Nuovo gruppo editoriale in espansione

L’Odg ci ripensa, ma è tardi – Megasede Rai a Milano – Meno giornalisti assassinati ma più carcerati – Figuraccia della Tgr

di Adriano Todaro - mercoledì 22 dicembre 2021 - 1470 letture

L’ODG CI RIPENSA ‒ Sulla presunzione d’innocenza e, quindi, sulla censura nei confronti dei giornalisti, l’Ordine dei giornalisti ha scritto al vice presidente del Csm David Ermini e al Procuratore generale in Cassazione, Giovanni Salvi chiedendo un intervento urgente così da evitare che «cali il silenzio su inchieste, magari proprio quelle a carico di personaggi importanti». Soltanto che ormai è legge dal 14 dicembre scorso. Come avevamo scritto a suo tempo, Odg e Federazione della stampa avevano disertato l’audizione alla Camera. La legge prevede solo comunicati dei procuratori e il nuovo presidente Odg ‒ Carlo Bartoli ‒ scrive che ci sono preoccupazioni perché la legge «concentra nelle mani del solo procuratore la possibilità di scelta di quali notizie l’opinione pubblica debba conoscere e quali no, senza alcun controllo o bilanciamento di sorta, con il rischio di pericoloso bavagli».

MEGASEDE RAI A MILANO ‒ Nel 2025 sarà pronta la megasede Rai a Milano con il conseguente ridimensionamento di Saxa Rubra. Secondo alcuni quotidiani, al Pd e al sindaco di Roma Gualtieri non resta che incassare il ridimensionamento. Negli spazi del MiCo si sposteranno così gli studi di produzione Rai milanesi: il trasferimento in Fiera ridimensionerà Corso Sempione e rischia di snaturare la centralità di Roma e della sede di Saxa Rubra per l’azienda televisiva di Stato.

NUOVO GRUPPO EDITORIALE ‒ C’è un nuovo gruppo editoriale italiano in espansione. In un anno hanno già un portafoglio con ben sei quotidiani. Ultima arrivata è La Nuova Sardegna. Penultima, La Gazzetta di Carpi, che giaceva abbandonata ed è stata rimessa in piedi. Adesso, il fatturato globale è di 50 milioni di euro. L’obiettivo è di arrivare a 100 milioni entro il 2024. Acquistando altre testate locali e potenziando le sei già in casa. In un momento in cui tutti continuano a sottolineare la crisi del cartaceo, questa azienda va controcorrente. Si chiama Sae, Sapere Aude Editori. Il presidente, è Alberto Leonardis, aquilano che ha gestito e poi lasciato Il Centro di Pescara, è stato consulente di Microsoft, Siemens, Enrst & Young, ha investito sulle terapie del dolore, ha lavorato con una multinazionale cinese. Alla fine del 2020 ha comprato da John Elkann Il Tirreno, la Nuova Ferrara, la Gazzetta di Reggio e la Gazzetta di Modena. Alla fine del 2021 ha acquistato La Nuova Sardegna. Altri soci sono: l’immobiliarista toscano Maurizio Berrighi (Berrighi Costruzioni), che si occupa di immobiliare e relazioni istituzionali in Toscana, Pietro Peligra (grandi negozi Portobello), che si occupa di innovazione e audiovisivi, Luca Santini (Masini & Santini distribuzione), distributore in Toscana, Massimo Briolini, direttore finanziario, Giulio Fascetti (Zona Franca edizioni), direttore operativo, Davide Cilli (Nexitalia, energia, tlc, trasporti), organizzazione e personale, Alberto Tivoli (Life, comunicazione). E poi, i collaboratori Luca Baldanza, pubblicità, Gianni Giovannetti, relazioni esterne ed industriali, Marco Racano, direttore affari legali. Giacomo Bedeschi dirige Modena, Reggio, Ferrara e Carpi. Al Tirreno è da poco arrivato un nuovo direttore, amico di gioventù di Leonardis, Luciano Tancredi, grandi esperienze nei giornali, in tv, nel mondo della comunicazione.

MENO ASSASSINATI PIÙ CARCERATI ‒ Nel 2021 sono stati assassinati, in tutto il mondo 46 giornalisti. Il numero più basso degli ultimi 20 anni, per la prima volta sotto i 50 dal 2003. Lo riporta Reporter sans frontières (Rsf) dove si sottolinea, però, c’è stato un numero record dei giornalisti incarcerati: 499, di cui 60 sono donne. E ben 65 sono i giornalisti desaparecidos, “scomparsi”. La Cina, per il quinto anno consecutivo, si conferma il Paese che ha più giornalisti in galera: ben 127. Al secondo posto della “lista nera” troviamo il Maymar con 53 giornalisti detenuti, la Bielorussia con 32 cronisti in carcere, il Vietnam, con 43 e l’Arabia Saudita con 31. In Bielorussia, le giornaliste incarcerate sono 17, superiori al numero dei colleghi maschi che sono 15. In Myanmar le giornaliste detenute sono 9; in Vietnam, 4. Nel rapporto Rsf si ricorda anche Narges Mohamadi, giornalista iraniana che ha già scontato otto anni in carcere, che è stata arrestata di nuovo lo scorso novembre portando a 3 il numero dei giornalisti detenuti in Iran e il caso di Julian Assange, il fondatore di Wikileaks che rischia di essere condannato per spionaggio negli Usa, dove rischia fino a 175 di carcere, se verrà alla fine estradato dal Regno Unito. Anche se i giornalisti uccisi diminuiscono, Rsf sottolinea che nell’anno che si sta chiudendo nel mondo è stato ucciso un giornalista quasi ogni settimana, indicando che è il Messico che ha il triste record del numero maggiore di reporter assassinati, in tutto sette. Segue l’Afghanistan, sei, e poi l’India e lo Yemen con quattro. Dei 46 giornalisti assassinati, tra i quali 4 donne, 18 sono stati uccisi in zone di conflitto, 16 mentre lavoravano e altri 30 sono stati presi di mira in quanto giornalisti. Tra le donne uccise le tre afghane, Shahnaz Rufi, Saadia Sadat e Mursal Vahidi, uccise in un attacco rivendicato dallo Stato Islamico. L’associazione lancia poi l’allarme sull’uccisione dei giornalisti in Paesi che non sono in guerra, anche in Paesi dell’Unione Europea, come il giornalista televisivo greco Giorgios Karaivaz, che indagava sulla corruzione in seno alla polizia, e il giornalista olandese Peter de Vries, ucciso in un agguato la scorsa estate.

“FIGURACCIA” ‒ Ben 11 giorni fa i Tg nazionali Rai avevano mandato in onda uno stralcio del messaggio inviato dal presidente del Consiglio Draghi alla Fondazione Guido Carli. Ma alla direzione della Tgr (Testata giornalistica regionale) questo non è bastato e, più realisti del re, il 15 dicembre, alle 19,30, l’hanno rimandato in onda. Il lancio, uguale per tutti, così recita: «Nei prossimi mesi a Regioni province e comuni italiani arriveranno oltre 66 miliardi euro per gli investimenti in tutti i settori, cifra prevista dal Governo nel PNRR, il Piano di rilancio dell’economia italiana dopo il Covid 19. La Tgr si impegna a seguire in tutte le Regioni e in tutti i Comuni la presentazione e poi la realizzazione di questi progetti. Ascoltiamo gli obiettivi nelle parole del Presidente del Consiglio Mario Draghi». Questa non è informazione, ma propaganda di parte con i soldi di tutti. Lo sottolinea l’Esecutivo UsigRai e il Coordinamento dei Cdr della Tgr: «Mentre la Rai spegne l’informazione regionale alle 20 – denunciano i giornalisti nella nota - cancellando l’edizione notturna dei Tg regionali, la direzione si premura di offrire a Palazzo Chigi uno spazio di auto promozione fuori da ogni logica giornalistica». Da qui la domanda: «Ci dobbiamo aspettare questo dal prossimo piano editoriale Tgr: meno informazione e più propaganda?».


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