Ospedale di Lentini: colonscopia, pronto soccorso, e risonanza magnetica

In attesa di sapere quando i locali di piazza Aldo Moro saranno consegnati al territorio e anche quelli dell’ospedale di comunità...

di Luigi Boggio - sabato 18 aprile 2026 - 688 letture

Anche se nel reparto di radiologia dell’ospedale di Lentini non abbiamo la RM, risonanza magnetica, che di seguito spiegherò, abbiamo però la colon-tc virtuale, per studiare l’interno del colon e rilevare polipi, tumori o diverticoli. È una nuova metodica, meno invasiva rispetto a quella tradizionale. Non è risolutiva ma contribuisce alla diagnosi perché nei casi di riscontro di polipi o di neoformazioni si richiede la colonscopia tradizionale per l’asportazione dei polipi, e di chirurghi in ospedale ce ne sono di bravi, come del resto nel reparto di radiologia ben diretto.

A questo punto non mi rimane di raccontarvi la storia del perché la Risonanza Magnetica, dopo molte promesse, non è arrivata a Lentini. Non è che si è smarrita per non aver trovato l’indirizzo ma perché non sanno dove collocarla: i locali a piano terra, dove avrebbe dovuto andare il reparto di radiologia, non è stato rifinito ma lasciato allo stato grezzo.

Il motivo molto semplice non hanno valutato, le teste pensanti, la crescita degli accessi in ospedale e di conseguenza l’adeguamento dei locali ed anche dell’introduzione, come nel caso del reparto di radiologia, delle nuove tecnologie in continua evoluzione. Cecità come nel caso del Pronto soccorso inadeguato rispetto agli accessi.

Ma è possibile che il personale sanitario non ha delle stanze dove cambiarsi o fermarsi per qualche attimo per respirare? Ve la dico tutta. Ci siamo trasferiti dal vecchio ospedale al nuovo portandoci un dato non marginale di circa diecimila accessi. Questo dato visto in prospettiva sarebbe cresciuto, e infatti è cresciuto: raggiungendo i trentamila accessi.

Quindi avrebbero dovuto programmare i locali in proiezione almeno di un raddoppio di accesi, cioè a ventimila, e di adeguarli agli standard nazionali. Invece abbiamo il Pronto soccorso che abbiamo non adeguato agli attuali standard nazionale.

Questo è stato più volto sollecitato alla direzione dell’azienda sanitaria provinciale, senza nessuna risposta, come la rifiniture dei locali del piano terra per collocare la risonanza magnetica e altri laboratori necessari all’ulteriore sviluppo dell’ospedale.

Mi fermo per non andare oltre, ma voglio dirvi che abbiamo di bisogno dell’ospedale e della medicina territoriale per la prevenzione e le cure. Quello che dobbiamo fare è quello che abbiamo fatto sempre: non mollare e riprendere le iniziative nelle forme più creative. In attesa di sapere quando i locali di piazza Aldo Moro saranno consegnati al Territorio e anche quelli dell’ospedale di comunità.


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