto il successivo percorso di studi dei ragazzi, nella scuola superiore e fino all’università.

D’altra parte, per quel che riguarda la scuola superiore denunciamo il fatto che gli "assi culturali" e i loro obiettivi per il biennio dell’obbligo risultano inconciliabili sia con i programmi vigenti sia con le stesse "nuove" indicazioni nazionali.

Tuttavia gli aspetti critici delle nuove indicazioni nazionali non riguardano solo la storia, ma anche la geografia, le scienze, l’italiano, la matematica.

Soprattutto ci sembra inaccettabile la logica dell’abbandono del programma nazionale, che delineava obiettivi uguali e un territorio culturale comune per tutte le scuole, lasciando alla libertà degli insegnanti la scelta su come far praticare questo territorio ai ragazzi, per affermare invece la logica delle indicazioni, che aprono la strada ad obiettivi e livelli di apprendimento molto diversi da scuola a scuola, da città a città, da alunno ad alunno. Questa logica ribalta il senso della scuola pubblica: non più luogo per superare le disuguaglianze e affermare i diritti di tutti, ma strumento per ratificare le differenze sociali.

Pensiamo che la deriva iniziata in questi anni debba essere fermata con un ritorno ai programmi nazionali, in particolare quelli del 1985 per la scuola elementare, del 1979 per le medie e del 1991 per la scuola dell’infanzia. Non si tratta di programmi perfetti e certamente molti problemi già esistenti andranno affrontati, ma il loro ripristino è oggi necessario come punto di partenza per sanare i danni già provocati e per fermare la logica del "curricolo di scuola" che porta alla frantumazione del sistema scolastico nazionale e dei diritti di uguaglianza sanciti dall’art. 3 della Costituzione.

Per fare questo riteniamo prima di tutto importante aprire una vera discussione nel Paese, nelle scuole, tra gli insegnanti.

Tante questioni vengono sollevate da insegnanti e genitori, e tutte devono essere affrontate e discusse: sia sul piano dei contenuti particolari delle singole discipline nelle indicazioni nazionali e negli assi culturali di Fioroni, sia sul piano della filosofia di fondo che le ispira, del ruolo dello Stato che vi si delinea, come di quello dell’insegnante e delle scuole.

La tavola rotonda di oggi vuole essere un primo contributo a questa discussione, a partire dai diversi punti di vista emersi.

È per questo che lanciamo una proposta precisa: organizzare nelle scuole, nei quartieri, nelle città, momenti di scambio, di approfondimento, di discussione.

E in questo modo aprire la prospettiva di un "Incontro Nazionale per la riconquista dei programmi nazionali e della libertà d’insegnamento", sulla base del quale far sentire la voce delle scuole e le loro argomentazioni, al ministro e al governo.

Maurizio Balsamo, per il Forum Insegnanti, Trapani
Rolando Dondarini, docente di didattica della storia, Università di Bologna
Mirco Pieralisi, insegnante scuola primaria, Bologna
Roberta Roberti, insegnante di scuola secondaria II grado, Parma
Lorenzo Varaldo, insegnante scuola elementare, Torino

Le prime 55 adesioni alla proposta

Nicola Adduci, ("Manifesto dei 500", dottorando in Storia contemporanea, TO); Alessandra Algostino (docente di diritto costituzionale, Università di Torino); Brunello Arborio (amministratore del "Forum Precariscuola"); Giuseppe Bailone, (docente di Filosofia all’Università Popolare di Torino); Monica Bertasi (ins. Caronno-Varese); Elena Baraglia (ins. sc. "Gambaro", TO); Francesco Bonfini, (ins. sc. el. Aldo Moro, Bologna); Sonia Bortolotti (ins. Firenze, rappresentante coordinamento genitori-insegnanti); Monica Capezzuto (ins. t. d. scuola infanzia, Napoli); Mariangela Casalucci (ins. el. Istituto Italiano di Atene); Luca Castrignanò (ins. sc. media San Lazzaro, Bologna); Antonella Chieffa (ins., Abbiategrasso-MI); Giovanni Cocchi, (ins. sc. media Guercino, Bologna); Elena Colombini (ins. Magenta-MI); Rita Defeudis ("Manifesto dei 500", Abbiategrasso-MI); Elena Esposito (ins. sc. infanzia, Castello di Serravalle, BO); Giorgio Faraggiana, (ricercatore Facoltà di Architettura, Torino); Angela Fenocchio (ins. sc. "Aleramo", TO); Gianluca Gabrielli (ins. sc. el. Cesp, Trieste); Gemma Gentile (ins. sc. media, Napoli); Daniele Grego (ins. sc. "Aleramo", TO); Stefania Ghedini (ins. sc. el. XXI Aprile, Bologna); Rossella Lombardi (ins. Ist. Compr. "Trilussa", Milano); Elisa Marchetti, (ins. sc. el., Ferrara); Marzia Mascagni, (ins. sc. el. Longhena, Bologna); Francesco Mele (ins. Carpi, Modena); Giovanna Melega, (ins. scuola elementare Chiostri, Bologna); Salvatore Melilli (Comitato Buona Scuola Modica, RG); Maddalena Micco, (ins. scuola elementare Romagnoli, Bologna); Elena Miglietta (ins. el. Milano); Luisa Mondon (ins. sc. "De Filippo", TO); Guido Montanari, (docente di Storia dell’architettura, politecnico di Torino); Bruno Moretto, (ins. liceo scientifico Sabin, Bologna); Maria Teresa Ollari (ins. ist. compr. "Corcagnano" Parma"); Claudio Palermo (ins. sc. "Muratori" TO); Virginia Petitti (ins. Magenta-MI); Liliana Picciotto, (ins. sc. el. Giordani, Bologna); Carla Pighetti (ins. sc. infanzia, Imola- BO); Donatella Pionzo (ins. sc. "Allievo", TO); Donata Placido (ins. sc. « Franchetti », TO); Claudia Poggio (ins. Acqui-Alessandria); Francesca Portinari (ins. sc. "Costa-San Mauro"-TO); Maria Grazia Rosa (ins. Caronno-Varese); Marcella Roseo (ins. IPS Steiner TO, "Manifesto dei 500"); Mariagrazia Sala (ins. ist. compr. "Trilussa", Milano); Mario Sanguinetti (ins. Bracciano-ROMA); Rosarina Spolettini (ins. "B.V. di Campagna", TO); Ivana Stazio (corsista SSIS, Napoli); Patrizia Tanda (Comitato Buona Scuola, Cagliari); Giorgio Tassinari (docente statistica economica, Università di Bologna); Tiziano Trivella (maestro e coordinatore del sito Nonsoloscuola.org); Gabriella Tull (ins. sc. el. Cesp Trieste); Maria Venticelli, (ins. sc. el. Mattiuzzi Casali, Bologna); Vanna Ventre (ins. "Manifesto dei 500", TO); Maria Grazia Viotto (ins. "Manifesto dei 500", Vigone TO); Paola Zaganelli (ins. sc. el. "Zamboni", Bologna);

PER ADERIRE ALL’APPELLO

( testo e modulo per la raccolta delle sottoscrizioni )

Inviare le firme:

- per posta a "Manifesto dei 500", c/o Lorenzo Varaldo, sc. el. "Sibilla Aleramo", via Lemie 48, 10149, Torino;

- per fax allo 011/290549;

- per e.mail all’indirizzo: info@foruminsegnanti.it (in questo caso specificare se i nominativi dei firmatari possono essere resi pubblici)

- o per via telematica sul sito foruminsegnanti.it cliccando qui


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