Passi rupestri
Che idea abbiamo noi della città in cui viviamo? A margine della manifestazione "Passi rupestri" (Lentini, 27 aprile 2014)
Che idea abbiamo noi della città in cui viviamo? Cosa è per noi la "nostra" città? E’ stata una piacevole sorpresa vedere, il 27 aprile 2014, più di un centinaio di cittadini lentinesi partecipare, entusiasti, all’iniziativa "Passi rupestri".
Da piazza Duomo, un tempo piazza di mercato protesa su una spianata su cui scorreva il fiume, i partecipanti hanno visitato la città storica (seicentesca) di Lentini, “guadando" idealmente i fiumi Carunchio e Lisso ora coperti dalle sovrastanti vie Regina Margherita e Conte Alaimo. La Grotta del Crocifisso e poi su a salire fino al Castellaccio, il grande castello svevo che sorse su pre-esistenti fortificazioni greche. E da cui è possibile ammirare tutta la vallata del Biviere fino al mare.
La manifestazione è stata organizzata da Natura Sicula, ArcheoClub, Rifiuti Zero, Neapolis, SiciliAntica...

Se poi sottolineamo come sia nata questa giornata, andiamo poi al nucleo della domanda iniziale: che idea abbiamo noi della città in cui viviamo? Perché tutto era derivato da una giornata che si sarebbe dovuta svolgere sul colle Tirone, tra le case ufficialmente sfollate negli anni Ottanta perché soggette a frana, organizzata da un gruppo di cittadini che volevano lì svolgere un gioco di guerra, la simulazione di una battaglia "per gioco" fatta con armi finte (ma riproducenti le vere armi militaresche). La cosa era parsa abbastanza singolare ad altri cittadini lentinesi: considerare la città di Lentini come degna solo di essere teatro di guerra - mentre in contemporanea dalle televisioni giungevano le immagini degli scontri tra cittadini in Ucraina e in Siria -. Né si comprendeva come mai dei cittadini potessero accedere a un quartiere ufficialmente inagibile: non sembra che una pistola finta possa salvare comunque dal crollo improvviso di un cornicione o un muro. Il tam tam tra associazioni aveva fatto nascere l’idea della camminata turistica, fatta dai cittadini alla riscoperta della storia della città. Un modo di contrapporre non associazioni ad associazioni, giacché chiaramente ognuno nel proprio privato fa quel che vuole (purché non sia di nocumento agli altri), ma per ribadire un’idea diversa di città - un’idea diversa di "abitare" la città.
(En passant, il gruppo di cittadini che voleva fare la guerra simulata sul colle Tirone hanno poi desistito dallo svolgere la manifestazione).

La visita "passi rupestri" alla Lentini medievale, che aveva un rapporto profondo con la terra e con la montagna - tanto che gran parte delle abitazioni erano "scavate" nella roccia o sfruttavano le cavità dei costoni calcarei -, non è stata una "semplice" passeggiata, ma una rivendicazione: politica e culturale. Peccato per quanti non hanno capito bene questa cosa, e che non hanno voluto partecipare - per l’accumulo di troppe delusioni negli anni, la sfiducia che qualcosa si possa cambiare in meglio in questa nostra città inselvatichita. La partecipazione di un così alto numero di altri cittadini mostra come invece qualcosa di positivo, nel profondo di questa città, ancora r/esista. Qualcosa che non ha "colore" politico, che vive nelle associazioni e nei club (e non certo nei partiti). Nonostante tutto o, come diceva una vecchia canzone di Venditti: "malgrado voi...".
Locandina e programma della manifestazione
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