Pasticcio al TG1: trasmettono filmato anti Green Pass

Diffusione di quotidiani e settimanali ‒ Nasce la Tv di capitano Ultimo ‒ Giornalisti ancora aggrediti

di Adriano Todaro - mercoledì 20 ottobre 2021 - 772 letture

PASTICCIO AL TG1 ‒ Sabato 9 ottobre scorso, il telegiornale della rete Rai 1, manda in onda ‒ alle 20 ‒ un lungo servizio sugli scontri di Roma, scatenati dalla protesta anti Green Pass. Proprio all’inizio del servizio, ci sono immagini dell’attacco alla sede della Cgil in Corso d’Italia. Tutto bene? Non troppo perché quel filmato porta la firma (la si vede in alto, a destra dello schermo) di Canale Telegram Guerrieri per la libertà. Si tratta di un gruppo anti Green Pass e anti vax, ma non solo. Gruppo ben noto alla Polizia tanto che, prima della manifestazione ci sono state perquisizioni «a carico di 8 membri di un gruppo Telegram denominato ‘Guerrieri’ che progettavano azioni violente durante le manifestazioni No Green Pass organizzate in tutto il territorio nazionale, anche con uso di armi è di esplosivi fai da te». Insomma, chi fossero i “Guerrieri per la libertà” era noto, ma non al TG1 che, infatti, hanno usato come fonte proprio un filmato con tanto di firma dei “Guerrieri”.

DIFFUSIONE QUOTIDIANI E SETTIMANALI ‒ I dati sulla diffusione dei quotidiani (confronto mese di agosto con agosto 2020) è impietoso. Tutti i quotidiani perdono copie ad eccezione de La Verità, Il Messaggero e Avvenire, oltre ai tre quotidiani sportivi. Lo rivela Ads (Accertamento diffusione stampa) e i numeri si riferiscono alle copie cartacee+digitali). Il risultato migliore l’ottiene La Verità con un +8,8% e raggiunge, così, 31.728 copie. Buoni anche i risultati de Il Messaggero (+ 4 mila copie) e Avvenire (+1.600 copie) sempre in confronto con l’agosto 2020. Ovviamente ad agosto le gesta dei nostri atleti hanno trainato le vendite dei tre quotidiani sportivi. La Gazzetta dello Sport guadagna oltre 7mila 800 copie, Corriere dello Sport-Stadio (+5.804), Tuttosport (+2.800 copie). SETTIMANALI - Il miglior dato, ad agosto, l’ottiene Sport Week, il settimanale sportivo allegato alla Gazzetta che recupera oltre 26mila copie diffuse raggiungendo le 145 mila copie e scalando una posizione (la ventesima) in classifica. Tra gli altri buoni risultati segnaliamo quello di Chi che guadagna oltre 15mila copie rispetto a giugno e, con quasi 152mila copie diffuse, raggiunge la 17sima posizione in classifica. Ad inseguire da vicino il settimanale edito da Mondadori, Diva e Donna che guadagna oltre 11mila copie superando anch’essa le 151mila totali. Nella classifica vediamo al primo posto sempre Sorrisi e Canzoni, il settimanale più letto in Italia anche se perde 24mila copie a luglio. In questo modo si riavvicina il Settimanale Di Più, che mantiene il secondo posto in classica e, pur perdendo ad agosto oltre 15.700 copie continua il suo avvicinamento alla vetta. Settimanale nuovo scalza Famiglia Cristiana e si riprende la decima posizione grazie ad un balzo in avanti di oltre 10mila copie ad agosto mentre il settimanale cattolico ne perde circa 2mila.

NASCE ULTIMO TV ‒ «Io e Ambrogio Crespi ci siamo incontrati per ragionare sull’idea di lanciare una nuova tv. Si chiamerà ‘Ultimo Tv’ e parlerà della povera gente, di legalità nel senso di equità, perché esistono le regole, com’è giusto che sia, ma esiste anche l’equità. Noi vogliamo parlare di questo, vogliamo parlare di fratellanza, di come poter praticare un tema oggi vago e vuoto di contenuto...». Così all’Adnkronos il colonnello Sergio de Caprio, alias Capitano Ultimo, svela l’idea di creare una tv in streaming, ‘Ultimo Tv’, ma anche, racconta, «di far nascere il ‘Pub della legalità’, che per noi è equità, e ovviamente non celebreremo i criminali della ‘terra di mezzo’, ma ricorderemo i nostri caduti, i nostri esempi, i nostri combattenti. Per non dimenticarli». Ambrogio Crespi è un regista milanese condannato in via definitiva a sei anni di reclusione per concorso in associazione di tipo mafioso, per fatti commessi dal 2010 al 2012, ha ricevuto la grazia parziale da Sergio Mattarella. Fratello del più noto Luigi ‒ uscito anch’esso poco tempo fa dal carcere, sondaggista di Berlusconi ‒ il regista era stato accusato di aver procurato tremila voti, al prezzo di 50 euro ciascuno, all’ex assessore regionale milanese Domenico Zambelli per le elezioni regionali del 2010, attingendoli anche da ambienti legati alla ’ndrangheta. Ad incastrarlo era stata un’intercettazione telefonica in cui un uomo riferiva all’altro questa circostanza. Tuttavia, colui che accusò Crespi ritrattò tutto definendosi un millantatore e fu ritenuto affetto da disturbi psichici. Questo non invalidò, agli occhi delle varie giurie, la ricostruzione accusatoria. Dopo la condanna, Crespi è stato il regista di diversi film e documentari contro la mafia. Negli ultimi tempi ha diretto il documentario “A viso aperto”, un prodotto ‒ dal tono fin troppo assolutorio verso la regione Lombardia ‒ sulla gestione dell’epidemia di Covid in Lombardia.

GIORNALISTI ANCORA AGGREDITI ‒ Continuano a essere aggrediti i giornalisti che seguono le manifestazioni contro il green pass. Aggressioni da parte dei manifestanti, ma anche da parte dei poliziotti. A Roma è toccato alla giornalista de La Stampa, Flavia Amabile che ha ricevuto manganellate da parte della polizia malgrado si fosse qualificata. Stessa sorte altri colleghi e fotoreporter. Il Comitato di redazione de La Stampa ha solidarizzato con la collega attraverso un comunicato dove si sottolinea che «Sabato 9 ottobre la collega Flavia Amabile che stava documentando la manifestazione di Roma e gli incidenti che sono poi seguiti è stata oggetto di manganellate da parte della Polizia assieme ad altri colleghi e fotoreporter. Il tutto è avvenuto senza alcun motivo, come testimoniano vari filmati messi on line da lei e dai colleghi. Si tratta di violenze inaccettabili. Alla nostra collega e a tutti gli altri operatori dell’informazione oggetto di queste ingiustificate aggressioni, che stigmatizziamo in maniera assoluta – conclude la nota – va tutta la nostra solidarietà».


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