O Fiume o morte!
Presentato al festival di Rotterdam del 2024, visto all’interno della rassegna del cinestudio al cinema King di Catania, il film del regista croato Igor Bezinovic...
Presentato al festival di Rotterdam del 2024, visto all’interno della rassegna del cinestudio al cinema King di Catania, il film del regista croato Igor Bezinovic è un film ironico, irriverente, corale e colorato, che ci offre anche l’occasione di riflettere su una pagina dimenticata della nostra storia e sulla follia della guerra
Prove generali di fascismo. E’ il succo dell’impresa fiumana di Gabriele D’Annunzio raccontata nel film "O Fiume o morte!" - il titolo è il grido di battaglia dei legionari italiani al seguito del poeta interventista e nazionalista, nonché, successivamente, sostenitore del fascismo.

- locandina di Fiume o morte
Alle origini dell’impresa sono le conseguenze della prima guerra mondiale.
Nel corso delle trattative di pace, la Dalmazia (regione a maggioranza slava)viene assegnata alla Jugoslavia. Incerto è invece il destino della città di Fiume che è a maggioranza italiana ma che, al momento, è sotto l’occupazione di una forza militare interalleata in attesa che ne sia decisa la destinazione definitiva.
La mancata assegnazione di Fiume all’Italia crea il mito della “Vittoria mutilata” espressione coniata da Gabriele D’Annunzio e sostenuta dai nazionalisti italiani, che osservano con crescente entusiasmo l’azione del poeta in segno di estrema protesta per la “mutilazione”: il 12 settembre 1919 D’Annunzio, a capo di un battaglione disobbediente dell’esercito italiano e di alcuni volontari, marcia su Fiume ed entra in città, costringendo il contingente interalleato ad allontanarsi.
Compiuta l’impresa D’Annunzio si pone a capo di una “reggenza” della città e proclama l’annessione di Fiume all’Italia.
L’occupazione di Fiume rischia di provocare un grave incidente internazionale, per cui, dopo la firma, il 12 novembre del 1920, del trattato di Rapallo, che stabilisce che Fiume sia una città libera, né italiana né Jugoslava, il governo Giolitti dà ordine all’esercito regolare italiano di porre fine alla “Reggenza del Carnaro” (Così D’Annunzio aveva chiamato la sua creazione).
Così l’impresa fiumana nei nostri libri di storia, ricostruzione che lascia quasi intatta la fama del suo capo, poeta, romanziere e drammaturgo, gloria italiana.
Il film del croato Igor Bezinovic (nato a Rijeka, nome attuale della città di Fiume, ci racconta questa storia ormai quasi dimenticata. Lo fa in maniera ironica, grottesca, mettendoci di fronte ad un punto di vista inedito.
Ne è nato un film-documentario basato su un ricco materiale d’archivio "attualizzato" con le immagini della città oggi e con diversi attori non professionisti (Sette per interpretare il ruolo di Gabriele D’Annunzio).
Un film colorato, irriverente, corale che ci dice molto sull’ Europa di oggi.
E ci fa toccare con mano - nei volti insanguinati dei soldati interpretati da alcuni giovani sulla base delle foto d’archivio- l’orrore della guerra, voluta per saziare l’avidità di alcuni e il narcisismo di altri.
“"Fiume o morte!" è un’opera cinematografica di qualità che ci ricorda che, sebbene gli oggetti "ereditati" da un certo periodo non siano sempre in mostra, il passato oscuro o folle non è mai troppo lontano"” (Marko Stojiljkovic, CinEuropa)
“"Il sistema in cui operava D’Annunzio si basava su quattro pilastri: militarizzazione, propaganda, nazionalismo e capitalismo. Qualcuno ha finanziato l’occupazione, qualcuno ne ha tratto profitto e qualcuno ne trarrà profitto anche dalle guerre future. Oggi assistiamo alla produzione di paura, all’idea che la guerra sia inevitabile, che siano necessarie più armi e più militarizzazione. Questo mi preoccupa profondamente. Spero che il film possa fungere da monito e aiutarci a riflettere su ciò che sta accadendo in Europa in questo momento."” (Dall’intervista di CinEuropa al regista Igor Bezinovic)
Una recensione da MyMovies:
https://www.mymovies.it/film/2025/fiume-o-morte/pubblico/?id=1733228
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