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Salerno, 8 giugno 2026: 1° premio "Margaret cittadino"

di Enzo Maddaloni - lunedì 15 giugno 2026 - 689 letture

“C’è qualcosa di più forte della morte, ed è la presenza degli assenti nella memoria dei vivi.” (Valérie Perrin, da “Cambiare l’acqua ai fiori”)

Nel secondo anniversario della scomparsa di Margaret Cittadino nasce il Premio “Margaret Cittadino – Cittadina_o Attivista Sanitario”, promosso da Cittadinanzattiva Campania, dal Tribunale per i Diritti del Malato, dall’Assemblea Territoriale Salerno Ruggi e dall’Assemblea di Montecorvino Rovella, in accordo con la famiglia e con quanti ne hanno condiviso il percorso umano e civile.

Nel pomeriggio dell’8 giugno 2026 è stato consegnato ai familiari, nell’incontro-evento presso il Centro Sociale del Rione Pastena di Salerno, il 1° premio di “CITTADINANZA ATTIVA CAMPANIA - MARGARET CITTADINO”.

Il premio intitolato alla sua memoria, d’ora in poi, ogni anno, il 4 marzo (ricorrenza scelta perché è il giorno della sua nascita), potrà essere attribuito e consegnato alle persone che più si saranno distinte nelle tutele del bene comune, sulla base degli esempi che Margaret ha lasciato a tutti, nel corso della sua vita.

Nella targa commemorativa del primo premio, ad essa dedicato l’8 giugno 2026, è riportato:

“Donna di profondo impegno civile e umano, il cui esempio continua a ispirare la difesa dei diritti, dell’uguaglianza e della dignità di ogni persona. Questo premio ne custodisce la memoria e ne tramanda i valori alle generazioni future. Cittadinanza Attiva Campania e A.T. & TDM Salerno Ruggi.”

Personalmente per me oggi era un appuntamento al quale non potevo mancare, per portare anche una mia testimonianza, per aver avuto il piacere e l’onore di condividere con Lei tante battaglie sindacali a Salerno e non solo, per molti anni di attività vissute insieme a Lei.

IN MEMORIA DI MARGARET?

Anche se la domanda è una, le risposte sarebbero tante.

Infatti, nei diversi interventi e testimonianze portate da tanti partecipanti all’incontro come il Consigliere Comunale Franco Massimo La Nocita, Annamaria Naddeo, Salvatore Raimondi e tanti, tantissimi altri, compagni e compagne amici ed amiche, che ne hanno condiviso le azioni, tutti hanno sottolineato, che resta difficile definire una persona come Lei, perché era tante cose insieme.

Compagna, Donna, Mamma, Sorella, Infermiera Professionale dell’Ospedale Ruggi di Salerno per molti anni ha svolto il ruolo di Dirigente Sindacale della CGIL Funzione Pubblica di Salerno e, da quando in pensione il ruolo di Responsabile del Tribunale dei Diritti del Malato presso l’Ospedale Ruggi di Salerno, promuovendo le sue “azioni di buona salute”.

Adesso, considerato che anch’io sto sperimentando la mia età , non voglio rischiare di essere mieloso e nostalgico, vivendo anche il forte imbarazzo che dimentico le cose e, per questo, ho bisogno di scriverle.

Non dimenticherò però mai quelle più importanti che ti lasciano un segno indelebile nel cuore, come ha fatto Margaret, nel mio.

Oggi, i miei ricordi di vita vissuta con Lei nell’attività sindacale, sociale, politica a Salerno, sono anche un dono di riconoscenza per Lei e per me. Rischio di essere adesso più intimista, per niente oggettivo, politico, ma per me Margaret, aveva una caratteristica particolare, nell’approccio a tutte le sue battaglie d’amore.

All’epoca più che sindacalisti, ci sentivamo due contadini, che ogni mattina andavano a coltivare ed arare i campi. Spesso le dicevo: Altro che Compagna, Tu si na Parzunal’e (una contadina), che potete tradurre anche in Pasionaria! Margaret, era un costante atto d’amore nei confronti di tutti e della sua terra.

Lei viveva non solo la passione teorica ma l’agire concreto della contadina. Metteva nelle sue azioni di buona salute, la stessa energia che una contadina mette nello zappare i suoi campi, per raccoglierne i frutti. Un’azione che non prescindevano mai dal senso dell’amore che una donna, una mamma, una sorella, una compagna, un’amica, una cittadina, dava al suo altissimo e profondo senso civico, che rivolgeva alla comunità.

Lei, della sua vita, ne ha fatto un innesto, un concime naturale, per far crescere le sue piante, anche oltre la fine dei suoi giorni. Lei era terra, era aria, era mare.

Lei viveva miticamente, e così spronava tutti, attraverso gli esempi. Qualche volta, ed in particolare negli ultimi anni, quando la malattia la stava divorando, ho compreso che forse non era di questo mondo. Credo che fosse una donna di altri tempi o forse faceva parte della schiera degli Elfi e delle Fate; oppure no, era una Quercia, o forse una Sequoia per la sua secolare resilienza.

E se pur convinta fino in fondo dei suoi principi proposte, non era mai divisiva, perché fortemente cosciente che il vivere di ognuno nelle avversità della vita, ci mette a tutti in qualche modo alla prova, per comprendere l’altro.

Ecco, ancora oggi, forse non so ancora chi fosse, perché era tante cose messe insieme.

Posso dirvi però con certezza che ho ricevuto l’onore ed il piacere di aver condiviso con Lei molte battaglie d’amore, civili, politiche e sociali e che ci siamo voluti un bene dell’anima, come un fratello, come una sorella ed è per questo che la porterò per sempre nel mio cuore.

Nel suo intervento, la Segretaria Regionale di CittadinanzAttiva Campania Carminuccia Marcarelli ha sottolienato e rappresentato a tutti i motivi dell’istituzione di questo premio:

“Cittadinanzattiva Campania, il Tribunale per i Diritti del Malato e l’Assemblea Territoriale di Salerno RUGGI insieme alla AT Montecorvino Rovella hanno istituito questo premio alla memoria di “Margaret Cittadino”, per ricordare l’impegno civile e sociale di Margaret Cittadino, punto di riferimento per la tutela dei diritti dei cittadini e delle persone bisognevoli di cure, per valorizzare quanti quotidianamente operano a favore della salute come bene comune.

L’iniziativa non è soltanto un omaggio alla memoria, ma un atto di continuità. Margaret Cittadino ha rappresentato un presidio costante nella tutela dei diritti, una presenza concreta e quotidiana accanto ai cittadini e ai pazienti più fragili. La sua non è stata una testimonianza episodica, ma una scelta di vita coerente, rigorosa, animata da una profonda idea di giustizia e di responsabilità sociale.

Chi ha avuto modo di incontrarla, anche solo negli ultimi anni, come la sottoscritta, ne ha colto immediatamente la forza morale: nel linguaggio diretto, nella chiarezza delle posizioni, nella determinazione con cui rivendicava dignità e rispetto per chi non aveva voce. Anche quando la fragilità fisica si faceva sentire, non veniva meno alla fermezza delle sue convinzioni.

Al contrario, quella determinazione appariva ancora più luminosa, quasi a ribadire che l’impegno civile non conosce arretramenti.

Le testimonianze di chi ha condiviso con lei un cammino più lungo confermano l’immagine di una donna capace di coniugare competenza e umanità, passione e metodo, ascolto e azione. Un esempio di cittadinanza attiva di cui oggi si avverte un bisogno profondo.

Nel solco di questa eredità prende forma il Premio a lei dedicato, pensato per riconoscere cittadini, volontari, operatori sanitari, associazioni e organizzazioni che si distinguono nella difesa dei diritti, nella promozione della partecipazione civica e nell’umanizzazione delle cure. Non un semplice riconoscimento simbolico, ma uno strumento per valorizzare esperienze virtuose e rafforzare una rete di responsabilità condivisa attorno al diritto alla salute.

La consegna della targa oggi 8 giungo 2026 alla famiglia e la presentazione ufficiale del Premio segnano l’avvio di un percorso che ambisce a diventare un appuntamento annuale, stabile, nel panorama civico-sanitario regionale.

Perché la memoria, quando è autentica, non si esaurisce nella celebrazione: si traduce in scelte, in azioni, in impegno quotidiano.

Ricordare Margaret Cittadino significa riaffermare una precisa idea di comunità: una comunità che sta dalla parte degli ultimi, che considera la salute un bene comune, che riconosce nella partecipazione civica una risorsa essenziale per migliorare i servizi e la qualità della vita delle persone. Nel suo nome si rinnova oggi un patto collettivo. Un patto fondato sulla responsabilità, sulla coerenza e sulla volontà di costruire una sanità più giusta, più umana, più vicina ai cittadini.

È così che la sua eredità morale continuerà a vivere: nelle azioni di chi sceglie di non voltarsi dall’altra parte e di fare della tutela dei diritti una pratica concreta, quotidiana, condivisa.

PH logo: l’immagine del murales dedicato a Margaret, commissionato dall’associazione “Ottantaquattrocento” e realizzato dall’artista Antonio Contecchia in arte Kotè sulla facciata di un palazzo del Rione Pastena di Salerno dove Lei ha vissuto.


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