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Oggigiorno: 11 febbraio (2026): Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza

Omaggio a Margherita Hack

di Alessandra Calanchi - mercoledì 11 febbraio 2026 - 398 letture

Omaggio a Margherita Hack

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Copertina di Margherita Hack, Siamo fatti di stelle

Oggi voglio raccontarvi la storia di una bambina che diventa scienziata. Anzi, no. Vi invito a comperare un piccolo libro che si intitola Margherita Hack – Una donna piena di cielo, scritto dal poeta Antonio Nobili che da tempo si dedica alla (ri)scoperta di donne protagoniste della scena culturale italiana e mondiale: ha scritto su Anna Achmatova, Alda Merini, Frida Kahlo, Caterina da Siena…

E se poi ci riuscite, andate a vedere/ascoltare lo spettacolo omonimo (di cui Nobili è regista per La Cervona – Editoria e Spettacolo), starring Giorgia Trasselli. Farete esperienza di una biografia poetica e accurata che porta sul palcoscenico la vita straordinaria della più celebre astrofisica italiana.

Attraverso un viaggio emozionante, lo spettacolo racconta l’educazione aperta e antifascista ricevuta dai suoi genitori, l’amore per la bicicletta e per la natura, i successi sportivi, gli affetti, le difficoltà vissute durante la guerra e la dittatura, e i suoi numerosi viaggi di lavoro tra America, Russia e Olanda.

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Locandina Margherita Hack - Una donna piena di cielo, di Antonio Nobili

Lo spettacolo è accompagnato da un’orchestra di musica dal vivo (Riccardo Trasseli, Cecilia Ottaviani, Davide Tardozzi), che sottolinea i momenti più intensi della narrazione con le canzoni che hanno segnato la vita della scienziata. Attraverso la musica e le parole questa performance celebra il carisma, l’umanità e anche la simpatia di Margherita Hack (1922-2013), una figura straordinaria che ha saputo unire scienza, ecologia e politica, diventando un’icona nella storia della ricerca astronomica italiana. Una donna atea (“Il tuo Creato io lo chiamo Universo ed è infinito lo stesso”, p. 21), dal 2002 membro onorario dell’Unione degli Atei e Agnostici Italiani, (p. 71), antifascista e pacifista (“La guerra! E la gente giù ad applaudire. Tolsi il tricolore dalla bici, lo gettai in un cestino e non ce lo rimisi mai più” (p. 39).

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Locandina Margherita Hack - Una donna piena di cielo

Nobili ripercorre la vita di Margherita Hack fin dalla più tenera età, quando ancora non aveva idea di studiare fisica né tantomeno astrofisica; dà voce al suo essere donna in un’epoca (quella fascista e post-fascista) in cui alle donne si chiedeva di essere al massimo delle brave ginnaste e delle buone madri di famiglia; in un ambiente (quello accademico) in cui facevano carriera solo i maschi; e in una nazione (l’Italia) che sentiva soffocante e provinciale rispetto ai paesi stranieri in cui vinceva borse di studio, faceva scambi, incontrava personalità, pubblicava articoli. L’incontro con Aldo, il suo grande amore, e la morte della madre, dopo la quale si stabilì all’Osservatorio di Trieste (fu la prima donna in Italia a dirigere un Osservatorio), sono rappresentati con una tenerezza e una sensibilità rari. Così come sono descritti con cura i passaggi che portano una bambina a diventare scienziata: “per primissima cosa una famiglia accogliente” (p. 25); poi “la libertà” (p. 31), “buoni insegnanti, ma prima ancora la possibilità di un’istruzione di qualità” (p. 42); e infine, “un respiro internazionale” (p. 57).

Ricordo anche il titolo dell’ultimo libro di Margherita Hack: Siamo fatti di stelle. Dialogo sui minimi sistemi (con Marco Morelli, 2013).


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