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Omaggio ad Agatha Christie: atto II: Un’intervista immaginaria

Il secondo atto del nostro omaggio ad Agatha Christie: una intervista immaginaria a cura di Federica Crescentini.

di Federica Crescentini - lunedì 9 febbraio 2026 - 399 letture

Luci soffuse gettano fiochi aloni sul palcoscenico, abbandonato a se stesso in una sera di dicembre. Fiamme solitarie ardono gloriose contro il camino, ma il loro calore non lambisce il soggiorno, predisposto per la rappresentazione. Seduta sulla poltrona accanto al fuoco, un’ombra si volta di scatto al suono di passi alle proprie spalle.

Una detective: (sussultando e fermandosi di colpo) Lei?!


Agatha: (seduta placidamente): E chi, sennò?!


Detective: Tecnici, attori? Siamo al St. Martin’s Theatre di Londra, qui va in scena la sua opera più longeva, Trappola per topi, dal 1952! Si è fermata temporaneamente solo a causa del Covid...

Agatha: Più di 70 anni! E io che le davo al massimo sei mesi…

Detective: Lei è sempre stata troppo modesta.


Agatha: Può darsi, ma lei chi è? Da dove viene?

Detective: (aggirando le domande) Questo posto è uno dei suoi simboli imperituri! Come fa a trovarsi qui?

Agatha: (quasi beffarda) L’ha appena detto, no? È una sorta di mio monumento! Dove altro dovrei essere?

Detective: Sono molteplici i ‘suoi’ loci amoeni! E questo sembra oscuro e solitario, non so come ci siamo arrivate.

Agatha: Parla per te, io vado e vengo quando voglio!

Detective: (basita) E se ne accorgono?!


Agatha: Chi?!


Detective: Le persone!

Agatha: (con tono leggero) Solo se voglio. Ogni tanto mi diverto ad apparire a qualche attore nel bel mezzo della rappresentazione, così, per vedere se riesce a mascherare il terrore!

Detective: (lusingata) E ora ha scelto me!

Agatha: No, sei tu ad averci colti alla sprovvista! Ci stavamo rilassando davanti al fuoco dopo l’ultimo spettacolo, tutto era calmo e silenzioso, finché i tuoi passi non hanno risuonato all’improvviso dal buio!

Detective: (guardandosi attorno preoccupata) Voi chi? Non vedo nessun altro…

Miss Marple: Oh mia cara, dev’essere terribilmente confusionaria per lei questa situazione, vero?

Detective: Chi ha parlato?!

Agatha: Io, naturalmente!

Miss Marple: Tecnicamente ero io… ma è lo stesso in realtà, non crede? A proposito, non abbiamo sentito il suo nome…

Detective: (sudando freddo) Ho bisogno di sedermi. Mi sento mancare.

Ariadne Oliver: Che brava, tiene il punto! Non vuole proprio dirci chi è, da dove viene, perché! Sarebbe un’ottima sospetta per il mio Sven Hjerson!

Detective: (sedendosi sulla poltrona accanto ad Agatha) Sto male e sono in delirio, è evidente.

Miss Marple: Gradisce una tazza di tè e qualche scandalo? Aiutano...

Josephine: (con risata bambina) Con o senza veleno?

Detective: Niente bevande, grazie. Ha ucciso, in questo modo. Lei è un’assassina!

Miss Marple: (con innocenza) Per la verità, io sono un’anziana che ama il giardinaggio e riesce a scoprire i colpevoli… la natura umana è sempre la stessa ovunque, non trova?

Ariadne Oliver: Io, un’assassina? Ho istinti omicidi solo verso il mio investigatore!

Poirot: Ha parlato al femminile, deduco di non essere compreso nella sua accusa, Mademoiselle! E ne sono lieto, anche se…

Detective: C’è anche Lei, Hercule?

Poirot: Mais oui… dopotutto, perfino nella Trappola per topi c’è un personaggio che mi somiglia.

Detective: Non capisco più nulla!

Agatha: Le false piste sono la mia specialità…

Detective: Ah, rieccola! Perché mi sta facendo questo?!


Agatha: Io sto solo rispondendo!


Josephine: Forse ti riferivi a me? Non è inusuale per dei bambini trovarsi in libri di omicidi! Li leggi almeno, Sconosciuta, questi capolavori?

Detective: Chiunque abbia letto E’ un problema conosce la tua storia, Josephine.

Josephine: Aah! Ne dubito. Che differenza c’è tra conoscere e sapere?

Detective: Sfumature?

Josephine: ...Piene di significato. Chi ha letto può conoscere, ma solo chi ha avuto esperienze simili alle mie può sapere.

Detective: Cosa?

Josephine: Chi sono. Cosa provo. Tu hai letto, ma non sai. Nessuno sa niente di me! Io li odio. Li odio!

Detective: Per essere solo una bambina sei molto arrabbiata!


Miss Marple: A volte non ci si può fare nulla, sa?

Detective: Mi state facendo venire il mal di testa.


Miss Marple: Si rilassi, chiuda gli occhi e respiri. Non tema!

Honoria Waynflete: Tema, tema! Così crepano gli innocenti!!! Si inizia col farli sentire tranquilli e poi… un bell’omicidio! È troppo facile!

Detective: Veramente no, stando a un libro di Carla Valentine, proprio su Agatha! Spiega che è stata una pioniera di ciò che oggi chiamiamo “scienza forense”! Esiste addirittura un articolo italiano, “Agatha Christie e la Scienza del Delitto”...

Agatha: Mi chiami ancora in causa?

Detective: Solo per dire, s’intende. Vista l’espressione, non posso che pensare a una delle sue trame più brillanti, Testimone d’accusa!

Agatha: Ah, si! L’unica première in cui mi sia davvero divertita! Ho difeso il finale alternativo con tutta me stessa.

Detective: E aveva ragione. Lei riserva sorprese anche adattando un racconto per il palcoscenico! E la vendetta diventa sublime! Per alcuni personaggi è una sorta di giustizia.

Miss Marple: La Nemesi, ciò che io incarno… niente di più lontano da me in realtà! Eppure…

Simone: (con voce rotta) E per me? C’è stata Nemesi? Vendetta? Una qualche forma di giustizia?

Detective: Lei! La medium, vero?

Simone: (ancora triste) La mia ultima seduta l’ho fatta per amore, e questo mi ha condannata. Non ero una grande sensitiva, dopotutto! Oh, se avessi ascoltato il mio istinto…

Poirot: ...Un’arma potente: non può essere spiegato, e non va ignorato.

Detective: Lei si era espressa, Simone… il suo promesso sposo sapeva che aveva paura, che non voleva tenerla, L’ultima seduta spiritica!

Simone: Lui mi ha manipolata. Parlava di soldi, dell’esser madre, facendomi sentire in colpa, ‘innaturale’… dunque, ho ceduto. È stata la mia più grande condanna.

Miss Marple: (scuotendo la testa, con tono grave) C’è chi paga un prezzo molto alto per la fiducia che concede. Come la mia povera Gladys Martin.

Simone: (furiosa) Lei però, Jane, ha inchiodato il colpevole. Chi ha aiutato me?

La Moglie del Kenita: Inchiodare è la parola giusta! La vendetta siamo noi!!! Talvolta il destino si rivela speciale, per chi sa attendere… e come sostenevi tu Simone, l’amore di una madre per un figlio è una forza primordiale.

Detective: Dipende dalla madre. Scusi, attendere cosa?

La Moglie del Kenita: “Il giorno in cui il Signore ci consegnerà il nostro nemico…”

Julia Keene: (applaudendo fragorosamente) Brava, brava! Giaele e Sisara, Burro in una coppa da principi! Superlativa!

Detective: (con sussulto d’orrore) Ma siete delle pazze furiose!

Julia Keene: (cinguettante) Non dal punto di vista legale! Per la gioia di un certo avvocato… o forse no?

Detective: Ci mancano solo gli avvocati!

Alix Martin: Altro che leggi e regole. Bisogna difendersi da sole, prima che sia tardi. Io non avevo parenti, né amanti, a salvarmi.

Miss Marple: (sospirando) Certo è molto triste, se ci si aspetta sempre di essere salvate.

Suor Angelique: Salvezza, salvezza… Oh! In certi casi è condanna!

La detective si volta a guardarla, sgomenta. Un silenzio sinistro imperversa sul palcoscenico, nessuno ha il coraggio di prendere in considerazione le parole della religiosa.

Suor Angelique: Cosa c’è? Non mi volete credere?

Josephine: (a mo’ di cantilena lugubre) Non chiuuudeeere il Cerchio! Non chiuuudere il Cerchioooo! Altrimenti arriva la morte!

Allegra: A me la morte ha portato pace. La vita, invece…

Felicie/Annette: La vita è strana. Anche quando sopravvivi, puoi non esistere più.

Detective: (allibita) Che storia è questa? Non si può essere vivi e morti allo stesso tempo, no?!

Josephine: (petulante) Ma cosa vuoi capire, tu!

Celia: Io per amore mi sono quasi uccisa!

Miss Marple: Non pensarci più, cara. Sei ancora viva. Solo questo conta.

Miss Casewell: Salvarsi è fondamentale, guardare avanti. Comunque, il male ricevuto può farci perdere l’identità e il futuro… non è come perdere la vita, in fondo?

Detective: (riflettendo) Un omicidio interiore, dell’anima.

Felicie/Annette: Io ne sono un fulgido esempio!

Detective: Per questo esistiamo noi detective! Per ristabilire l’ordine, proteggere gli innocenti. Sono loro a contare, per Agatha! Agatha: Non mettermi in mezzo! Fino a pochi minuti fa ero qui in pace e volevo prepararmi un tè, e ora guarda! Un coro di voci incessanti e insistenti nel prender parola!

Detective: Questo è il bello! Tutta la sua produzione è una varietà le cui parti comunicano con noi e tra loro! Spy stories, racconti soprannaturali, crudeltà sotto pseudonimo, poesie, radiodrammi, detective fiction…

Agatha: Basta, per carità! Conosco la mia produzione!

Detective: Ma il pubblico no! È nota come Regina del giallo, ma anche il resto merita scoperta! In quanti hanno letto la storia del bambino fantasma e della sua solitudine? O hanno incontrato l’impalpabile Harley Quin, così spettrale? E la trama sulle sette e culti criminali? Sa che persino Dylan Dog l’ha omaggiata con un numero dedicato, E poi non rimase nessuno?

Agatha: (compiaciuta) Toh! Questa è nuova!

Detective: Uscita a fine aprile 2023!

Il telefono sul palcoscenico inizia a squillare. È un trillo monotono, fastidioso, che squarcia l’atmosfera rasserenata e dilania i sorrisi sui volti.

Detective: (sconvolta) È un telefono di scena! Come può funzionare?!

Miss Marple: (con senso pratico) Qui funziona tutto, cara… e tutto ciò che sembra essersi perduto, ritrova la propria funzione…

Detective: (attonita) Non capisco…

Poirot: (coprendosi le orecchie) Qualcuno vuol rispondere? Fate cessare questo scempio! (se ne va, allontanandosi fino a scomparire)

Detective: (esitante) Vado io… Pronto? Pronto?!

Una Voce: (bisbiglia) Oh, ci sei? Questa è una chiamata personaaaaleeeeeeee! Dall’oltretombaaa! Uuuuuuuh! (Segue risatina sadicamente divertita).

Tutte seguono, attonite, l’eco del sussurro spettrale.

Fay: Josephine! Come puoi burlarti di me?!

Josephine: Era uno scherzo! Mi annoiavo. Nessuno parlava più con me. O di me…

Miss Marple: (tristemente, scuotendo la testa) Ah, la solitudine…

Josephine: Sono in compagnia di me stessa! E poi ho La Bambola… te la ricordi, Sconosciuta?

Detective: Si, Josephine. Era della sarta…

Josephine: Alt! Non le apparteneva. Quella lì non capiva…

Detective: (piccata) A ogni modo, perché ce l’hai tu? Non era mica nella tua storia.

Josephine: (incalzante) E a te che importa, Sconosciuta? Perché sei qui a farci tutte queste domande?

Detective: (pensierosa) Non so come sono finita da voi…

Josephine: Sei L’ospite inatteso! Aah!

Pippa: …E magari, sei finita nella Tela del ragno!

Le due ridacchiano all’unisono, complici e divertite.

Detective: Lei mi ha insegnato che il soprannaturale può esistere, Agatha!

Agatha: Vi sono leggi ancora incomprese, da dove arrivi tu.

Detective: Le sue opere sono formative, sa?

Agatha: Oh, non tutte!

Detective: Molte sì. Le declinazioni sulla figura della zingara sono notevoli! E quella curiosa Mrs Lancaster? Che brividi!

Mrs Lancaster: (avvicinandosi con un bicchiere in mano) Cara, lo vuole un buon latte caldo? Di sicuro la calmerà… quella bambina è dispettosa! Vuole solo amore…

Detective: (irrigidendosi) No, grazie, signora. Niente latte per me, né frasi agghiaccianti su bambini sepolti dietro ai caminetti!!! (Poi, rivolgendosi ad Agatha) Che trovata geniale! E chi può dire se la Mrs Lancaster nominata in altre sue opere sia la stessa? Oggi la chiamerebbero ‘Easter egg’. Si trova tutto in lei, Agatha! Niente resta più impresso degli insegnamenti tra le righe…

Agatha: Se lo dici tu.

Detective: La formula di cui parla in Caffè Nero…

Agatha: Meglio non pensarci. Ero qui a godermi una serata tranquilla, poi arrivi tu e chiunque vuol dire la sua! Insomma! Sono o non sono creature mie?

Miss Marple: Le creature non sono schiave… (sospirando) le persone, talvolta, sì. (Poi, rivolgendosi alla detective e porgendole una tazzina): Prego, beva un sorso. (Con un sorriso furbo) Non è latte!

Detective: (dopo aver assaggiato) Grazie! Ha ragione, prendiamo questo luogo ad esempio. Mette in scena una storia di imprigionamento, in più di un senso. Non lo trova meraviglioso?

Miss Marple (annuisce, guardandola intensamente)

Detective: (impallidisce)

Agatha: (osservandola) Non avere paura. Tornerai da dove sei arrivata.

Detective: (annaspa, le si chiude la gola, sta avendo un mancamento. Mentre si accascia davanti al caminetto, guarda fisso Agatha, sgomenta)

Agatha: (ammiccando) Mi ha fatto piacere la tua visita inaspettata. Ma non curiosare troppo nell’Oltre… bastano i miei libri, in fondo!


Questo testo è la seconda parte dello speciale omaggio ad Agatha Christie, che si può seguire a partire dalla presentazione di Alessandra Calanchi.



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