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Ospedale alla deriva a Biancavilla

Il progressivo declino dell’ospedale di Biancavilla non accenna a fermarsi e si allontana sempre più dal livello di prestigio raggiunto agli inizi degli anni Settanta.

di Vincenzo Ventura - mercoledì 1 dicembre 2004 - 5343 letture

Una marcia a ritroso che sembra inarrestabile. Il progressivo declino dell’ospedale di Biancavilla non accenna a fermarsi e si allontana sempre più dal livello di prestigio raggiunto agli inizi degli anni Settanta. L’ospedale adesso vivacchia senza alcuna prospettiva, nonostante qualche tiepido segnale di attenzione dell’amministrazione comunale, che, di recente, è riuscita a sbloccare il progetto di ristrutturazione del plesso. Ma questo risultato, sia pure importante, sembra poca cosa di fronte alla necessità del riassetto e del potenziamento dei servizi e dell’attività di assistenza. Si potrà obiettare che la ristrutturazione del complesso ospedaliero sia necessariamente propedeutica: forse è così. Ma, intanto, bisognava (e forse si è ancora in tempo per farlo) impegnarsi per il consolidamento e il potenziamento dell’attività sanitaria esistente, per evitare che lo stato delle cose, frattanto, diventi assolutamente fiacco e privo di prospettive.

Invece, si tira a campare. Il personale e i medici tentano di compiere ogni giorno il proprio dovere, ma con la frustrazione psicologica di chi sa che attorno a sé c’è il vuoto e il disinteresse. Chi riesce a tagliare i legami, anche affettivi, scappa, abbandona l’ospedale di Biancavilla e va a cercare le proprie soddisfazioni professionali altrove, persino all’ospedale di Bronte, verso il quale, in passato, Biancavilla non aveva mai guardato con invidia. Ma adesso le cose stanno così: dall’ospedale di Biancavilla scappano fior di professionalità. E non potrebbe essere altrimenti, dinanzi ad un mortificante e disarmante abbandono, da tutti i punti di vista. I medici ingaggiano estenuanti battaglie solitarie, per ottenere attrezzature e strumenti di lavoro; alla fine debbono gettare la spugna, perché senza "santi in Paradiso" nessuno li ascolta, come può testimoniare chi lavora nel reparto di ortopedia, di chirurgia, di ostetricia, o al pronto Soccorso.

Ma anche il reparto di medicina che, da circa dieci anni, è senza un primario. Sarebbe interessante sapere perché il concorso non viene espletato. Come appare assurdo che, per una TAC, i pazienti dell’ospedale di Biancavilla, sul quale gravitano almeno settantamila abitanti, vengono sballottati a destra e a manca, a Paternò o a Catania. Con i soldi delle parcelle pagate, in passato, alle strutture private, sicuramente, l’Ospedale di Biancavilla si sarebbe potuto dotare di un’ottima attrezzatura per la TAC. E questo è soltanto un esempio, per non parlare del Pronto Soccorso. La gente è costretta a sostare dietro le porte dell’unica sala di Pronto Soccorso per diversi minuti, nel frattempo che il malore si aggravi di più.

La situazione dell’ospedale biancavillese è nota a tutti i cittadini e anche a quelli provenienti da Adrano che ne usufruiscono, visto che il loro è stato chiuso cosi come deciso dalla delibera n. 446/96 emessa dalla Giunta regionale. L’ospedale di Biancavilla avanza con fatica, dunque, mentre le strutture gemelle di Bronte, Paternò e Acireale si ammodernano e costruiscono il loro futuro, dotandosi di nuove divisioni e servizi: continuando così, l’ospedale morirà d’inedia.

Tutto ciò si consuma nel generale disinteresse.

La passata amministrazione comunale è stata totalmente assente; speriamo che quella in carica non ne segua le orme.

Vincenzo Ventura


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