Omaggio ad Agatha Christie: atto I: Quale Agatha?
Mentre il mondo celebra Agatha Christie, io mi domando se tutti coloro che ne decantano le numerose qualità siano consapevoli di cosa leggono o rischiano di leggere...
Chi ti ama non desidera plasmarti per assecondare il gusto delle masse, né il giudizio altrui.
Ecco perché oggi, mentre il mondo celebra Agatha Christie, io mi domando se tutti coloro che ne decantano le numerose qualità siano consapevoli di cosa leggono o rischiano di leggere.
È bene ricordare infatti che la Duchessa della Morte è stata oggetto di censura anche in anni recenti, come mostrano vari articoli in merito, incluso questo mio del 2023 (grazie ai miei lettori e alle mie lettrici!)
Mi riferisco alla scelta di effettuare modifiche, tagli, con l’obiettivo di rimuovere contenuti potenzialmente offensivi.
Il discorso è delicato: voglio mettere in chiaro che non condivido alcun tipo di censura, tantomeno quella attuata di recente dal presidente Trump (vedasi la rubrica di Alessandra Calanchi Vocabolario resistente). Ritengo inoltre che ogni operazione di revisione, negazione, rimozione sia su testi letterari, sia su film, sia su fatti storici sia pericoloso ed esecrabile.
La strada per il peggio è una réclame di cosiddette ‘buone intenzioni’… perciò invito chiunque desideri informarsi meglio a leggere l’esemplare analisi del prof. Gianni Darconza, “My Modest Proposal - L’opera d’arte nell’era del politically correct”, reperibile in lingua italiana in fondo alla pagina del seguente link
In riferimento a Christie, la notizia sembra lentamente scesa in sordina, quasi dimenticata: è questo uno dei fini della censura. Una volta che qualcosa è cancellato, il tempo passa e molti smettono di ricordare.
Semplice, efficace. In questo modo si perdono non solo occasioni di riflessione e confronto, ma soprattutto gli autori, la loro autenticità.
Chi tiene davvero all’originalità e alla sana critica testuale, perde materiale valido: in nome di cosa? Perché?
Il concetto e le implicazioni della censura sono molto più profonde di queste domande contestuali.
Le scelte di ogni autore e di ogni autrice vanno rispettate. Non si dovrebbe scovare edizioni salve dal paludoso buonismo ipocrita, per conoscere la vera opera di Agatha Christie.
E voi, volete leggere l’Agatha originale o quella censurata?
Chi amate? L’Agatha vera o quella resa ‘comoda’?
Soprattutto: quale Agatha state celebrando nel 2026?
Questo articolo è parte di una trilogia dedicato ad Agatha Christie, a partire da questa premessa.
- Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -