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Onofrio Zappalà: un ricordo lungo trent’anni

Il giorno dopo la strage in cui è morto, Onofrio Zappalà avrebbe dovuto incontrare a Bologna la fidanzata Ingeborg, una maestra danese di 22 anni.

di Redazione - lunedì 2 agosto 2010 - 3447 letture

Il giorno dopo la strage in cui è morto, Onofrio Zappalà (27 anni, siciliano, da due mesi assunto dalle Ferrovie dello Stato come guardiano alla stazione di Porretta) avrebbe dovuto incontrare a Bologna la fidanzata Ingeborg, una maestra danese di 22 anni, che vive a Copenaghen, dove lavora in un asilo nido e studia pedagogia. I due giovani si sarebbero poi recati per qualche giorno a casa dei genitori di Onofrio, a San’Alessio Siculo, un paesino costiero a metà tra Messina e Catania.

Ad attendere Ingeborg c’era invece un agente della Polfer cui è toccato l’amaro compito di dare la tragica notizia alla ragazza.

I due fidanzati si erano conosciuti qualche anno prima sulla spiaggia di San’Alessio, dove Ingeborg era in vacanza. Un legame nato quasi per scherzo, ma che via via era diventato sempre più solido, al punto che pochi giorni prima della Pasqua precedente, Onofrio partì per Copenaghen, dove Ingeborg gli stava da tempo cercando un impiego. Sembrava che ci fossero ottime possibilità per un lavoro in fabbrica, ma una volta giunto in Danimarca, Onofrio seppe, attraverso i genitori, di essere stato convocato a Reggio Calabria dalle Ferrovie dello Stato per una visita di pre-assunzione. Tre anni prima aveva presentato domanda alle FF.SS. per ottenere quel lavoro.

La novità sconvolse i piani dei due fidanzati, che furono costretti a ridiscutere i loro programmi. Alla fine, d’accordo con Ingeborg, Onofrio decise di accettare e si trasferì a Porretta. Da sette anni era alla ricerca di un "posto sicuro", da quando cioè aveva ultimato gli studi presso il Liceo Classico per poi iscriversi, senza troppa convinzione, alla facoltà di lettere dell’Università di Messina. Corso di studi che abbandonò al secondo anno e così definitivamente, anche gli studi. Le ristrettezze della famiglia imponevano un’entrata economica sicura, alla quale non ci si poteva permettere di rinunciare. Onofrio si era adattato a qualsiasi lavoro: impiegato, fattorino, e anche manovale, come suo padre.

A Porretta Onofrio si trovò subito bene, grazie al suo carattere aperto e gioviale. I suoi compagni di lavoro, a seguito della tragedia, hanno fatto quanto era possibile per aiutare il padre e la sorella, giunti a Bologna col primo aereo, quando Onofrio ancora non figurava né nella lista dei sopravvissuti, né in quella dei feriti o dei deceduti.

Quando il "Carlino" decise di avviare una sottoscrizione, giunse in redazione una lettera, firmata dai colleghi, amici e conoscenti della stazione di Porretta Terme. Chiedevano un aiuto economico concreto per la famiglia Zappalà. "I genitori - diceva la lettera - sono anziani, e la madre è in precarie condizioni di salute".

Maria, la maggiore delle due sorelle di Onofrio (entrambe sposate e residenti a Sant’Alessio Siculo), ricorda quel sabato di trenta anni fa a Bologna. "Mio fratello - dice - stava aspettando un treno che lo portasse allo scalo di San Donato, dove da qualche tempo era stato distaccato. Pochi minuti prima dello scoppio, due suoi compagni di lavoro lo avevano invitato ad andare a bere qualcosa, ma Onofrio aveva declinato l’invito, rimanendo sul marciapiede del primo binario. I suoi due colleghi si sono salvati".

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L’Associazione "Amici di Onofrio Zappalà - Per non dimenticare", con sede in Santa Teresa di Riva, vicino Messina, senza fini di lucro, si propone di fare memoria della figura di Onofrio Zappalà, sensibilizzare l’opinione pubblica a ricordare tutte le forme di violenza che vengono consumate a danno del cittadino e del lavoratore e prendere coscienza dell’esigenza che tutti debbono saper essere cittadini responsabili.

Così recita l’art.1 dello Statuto sottoscritto dai soci il 26 febbraio 2007, ed anche quest’anno in occasione del trentennale dalla strage, ha organizzato degli eventi commemorativi nel paese d’origine di Onofrio Zappalà, Sant’Alessio Siculo.


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