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Panem et circenses

A Taranto sono stati inaugurati i “giochi del Mediterraneo” tra applausi e ovazioni.

di Salvatore A. Bravo - sabato 22 agosto 2026 - 317 letture

A Taranto sono stati inaugurati i “giochi del Mediterraneo” tra applausi e ovazioni. La città ha vissuto il suo pubblico trionfo mediatico. Non si può restare stupiti dinanzi a tale spettacolo, se si sposta l’attenzione sulla città reale. Taranto è una città ferita, nella quale, i bambini e gli adulti respirano un’aria insalubre.

Non esiste solo l’ex Ilva, l’emergenza ambientale ha una rete plurale di cause. Ilva, Petrolchimico, Arsenale sono fonte di inquinamento dell’aria, della terra e delle acque. Non a caso si riscontrano un numero anomalo di casi di cancri nell’infanzia e di anomalie genetiche. Gli studi epidemiologici dimostrano una media superiore dei tumori rispetto alla Puglia. Si rilevano un numero notevole di casi di tumori al polmone, alla pleura (mesoteliomi legati all’amianto), mentre nei quartieri limitrofi all’ex Ilva (Tamburi e Paolo VI) le patologie respiratorie sono il quotidiano in una città divorata dal cannibalismo industriale.

Nel 2012 fu interdetto l’uso delle aiuole nel quartiere Tamburi. Mentre si applaude, ci si dimentica il decreto della Corte d’Appello di Milano promulgato a luglio 2026 che impone lo stop dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto entro 90 giorni. Su tale realtà che causa sofferenze fisiche e psichiche, specie agli abitanti che risiedono nelle aree limitrofe alle industrie “silenzio assoluto”. La retorica della pace ha preso il sopravvento sulla nuda realtà.

Taranto rappresentata come cartolina da gustare con i suoi giochi in questa estate lunga e afosa è il simbolo di una realtà che copre “il vero e le reali esigenze” dei cittadini con la “polvere di stelle”. La realtà mediatica e le tribune che diventano “passerelle” non possono occultare la pubblica sofferenza e decenni di morti tragiche sul lavoro.

La popolazione tarantina e delle aree limitrofe continua a pagare un prezzo altissimo, la vita, all’industrializzazione che persegue solo interessi particolari. Nel 2025 sono stati presentati i dati Inail e ASL. L’analisi integrata sui dati Inail (2005-2024) e Asl Taranto (2007-2025) hanno evidenziato i seguenti numeri, dietro i quali ci sono le vite spezzate di tanti: 2.035 malattie professionali riconosciute dall’Inail, di cui 934 tumori e 691 decessi (34%); 13.728 infortuni denunciati in 20 anni, 12.341 riconosciuti, con una media di 617 l’anno, quasi due al giorno; 10 lavoratori morti per incidenti sul lavoro.

Necessitiamo di una politica reale che sceglie il benessere quotidiano e investe silenziosamente nella qualità della vita di ogni abitante, ciò che brilla dura un attimo e poi si inabissa nel niente.

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