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La Notte del Teatro. A Urbino, il 6 Maggio. Il Programma

Dal pomeriggio a notte fonda la città; ducale offre per la prima volta i suoi luoghi più suggestivi e inediti alle arti sceniche. Una città; in festa nel nome del teatro che invaderà; anche vicoli, piazze e caffè.
di Tano Rizza - sabato 24 aprile 2010 - 3557 letture

giovedì 6 maggio 2010

LA NOTTE DEL TEATRO Urbino città-palcoscenico

Dal pomeriggio a notte fonda la città; ducale offre per la prima volta i suoi luoghi più suggestivi e inediti alle arti sceniche. Una città; in festa nel nome del teatro che invaderà; anche vicoli, piazze e caffè.

PROGRAMMA

ore 17, Cortile Collegio Raffaello PARADA. UN NASO ROSSO CONTRO L’INDIFFERENZA spettacolo di clownerie un progetto di Miloud Oukili per i ragazzi di Bucarest

ore 18, Sala del Maniscalco Centro Socio Educativo Francesca e la Compagnia “Accua” CIRKO! prova aperta spettacolo di “teatrocirco-poetico” testo e regia di Gianni Villa

dalle ore 19 MOTUS /(ANTIGONE) CONTEST

ore 19, Fortezza Albornoz LET THE SUNSHINE IN (antigone) contest #1 ideazione e regia Enrico Casagrande & Daniela Nicolò con Silvia Calderoni e Benno Steinegger

ore 22,30 Teatro Sanzio TOO LATE! (antigone) contest #2 ideazione e regia Enrico Casagrande & Daniela Nicolò con Silvia Calderoni e Vladimir Aleksic

ore 00,30, Piazza della Repubblica LET THE SUNSHINE IN PARTY Dj set di Silvia Calderoni

dalle 19 alle 24, bar, caffè, ristoranti e luoghi vari del centro storico CUST / ITINERARI POETICI OMAGGIO A UN POETA CHE SI CHIAMA “DONNA”: ALDA MERINI recital di poesia e musica

OMAGGIO AL TEATRO SINTETICO DI MARINETTI LE MANI AMORE + AMICI= FRONTE (Battibecchi amorosi)

PIANETA VOLPONI percorsi nell’opera

Dal pomeriggio a notte fonda Urbino offre giovedì 6 maggio per la prima volta i suoi luoghi più suggestivi e inediti alle arti sceniche per La Notte del Teatro. Urbino città; palcoscenico, prima edizione promossa dal Comune di Urbino / Assessorato al Turismo e Assessorato alla Cultura e dall’AMAT. Una citt?nbsp; in festa dalle ore 17 nel nome del teatro che invade anche vicoli, piazze e caffè.

I Il taglio del nastro è (ore 17, Cortile Collegio Raffaello) con Parada. Un naso rosso contro l’indifferenza, progetto del clown franco-algerino Miloud Oukili per i ragazzi di Bucarest. In seguito alla grave crisi economica e sociale attraversata dalla Romania all’inizio degli anni novanta, alla caduta del regime di Ceausescu, migliaia di bambini e di ragazzi sono scappati dalle loro famiglie e dagli orfanotrofi finendo sulle strade di Bucarest e del resto del Paese, esposti alla solitudine, alla violenza e alla povert?nbsp; assoluta. Nel 1992 Miloud li ha incontrati nei canali sotterranei della capitale dove si rifugiavano la notte per sfuggire al freddo e alla solitudine. Da allora non li ha più lasciati: li ha conquistati con le arti del circo e attraverso la creazione della Fondazione Parada ha offerto loro incontri sulla strada, ascolto in un centro diurno, accoglienza in luoghi protetti e proposte progettuali finalizzate a costruire un futuro migliore. Alla storia di Miloud è dedicato anche il lungometraggio di Marco Pontecorvo Pa-ra-da (2008), che grande apprezzamento ha riscosso da parte di critica e pubblico italiano.

Alle ore 18 l’invito è a recarsi alla Sala del Maniscalco. In concomitanza con le celebrazioni per il ventennale della fondazione del Centro Socio Educativo “Francesca” e della presentazione nazionale della nuova produzione della Compagnia Teatrale “Accua”, al pubblico della Notte del Teatro è offerta una anticipazione dello spettacolo Cirko! che si terr?nbsp; il prossimo 27 maggio al Teatro Sanzio di Urbino, attraverso la formula della Prova aperta. La volont?nbsp; è quella di spalancare le porte, allo spettatore, su ciò che comunemente avviene durante l’allestimento di un opera scenica con soggetti disabili come partecipanti; ampliare così lo sguardo dal singolo momento della rappresentazione a tutto ciò che il laboratorio teatrale negli anni è stato; aprire le prove al pubblico rendendolo così partecipe delle difficolt?nbsp;, gli sforzi e la passione che accomunano operatori e soggetti portatori di handicap nella lunga preparazione dello spettacolo.

Ai Motus, gruppo tra i più interessanti della scena contemporanea, amato dal pubblico urbinate per le sue lunghe frequentazioni con la citt?nbsp; ducale, è dedicato un viaggio in tre tappe dal titolo Motus/(Antigone) contest: alle ore 19 la Fortezza Albornoz ospita LET THE SUNSHINE IN (antigone) contest #1, alle ore 22.30 al Teatro Sanzio è in scena TOO LATE! (antigone) contest #2 e per concludere, dalle 00.30 in piazza della Repubblica, musica e ballo con LET THE SUNSHINE IN PARTY Dj set di Silvia Calderoni. È una virata in direzione di un teatro più "politico" quella che Motus, dopo X (ics) Racconti della giovinezza, ha realizzato con Let the sunshine in e Too late!. Prima e seconda tappa di un progetto in forma di contest (scontro/incontro), gli spettacoli si addentrano ancor più nel tema dei conflitti generazionali, assumendo la figura di Antigone - interpretata da una splendida Silvia Calderoni reduce dal prestigioso Premio UBU 2009/Migliore Attrice under 30 - come metafora delle rivolte d’oggi.

Dal tardo pomeriggio, ore 19, a notte fonda caffè, ristoranti e luoghi vari del centro storico sono animati da Itinerari poetici a cura del TatroCust 2000. Tre sono i fili conduttori degli interventi del gruppo urbinate: un Omaggio a un poeta che chiama “donna”: Alda Merini, intenso recital di poesia e musica; un Omaggio al teatro sintetico di Marinetti (LE MANI, AMORE + AMICI = FRONTE (Battibecchi amorosi) e Pianeta Volponi, percorsi nell’opera.

Per gli spettacoli di Motus alla Fortezza Albornoz e al Teatro Sanzio i posti sono limitati, la prenotazione è fortemente consigliata presso Amat 071 2072439 e Teatro Sanzio 0722 2281. Gli unici spettacoli a pagamento sono Let the sunshine in e Too late!, i costi dei biglietti sono i seguenti: posto unico numerato 10 euro ridotto giovani e studenti 8 euro. Let the sunshine in party ingresso gratuito. “Speciale Motus” promozione valida per i primi 60 spettatori, Let the sunshine in + Too late! 12 euro. La biglietteria del Teatro Sanzio (tel. 0722 2281) sar?nbsp; aperta per la vendita dei biglietti il giorno 5 maggio dalle ore 16 alle ore 20 e il giorno 6 maggio dalle ore 16 alle ore 20 e dalle 21.30 ad inizio spettacolo previsto alle ore 22.30. Per informazioni: Assessorato alla Cultura e Assessorato al Turismo tel. 0722 309222 / 0722 309602, www.urbinoculturaturismo.it.

ore 17, Cortile Collegio Raffaello

PARADA. UN NASO ROSSO CONTRO L’INDIFFERENZA spettacolo di clownerie un progetto di Miloud Oukili per i ragazzi di Bucarest

In seguito alla grave crisi economica e sociale attraversata dalla Romania all’inizio degli anni novanta, alla caduta del regime di Ceausescu, migliaia di bambini e di ragazzi sono scappati dalle loro famiglie e dagli orfanotrofi finendo sulle strade di Bucarest e del resto del Paese, esposti alla solitudine, alla violenza e alla povert?nbsp; assoluta. Nel 1992 il clown francese, Miloud Oukili, li ha incontrati nei canali sotterranei della capitale dove si rifugiavano la notte per sfuggire al freddo e alla solitudine. Da allora Miloud non li ha più lasciati: li ha conquistati con le arti del circo e attraverso la creazione della Fondazione Parada ha offerto loro incontri sulla strada, ascolto in un centro diurno, accoglienza in luoghi protetti e proposte progettuali finalizzate a costruire un futuro migliore. Ora, al loro fianco c’è Parada Italia, in consorzio con il G.R.T. Gruppo per le Relazioni Transculturali, che attraverso la campagna Un naso rosso contro l’indifferenza, offre a Bucarest supporto organizzativo, progettuale, economico e formativo. Alla campagna hanno gi?nbsp; aderito molti gruppi di volontari, sorti spontaneamente in tutta Italia, e numerosi enti locali, associazioni e singoli. Grazie al loro sostegno, molti ragazzi rumeni hanno lasciato la strada, frequentano la scuola o lavorano e oggi possono finalmente guardare al futuro con speranza.

FONDAZIONE PARADA

Parada è una Fondazione romena non governativa riconosciuta di utilit?nbsp; pubblica dalle Istituzioni, creata nel 1996 dall’allora giovane clown francese, Miloud Oukili. La Fondazione si occupa principalmente delle persone emarginate nella citt?nbsp; di Bucarest, in particolare dei giovani in situazione a rischio di emarginazione sociale e dell’infanzia emarginata, soprattutto dell’infanzia di strada sradicata dalla famiglia e allontanata dalle istituzioni socio-educative, in particolare dalla scuola. La strada evidenzia una radicalit?nbsp; di vita molto forte. Sulla strada si incontra tutta la pesantezza di modalit?nbsp; di vita dure, spartane, al limite della sopravvivenza, ma anche la fantasia del sempre nuovo, la curiosit?nbsp; su tutto ciò che transita, sia che si fermi per un rapporto strumentale o più profondo, oppure che transiti e basta. L’incontro, nato dall’energia di un Clown, è diventato una sorta di provocazione continua, reciproca, dialettica e forte. È stata anche l’accoglienza di un’invocazione di aiuto e la promessa di risposte adeguate. È stato infine l’incontro evocativo di sentimenti umani che vanno al di l?nbsp; della sofferenza, del lamento, della lotta sociale per diventare purezza di espressione, evocazione di un mondo migliore. L’obiettivo di Parada è di inserirsi in maniera articolata e coerente nel processo di transizione del Paese sviluppando azioni di prevenzione, assistenza, recupero e reintegrazione sociale dei beneficiari delle attivit?nbsp;, insieme a una costante produzione di interventi di sensibilizzazione e lobbyng sulla societ?nbsp; civile e le istituzioni. La Fondazione ha elaborato un metodo di aggancio e di creazione di percorsi riabilitativi che in questi anni di lavoro hanno dato interessanti risultati. I servizi offerti dalla Fondazione Parada sono concepiti come un ciclo completo destinato ad assicurare un’integrazione sociale effettiva e stabile dei propri beneficiari.

MILOUD

Miloud Oukili nasce ad Algeri (Algeria) il 3 gennaio 1972. Ancora piccolissimo si trasferisce con la famiglia in Francia dove frequenta la scuola di circo di Annie Fratellini. Ha incontrato i ragazzi di strada in Romania nel 1992 mentre prestava servizio civile. Miloud è un clown e interviene con tutto l’impeto della sua sensibilit?nbsp; umana e artistica. In grado di cogliere la forza della diversit?nbsp; non come contraddizione ma come ricchezza, egli ha vissuto e risolto sulla sua pelle lo “scontro culturale” tra una madre francese e un padre algerino. Coglie il senso vero della Strada, come modalit?nbsp; di vita, forza, positivit?nbsp;, libert?nbsp;. La sua sensibilit?nbsp;, lo porta a vedere gli aspetti divertenti, sdrammatizzati, semplici. Il denominatore comune del suo agire è la leggerezza, così come la intende Calvino nelle “Lezioni Americane”, un valore dell’occidente da mantenere per il terzo millennio. Gioca con i ragazzini, si divertono insieme, insieme affrontano il mondo attraverso gli spettacoli. Prendono forza, sicurezza di sé, ampliano la loro conoscenza e le loro relazioni, escono dall’isolamento del loro ghetto senza necessariamente entrare in altre dimensioni, forse ancora premature. Vivono una favola energetica che li porta di tournée in tournée, da Sighisoara fino a Piazza S. Marco a Venezia per il carnevale. È a questo punto che occorre “dare radici alle ali” e immaginare percorsi e proposte realistiche e credibili per la vita di questi giovani che prosegue e non può rimanere in sospensione nella favola, nell’attimo della scena, del teatro, della tournée. Per dare forza alla sua azione, nel gennaio 1996 Miloud crea “Fundatia PARADA”.

Riconoscimenti

20 ottobre 1999, il Papa riceve Miloud; 23 novembre 1999, UNICEF Italia assegna a Miloud il premio Unicef 2000 – Dalla parte dei bambini; 25 giugno 2000, La citt?nbsp; di Forlimpopoli assegna a Miloud il premio Artusi; 3 settembre 2000, Miloud riceve a Gunsbach, in Francia, il Premio Europeo Albert Schweitzer; 27 luglio 2001, Miloud incontra a Bucarest il primo ministro Jospin con altri organismi non governativi per conoscersi e mettergli il naso rosso e per parlare della situazione dell’infanzia abbandonata; 3 ottobre 2001, l’ABBE’ Pierre visita l’organizzazione e le strutture della Fondazione Parada. Miloud incontra all’ambasciata francese a Bucarest l’ABBE’ Pierre e il coordinamento della cooperazione internazionale francese in favore del diritto del miglioramento delle condizioni dell’infanzia a Bucarest; 15 ottobre 2001, Premio della Fondation pour l’Enfance (Parigi) a Miloud per il lavoro svolto a Bucarest e una riunione di lavoro per una collaborazione tra Parada e le istituzioni dei diritti dell’infanzia; 10 giugno 2006, Miloud riceve a Sassocorvaro (PU) il Premio Rotondi sezione “Angeli del nostro tempo”.

ore 18, Sala del Maniscalco

Centro Socio Educativo Francesca e la Compagnia “Accua” CIRKO! prova aperta spettacolo di “teatrocirco-poetico” testo e regia di Gianni Villa

In concomitanza con le celebrazioni per il ventennale della fondazione del Centro Socio Educativo “Francesca” e della presentazione nazionale della nuova produzione della Compagnia Teatrale “Accua”, al pubblico della Notte del Teatro è offerta una anticipazione dello spettacolo Cirko! che si terr?nbsp; il 27 maggio 2010 al Teatro Sanzio di Urbino, attraverso la formula della Prova aperta. Spalancare le porte, allo spettatore, su ciò che comunemente avviene durante l’allestimento di un opera scenica con soggetti disabili come partecipanti. Ampliare così lo sguardo dal singolo momento della rappresentazione a tutto ciò che il laboratorio teatrale negli anni è stato. Aprire le prove al pubblico rendendolo così partecipe delle difficolt?nbsp;, gli sforzi e la passione che accomunano operatori e soggetti portatori di handicap nella lunga preparazione dello spettacolo.

dalle ore 19

MOTUS /(ANTIGONE) CONTEST

ore 19, Fortezza Albornoz LET THE SUNSHINE IN (antigone) contest #1 ideazione e regia Enrico Casagrande & Daniela Nicolò con Silvia Calderoni e Benno Steinegger

ore 22,30 Teatro Sanzio TOO LATE! (antigone) contest #2 ideazione e regia Enrico Casagrande & Daniela Nicolò con Silvia Calderoni e Vladimir Aleksic

ore 00,30, Piazza della Repubblica LET THE SUNSHINE IN PARTY Dj set di Silvia Calderoni

LET THE SUNSHINE IN (antigone)contest #1

ideazione e regia Enrico Casagrande & Daniela Nicolò con Silvia Calderoni e Benno Steinegger drammaturgia Daniela Nicolò ambito sonoro Enrico Casagrande fonica Andrea Comandini direzione tecnica Valeria Foti ringraziamo Giorgina Pilozzi per l’assistenza alla regia Nicoletta Fabbri, Vladimir Aleksic e tutti i partecipanti al workshop "Non siamo una famiglia" per la generosa collaborazione produzione Motus con il sostegno di L’Arboreto- Teatro Dimora di Mondaino, Festival Magna Grecia ’08 Festival delle Colline Torinesi, Progetto G.E.CO - Ministero della Gioventù e Regione Emilia Romagna in collaborazione con Fondazione del Teatro Stabile di Torino

Scegliere Antigone per tracciare, declinare e incuneare il tema della rivolta nel contemporaneo, procedendo in modo frammentario e lacunoso: come fare del resto di fronte a questo nome che abbaglia e allontana? Antigone, né sposa, né madre, esce danzando, solitaria, dalla rete delle genealogie e delle filiazioni... E questa fuoriuscita dalle gabbie familiari, questa indignazione suprema che la spinge a dire No ad alta voce, sprezzante di tutto e tutti, ci cattura. Antigone è una figura politica, eminentemente politica, che in questi anni di opache prese di posizione e imbarazzanti conservatorismi, ci piace porre nuovamente sotto la "luce del sole". Continua dunque la ricerca avviata in Ics sulle possibili forme di ribellione e scontro/incontro fra generazioni procedendo attraverso una formula altra di costruzione in divenire: azioni-performance intesi come contest, ovvero confronti/dialoghi per affrontare, con una serie di eventi unici rigorosamente site-specific, domande, urgenze e sollecitazioni, di riflesso alla possibile rilettura di una splendente Antigone d’oggi. Partiamo alla ricerca della "living-Antigone" nelle rivolte del contemporaneo, lavorando per tracce, impronte, frammenti, indizi lasciati sul terreno. Del resto è proprio il trascinamento-tentata sepoltura del corpo di Polinice il centro della tragedia, o meglio, è la vicenda mitica più antica (Syrma Antigónes - la traccia di Antigone - pareva chiamarsi una localit?nbsp; vicina a Tebe, secondo Pausania).

LET THE SUNSHINE IN è il primo contest, nato nelle officine grandi riparazioni di Torino, che qui riadattiamo a uno spazio comunque vuoto e disadorno, in cui due soli attori-autori, Silvia e Benno, si fronteggiano e, nella totale solitudine di coppia, tentano di “rappresentare” (Antigone e Polinice), (Eteocle e Polinice), (Ismene e Antigone): fratelli-personaggi volutamente posti fra parentesi come pretesti mitopoietici. Le interpretazioni sono oscillanti e si con-fondono con le biografie degli interpreti: Polinice incarna il conflitto fra azione e compassione, può essere pacifista o terrorista e questo dissidio accoglie tutta l’ambivalenza delle varie esegesi… Il legame potentissimo, autodistruttivo fra i due attori/fratelli, che provano una rappresentazione impossibile a farsi, si sgretola nel suo tentare la verosimiglianza, si frantuma nell’impatto con il qui ed ora, perchè le figure tragiche sono "usate" secondo un personale processo combinatorio, una riscrittura politico-policentrica, quasi beckettiana. Nel tentativo di ricomposizione di questi "resti" ci scontriamo con la morte dell’anarchico quindicenne Alexandros-Andreas Grigoropoulos, ucciso il 6 dicembre 2008 ad Atene, da “una pallottola vagante” della polizia... un nuovo Polinice? Verso quel quartiere dirigeremo prossimamente il nostro sguardo, andando direttamente sul luogo a raccogliere voci e immagini… ma questo è parte degli sviluppi futuri. In questo primo contest passato e presente entrano in corto circuito ed esplodono, trascinando anche il pubblico nella deflagrazione: lo spettatore, posto al centro dello spazio scenico, bersagliato dalle nostre stesse domande, diviene inevitabilmente attore di una rappresentazione che “anarchicamente” deborda dai limiti del palcoscenico, fugge il teatro per sporcarsi con le incertezze e povert?nbsp; del quotidiano.

Il motore primo che spinge Motus in un viaggio ormai avviatosi dal ‘91 è da sempre una bruciante istanza di “realt?nbsp;”. Animati da un “motus” interno verso il fuori, da una necessit?nbsp; inderogabile al confronto con temi, conflitti, urgenze e ferite dell’attualit?nbsp;, secondo un’attitudine del tutto “impura” all’ascolto dell’esterno, si lavora per mescolanze di vari formati espressivi, dall’istallazione, alla performance, al video. “Io vivo nelle cose” (appunti di viaggio da Rooms a Pasolini) è il titolo del nostro libro dedicato alle commistioni fra linguaggio scenico e cinematografico, che connotano indissolubilmente il fare artistico… e il tema del viaggio, sia geografico che mentale, ricorre e accompagna, come preludio o forma di studio, tutte le produzioni. È successo per il lavoro su Pasolini che ci ha sospinto dai deserti africani alle periferie italiane, accade ora, con il progetto X(Ics) Racconti crudeli della giovinezza, che ha portato la compagnia in giro per l’Europa ad abitare le periferie per riflettere sulla giovinezza di oggi. Il viaggio prosegue verso la costruzione di una cartografia immaginaria delle rivolte del contemporaneo, assumendo la figura di Antigone come metafora-guida del nuovo progetto Syrma Antigónes che trover?nbsp; completezza nell’autunno 2010.

TOO LATE! (antigone)contest #2

ideazione e regia Enrico Casagrande & Daniela Nicolò con Silvia Calderoni e Vladimir Aleksic drammaturgia Daniela Nicolò ambito sonoro Enrico Casagrande fonica Andrea Comandini direzione tecnica Valeria Foti ringraziamo Cecilia Ghidotti per l’assistenza alla regia Luca Scarlini per la consulenza letteraria Nicoletta Fabbri e tutti i partecipanti al workshop "Non siamo una famiglia" per la generosa collaborazione un progetto in collaborazione con Fondazione del Teatro Stabile di Torino e Festival delle Colline Torinesi e il supporto di Magna Grecia Festival ’08, L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino Progetto G.E.CO – Regione Emilia-Romagna e Ministero della Gioventù

Emergono solo “vaghe ombre” dall’Antigone del Living Theatre, vista in video perché troppo giovani allora… eppure il Too late! che echeggiava ipnotico nel coro, è rimasto talmente impresso da essere posto a titolo. Prosegue la ricerca avviata in X(Ics) sulle relazioni/conflitti fra generazioni in una formula-altra di costruzione in divenire: informali performance intese come contest, ovvero confronti/scontri/dialoghi fra due soli attori, sulle ipotetiche rappresentazioni di una splendente Antigone d’oggi. Nella dilagante “malinconia della sfera pubblica” la sua contestazione a Creonte si fonda sul rifiuto a dissociare l’atto dalla persona. E questo ci piace. E’ uno dei motivi per cui, in questi anni di opachi conservatorismi e pallide prese di posizione, abbiamo scelto un’(Antigone) fra parentesi, come immagine-guida del nuovo itinerario fra le rivolte del contemporaneo. E’ possibile un teatro che è anche proposta d’azione, arma di “terrorismo poetico”, che serfa fra i pensieri, macina l’accadere, sempre nell’irriducibile desiderio di sommuovere il senso d’impotenza che abita noi e le generazioni che ci seguono? L’Antigone è stata rinominata da Biner “tragedia del troppo tardi” perché tutte le figure paiono agire o ravvedersi solo dopo l’irreparabile: è troppo tardi anche per noi?

TOO LATE! è il secondo contest dove Silvia/Antigone/Emone si confronta con Vladimir/Creonte, secondo un crudo meccanismo di esposizioni e sfide che amplificano, in modo subdolo, i giochi di potere fra padri e figli, ma anche quelli dei “Nuovi Dittatori” d’oggi. Mentre il contest #1 era focalizzato sulle relazioni di fratellanza, tanto che Polinice/Benno Steinegger, in dissidio fra l’essere pacifista o terrorista, accoglieva le ambivalenze delle varie esegesi, qui sono le relazioni di potere al centro del confronto, dalle micro intolleranze quotidiane alla perversione dei “Padri Mediatici” che agiscono “per il bene” dei figli: si entra nella sfera dell’intimo, per colpire al cuore l’intoccabile famiglia italiana. I dialoghi sono generati dalla povert?nbsp; del campo scenico, secondo un percorso drammaturgico quasi situazionista, che induce gli attori a partecipare attivamente al contraddittorio teorico-pratico sulla tentata messa in scena.

Questo percorso di avvicinamento allo spettacolo che concluder?nbsp; il progetto Syrma Antigónes, nell’ottobre 2010, ha messo in atto un processo che sta sovvertendo le stesse modalit?nbsp; rappresentative di Motus, verso un azzeramento estetico sempre più estenuato, in aperta polemica con gli sprechi dei Palazzi. E lo spettatore, che in usualmente condivide con gli attori lo spazio scenico, diviene attore/testimone di una rappresentazione che “anarchicamente” deborda dai limiti convenzionali, fugge il teatro per sporcarsi con le incertezze e povert?nbsp; del quotidiano, in strada con un’Antigone mai stanca, che ci piace immaginare "armata di gioia".


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