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Pagliacci inquietanti

Dal blog di Lia un commento su Iran, comunicazione e giornali.
di Pina La Villa - mercoledì 9 novembre 2005 - 2832 letture

Dal blog Haramlik:

Sto comprando El País in edizione cartacea, in questi giorni, ché non ho tempo di informarmi su internet e mi trovo a dover fare lunghi viaggi in metropolitana. Leggo, butto l’occhio sui giornali dei miei compagni di viaggio, e l’evidenza di quanto siamo informati diversamente mi fa venire i brividi.

L’Italia, impazzita dietro all’Iran: "Minaccia per l’umanità!" "Fermiamoli!" "Tutti in piazza!" e certi mirabolanti proclami secondo cui l’Italia "non permette a nessuno di dire che gli ebrei al mondo non debbono stare!", considerazione espressa da un giornalista dal non casuale nome di Cazzullo che ha buon gioco nell’esibire tanto priapismo dialettico visto che, ovviamente, nessuno ha detto ciò che l’Italia "non permette di dire" ed è come se io dicessi: "Ormai Cazzullo sa bene che Haramlik non gli consentirà mai di molestare le ragazzine per strada!" e voglio vedere cosa risponderebbe, lo sbalordito Cazzullo. E ricaccio il naso nel País e, di Iran, non c’è traccia. Niente, non una parola.

Né giovedì, né venerdì, né oggi.

Perché, ovviamente, la frase su Israele del suo presidente è stata una notizia quando doveva esserlo e poi, evidentemente, non lo è stata più. Giusto quando in Italia, invece, ha cominciato ad essere la bellicosa campagna stampa che vediamo.

Su El País si parla d’altro, quindi, ed io sono lì seduta che leggo l’editoriale del direttore che considera inaccettabile che l’Europa ospiti l’arcipelago Gulag della CIA, i cosiddetti "buchi neri" dove vengono rinchiusi i prigionieri da torturare, e chiede: 1. un’accurata inchiesta dell’UE; 2. sanzioni contro i Paesi europei in cui sorgono questi centri di detenzione illegali; 3. una condanna agli Stati Uniti per queste pratiche che "alimentano il terrorismo invece di sconfiggerlo".

(Leggo anche, a pagina 4, "Los falsos papeles sobre el uranio de Níger se fabricaron en Italia" e relativo articolo da vergognarsi.) Il mio vicino, intanto legge che l’Iran minaccia il mondo. Vabbe’. Sono in metropolitana, dunque, e penso che l’Italia è ormai un paese orribile.

Che fa paura come certi incubi horror, come un pagliaccio malvagio, qualcosa che potrebbe farti ridere ma, nel contempo, ti agghiaccia. Questa immensa montatura, questa fiaccolata in cui si finge di essere buoni mentre si tiene ben stretta per le palle qualsiasi opposizione, ché basta fiatare per ritrovarsi accusati di antisemitismo e poi (la ripeto, sì) "chi eviterà di partecipare e non ci sarà sarà considerato un nemico non solo di Israele ma anche degli ebrei italiani" e meno male che, secondo Luzzato, non è il caso di schedare gli assenti perché "qualcuno potrebbe essere ammalato o all’estero", bontà sua. O, per dirla con Paniscus:

Sabbato prossimo, tutti in piazza con noi. Avvisati siete. Controlleremo con cura uno per uno chi c’è e chi non c’è, tutti pirsonalmente di pirsona.

Fa ridere, l’Italia, perché ha una solida reputazione internazionale di vigliaccheria che, puntualmente, conferma. Cito da un messaggio arrivatomi attraverso la mailing list di Apriti Sesamo (e sottoscrivo): [...] se ad avere 200 bombe atomiche, l’aviazione più potente del Medio Oriente e, soprattutto, l’aiuto incondizionato degli USA fosse stato l’Iran, invece di Israele, Ferrara e i suoi prodi compagni di manifestazione (inclusi quelli appartenenti alla sinistra) sarebbero lo stesso scesi in piazza per difendere Israele? O forse sarebbero scesi in piazza per difendere l’Iran (magari ricordandosi che, per tutto il 2004, Israele lo ha minacciato di un "attacco preventivo")? Ma certo: questo paese di maschioni con le meches è programmato per stare dalla parte del più forte e lo sappiamo tutti, da sempre. E però è pure un paese contorto, l’Italia: e quindi succede che - tu guarda come stanno le cose - l’altra sera c’era la sinistra italiana in grande spolvero a gridare: "Viva Israele!" sotto l’ambasciata di Iran. Berlusconi, invece, all’ambasciatore iraniano gli aveva fatto recapitare un invito a cena, dimmi tu.

E’ un luogo in cui non si capisce mai cosa succeda realmente, l’Italia: Fini non va alla fiaccolata perché "teme ritorsioni" e lo dichiara alla stampa e poi manda il portavoce. Ma che senso logico ha? Dopo simili dichiarazioni, cosa cambia se alla manifestazione c’è lui o il suo rappresentante?

Una direbbe che dà fiato alla bocca, il nostro ministro degli Esteri, giusto perché è tranquillissimo sulla sorte dei suoi connazionali (e delle nostre imprese) in Iran. Perché se si temessero davvero, queste ritorsioni iraniane, direi che la diplomazia italiana si precipiterebbe ad usare un linguaggio meno incendiario e meno offensivo. No? Io direi che stiamo insultando l’Iran proprio perché siamo certi che loro non reagiranno.

Avremmo una diplomazia ben strana, altrimenti, o un esercito pronto a scendere in guerra domani mattina. Mentre il resto del mondo fa altro, quindi, noi ci scagliamo contro l’Iran nelle piazze e sui giornali. E il bello è che, poi, a gridare davvero "Viva Israele" in piazza, ci va soprattutto l’opposizione. Viva Israele, che minaccia (lui sì) di aggredire l’Iran un giorno sì e l’altro pure. Viva. E la comicità involontaria arriva al sublime, quando c’è gente capace di scrivere: "Diritto all’esistenza di Israele è stato detto. E per affermarlo occorreva sancirlo con un rito pubblico."

Nel 2005. Come se l’avessimo montata su noi personalmente, Israele, l’altro giorno. In un mondo che manco ci fila, noi "andiamo a sancire l’esistenza di Israele con un rito pubblico". Ridicoli, ridicolissimi. Pagliacci.

Ma pagliacci che fanno paura: cosa fa sì che un paese intero si presenti, unico in Europa, così platealmente in ginocchio davanti a Israele in un simile momento storico?

Cosa ha la nostra stampa per poter manipolare, piegare in questo modo l’opinione pubblica, il comune sentire, un’intera opposizione ridotta a dare di sé uno spettacolo che esclude qualsiasi ritorno alla serietà della nostra politica estera, chiunque governi? Ma quale immenso potere di ricatto possiedono, questi opinion maker capaci di dire in TV che alla manifestazione "ci sono anche le bandiere iraniane" davanti allo stendardo imperiale dello Scià?

Come è possibile che possano essere tanto metodicamente scorretti, tanto e sempre di più falsificatori, tanto manipolatori e bugiardi senza che esista un’opposizione capace di dire qualcosa che non si limiti a un: "Io vado a manifestare a Milano perché a Roma c’è Ferrara?"

Davanti a un simile disastro dell’informazione, davanti al patetico livello culturale e all’ormai nullo contatto con la realtà a cui è ridotto questo paese, loro vanno a manifestare un po’ più in là. Con le stesse parole d’ordine.

Perché se provi a ragionare, ragazzi, "qua ti danno dell’antisemita". Questi ricattatori somigliano sempre di più a dei poliziotti del pensiero e, giuro, quando all’estero mi capitava di raccontarne i metodi a conoscenti francesi, tedeschi, spagnoli, austriaci, non mi credevano.

In Europa, l’Italia ha un primato del ricatto morale su cui mi interrogherei, francamente.

Ed è un ricatto, questo dell’ "antisemitismo", che si fa sempre più invasivo, sempre più sporco, sempre più orientato a prendere di mira le singole persone nell’indifferenza timorosa dei più.

P.S. E Bertinotti? Che mi dite di Bertinotti? Che, a proposito di Iran ha il coraggio di dichiarare: "Non ritengo opportuno mettere in discussione gli accordi commerciali con i Paesi che non riconoscono Israele perché tale embargo colpirebbe le popolazioni."

Eh???

Le popolazioni. Non quei benefattori dell’Edison Gas, la Fata Engeneering, la Montedison, l’Eni e l’Ansaldo. Le popolazioni. Perché sennò, ne deduco, secondo Bertinotti un bell’embargo ci starebbe pure. Ma per arrivare a tanta ipocrisia, si fa un corso o viene naturale? Bertinotti. Che personaggio, gessù.

E comunque: i buchi neri della CIA. In Europa. Nella democratica Europa. E questo è vero, succede nella realtà, ci riguarda da vicino, siamo coinvolti, siamo responsabili, possiamo fare qualcosa. Ci sono grandi giornali europei che si stanno facendo sentire, che esigono reazioni, investigazioni. Da noi, manifestazioni, niente? Dov’è Fassino? La diretta RAI, dove è finita? Pagliacci.

Dal blog Haramlik, 5 Novembre, 2005 11:25


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